5 cose da fare adesso soprattutto se non siete Matteo Renzi. 

27 giugno 2017 § 1 Commento


Analisi del voto spossante tranne alcuni sprazzi di lucidità. 

Il tema ovunque è solo Renzi. Renzi ha vinto 60qualcosa a 50qualcosa. No, non è vero ha perso perché prima il CSX governava di più (quello che gli ho scritto un minuto dopo, che non è un Gran Premio e il giudizio lo dai sul delta vs precedente, funziona così ovunque la legge dei numeri) Il voto locale non è quello nazionale. Bisogna fare la coalizione (insinuando che Renzi non la voglia), ma in realtà anche dove si è perso la coalizione c’era, il candidato era bersaniano, vedi Genova. No non bisogna farla! Per lo meno non con Renzi, dice qualcun altro. Renzi non sa più perdere. Renzi non sa più vincere. RenZi non ha girato per il ballottaggio! Renzi non venire, non servi. 

Brevemente.

PD e M5S hanno pagato (secondo me) due cose: l’incapacità di crescere classe dirigente (che si fa in anni non in mesi, che deve promuovere il merito e la competenza non la fedeltà) e l’offerta politica poco chiara. Il M5S si sta trasformando da movimento di quasi estrema sinistra in movimento di quasi estrema destra con spinte di resistenza. Quindi messaggio poco chiaro. Anche il PD ha subito una trasformazione inutile negarlo. Il tempo di Renzi doveva traghettare il PD nel futuro, è finita che Renzi sta traghettando il notabilato bersaniano, d’alemiano e franceschiniano nel futuro (nel senso nel futuro parlamento) ma senza D’Alema e Bersani. E Franceschini vediamo quanto resiste (ma lui è più intelligente, i suoi se li porta).

Si potrebbe dire che Renzi ha sbagliato tutto. La tattica del breve (non lasciando il PD nel 2013, scalzando Letta nel 2014) e quella del lungo (personalizzare le riforme). Si potrebbe dire che è un problema politico e di politiche, la lista è lunghissima, ma la cosa buffa è che il 99% di quelli che si lamentando di Jobs Act sono quelli che hanno votato la Legge Fornero e le lacrime e sangue di Monti (Fassina e Speranza inclusi). Quindi è questione personale più che politica. 

Si potrebbe dire che Renzi non sa comunicare o non ha capito che a quel livello non ti servono garzoni di bottega col sogno di approdare in parlamento e sistemarsi, in quel caso servono professionisti anche per contenerti se non sai farlo (i veri capi fanno così: oltre a scegliere le competenze si scelgono collaboratori compensativi, io faccio così sul lavoro, se sono un vulcano ho bisogno di chi mi contraddica e mi tenga coi piedi per terra, lo sparring partner mi aiuta a non commettere errori). Perché se sbagli a comunicare la Buona Scuola o nessuno si è accorto che hai fatto una legge sulle partite Iva (i veri poveri del millennio) o che sei stato il governo più di sinistra della storia in termini di avanzamento dei diritti civili un problema di comunicazione lo abbiamo. 

Si potrebbe dire che il caso Roma ha ucciso il M5S, ma ha raso al suolo il PD romano e ha fatto danni anche nel resto dell’impero perché possiamo dire che Firenze è bellissima ma la fai felice con 10 km di tram, a Roma ci vuole altro. E forse quelle scuse mancate contano ancora. Per me contano. 

Si potrebbe dire che la narrazione degli indicatori economici, quell’attaccarsi allo zerovirgola non fa scopa con la sofferenZa delle persone, coi grandi mutamenti che l’Europa sta vivendo, la trasformazione del lavoro che tutti gli altri a sinistra del PD non hanno manco capito continuando a chiedere welfare alle imprese invece che riconversione e formazione allo Stato. Che non puoi dire va tutto bene quando non è vero o non ha ancora effetto sulle persone. E sì le persone vogliono sentirsi dire la verità, vogliono la chiarezza. 

Si potrebbe dire tutto a Renzi. Bene. Bravi tutti. Bis. 

Poi potremmo dire che Renzi andava bene a tutti finché vinceva. Perfetto pilota di vagoni di treno su cui saltare. Lo stesso motivo per cui questo parlamento non farà una legge elettorale che dia un premio di maggioranza. Perché in questo scenario incerto il deputato X si dovrebbe suicidare? Il proporzionale è la migliore assicurazione per la cosiddetta casta. Il bene del Paese ma per favore. Il bene della Poltrona. Renzi andava bene quando era forte e lo si votava in parlamento se però sui territori lasciava fare a “quelli di prima”.  Insomma questo PD sta in crisi ed è responsabilità collettiva, scissionisti inclusi. Non è colpa di Renzi. Per lo meno non solo. È colpa anche di chi come noi ha un lavoro e non può passare il tempo a costruire consenso sui territori. E forse una questione è stata proprio questa. Non fare quella famosa fusione che doveva unire il PD alla cosiddetta società civile che ovviamente doveva prevedere sistemi nuovi di partecipazione (e non mi citate BOB, arrivato tardi e che manca di interazione). Tranne qualche piccolo maquillage in vista di elezioni quella fusione non è mai avvenuta. Il PD all’80% è del notabilato politico che c’era prima di Renzi. Ma la colpa è solo di Renzi? E Cosa dobbiamo fare adesso? 

1) La destra ha da sempre in tutto il mondo idee chiare. Dimentichiamo i cognomi di tutti e definiamo 5 priorità. Chiudiamoci in una stanZa troviamole e poi facciamole diventare il volto della prossima campagna elettorale. chiedere al PD o al centro sinistra di dire cose chiare. Cose chiare sul clima (le città stanno soffocando di smog, leggi restrittive su impianti di riscaldamento e auto diesel per esempio). Basta mezze misure: per esempio matrimonio gay. Per esempio paternità obbligatoria. Semplificare il Paese: tutti i cittadini stanno morendo di burocrazia. 

2) chi ha fatto due mandati (in qualsiasi partito, in qualsiasi era) stia fuori al prossimo giro. A tutti i livelli anche a Rocca Cannuccia. Tu chiamala se vuoi rottamazione. P.s. Sì lo so che ci sono eccezioni che confermano la regola. Serve un segno forte di cambiamento. 

3) attivare subito una piattaforma on line vera. Dove si possa davvero discutere e non essere propagandati. Magari facendola aperta a tutto il CSX in modo che divenga un luogo di discussione che però approdi ad una visione di paese. 

4) smettere di basare il 90% della comunicazione contro qualcosa. Basta. Siamo ridicoli. Il Paese vuole sapere cosa faremo non cosa non stanno facendo gli altri. Non vogliono votarci per NON votare gli altri. Per questo la destra ha vinto. Perché è andata sui suoi temi di destra mentre M5S e PD si pestavano a sangue. Pappapero. 

5) smettere di dire che è tutta colpa di Renzi aspettando che sia lui a decidere. Si cominci a spiengere il segretario del PD nella giusta direzione invece di osservarlo barcamenarsi tra capicorreni e giovani rampanti. Insomma venite a farmi compagnia a rompergli le palle. Ora o mai più. 

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§ Una risposta a 5 cose da fare adesso soprattutto se non siete Matteo Renzi. 

  • Jacopo ha detto:

    non ti dò torto totalmente, vecchia Cristiana, però sull’attacco del pezzo in un certo senso sì.

    1 mi spiego.
    non sono neanch’io del tutto convinto che bisogna guardare per forza “da quanti sindaci si parte” per capire se poi si è vinto o no.
    per dire: al centrosinistra una volta è capitato di vincere a Verona, roccaforte della (peggior) destra, che poi al turno successivo è stata puntualmente (ri)ceduta alla destra, nella persona di Flavio Tosi, che proprio da lì ha iniziato la sua scalata alla politica nazionale.
    è chiaro che perdere una città dove le percentuali sono sempre state le più basse a livello nazionale e che solo per una purissima botta di culo si è riusciti a vincere una volta, non significa certo dire che le elezioni sono state perse (furono altri risultati, a determinare il giudizio negativo sulle amministrative del 2007).

    2 però.
    qui sono state perse delle roccaforti, dei posti dove perdere era impensabile, ma proprio impensabile.
    oltre alla mitica carissima Genova, io trovo addirittura ancora più scandalosa la sconfitta di Pistoia, un posto dove fino a cinque anni fa si poteva far senza votare, tutti i comuni persi in Emilia e Toscana (mentre su Sesto ho sentimenti contrastanti), ma anche una città che doveva essere “sicura” come L’Aquila.

    3 aggiungi che, pur restando valido quanto detto al punto 1, ci sono state tantissime realtà (quasi tutte in Lombardia) una volta stabilmente di centrodestra, da qualche anno conquistate dal pd, ora cedute nuovamente, in massa e con le vecchie percentuali bulgare, come nulla fosse successo, al centrodestra. tantissime, tutte.

    questo mi sembra più che sufficiente per parlare di sconfitta rovinosa, che coinvolge a piè pari la leadership nazionale.
    tu come la vedi?

    p.s.
    il m5s è andato da vomito un po’ ovunque tranne che in provincia di Roma (ove amministra ormai pressochè tutti i Comuni più grossi, alcuni ex feudi pd come Genzano, e tre milioni e mezzo di cittadini) e Torino, i capoluoghi le cui sindache attualmente sono sulla graticola. per questo io spiegherei la loro fragorosa debacle in altro modo.
    ma, di nuovo, cosa ne pensi di questo dato curioso?

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