Un po’ di domande sul sacrosanto diritto di sciopero. 

17 giugno 2017 § 2 commenti

Il diritto allo sciopero va difeso da tutti. È un fondamento della democrazia. Però penso che dovremmo cominciare a rispondere ad alcune semplici domande: 
1) questa quantità di scioperi (che nel resto d’Europa NON ha eguali) porta frutti? 

2) la % di adesione dei lavoratori è sempre più bassa, questo cosa ci dice?

3) il disagio ricade quasi sempre sulle parti più fragili della società, fa bene alla causa?

4) non sarebbe meglio fare pochi scioperi ma con più adesione, evitare il venerdì che nessuno lo capisce perché sempre il venerdì? 

5)non sarebbe meglio ricostruire un rapporto di lotta con i cittadini se la causa è giusta invece di essere diventati la prima cosa contro cui inveire la mattina di molti venerdì? 

Se è vero che i salari italiani sono i più bassi (e questo vale per tutte le categorie), fatta la pesa del costo della vita (anche un manager italiano guadagna meno di un manager olandese, moltissimo meno) siamo sicuri che i carichi di lavoro e le responsabilità siano le stesse? (Per esempio su tram e bus olandesi ci sono due persone, ma il controllo e la vendita biglietti la fa anche l’autista). 
Non sarebbe meglio sedersi al tavolo e ripensare tutto?

 O lo sciopero diventa ogni tanto un’arma politica non per i lavoratori, ma contro il “sistema”? Non sta aumentando l’antipolitica (non funziona nulla e via dicendo)?

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