Al ragazzo di Acqua di Frogi. 

30 luglio 2017 § 1 Commento


Gaypost ieri mi ha segnalato Questo post relativo ad un video di qualche anno fatto da un ragazzo del PD e degli amici fortemente omofobo. La mia prima reazione è stata di rabbia (soprattutto perché arriva dopo una sfilza di gaffes di pezzi grossi su molti temi su cui il PD non dovrebbe mai sbagliare) e ho desiderato he il ragazzo lasciasse il PD o venisse espulso. Poi ci ho dormito su e soprattutto ho letto le cose che ha scritto quel ragazzo tra cui che si dichiara favorevole al matrimonio egualitario e che lui stesso aveva cancellato quel video perché lo ha considerato sbagliato. 

Per fortuna le fobie tra cui omofobia possono passare. Tutti noi (più o meno) siamo stati omofobi. Lo siamo stati perché non ci accettavamo, per paura di esserlo, qualcuno per ignoranza, perché lo storytelling dei modelli era fortissimo quando eravamo piccoli. Perché le favole erano tutte con un maschio e una femmina e non c’era posto per niente altro. Lo siamo stati (uso il plurale maiestatis per comodità, per includerci tutti) con i maschi effeminati, con le trans, con le lesbiche rasate e la faccia incazzata e con quelle troppo femmine che possono nasconderlo tranne in camera da letto. Può capitare di essere stati omofobi e poi di avere capito che era sbagliato e che sì, un video intitolato “Acqua di Frogi” con relativo backstage e confusione tra identità di genere e orientamento sessuale può fare male ai giovani più fragili, a chi sta inseguendo la propria identità e sì, può uccidere. Può isolare. Può fare ammalare e può uccidere. Caro Fabio Ragni solo tu adesso puoi dirci se non sei omofobo. Noi possiamo dire che il tuo video di tre anni fa era omofobia. Eh sì una bravata come quella è esattamente l’omofobia che può far male. Ma se tu ci dici che hai capito e sarai accanto a noi a combattere l’omofobia (che per me significa essere favorevoli al matrimonio e pensare che due persone omosessuali possono crescere un figlio sano) per me sei il benvenuto nel PD. 
P.s. Detesto i linciaggi, ne ho vissuto uno, mi sono dimessa e ho pagato caro tempo fa una frase maldestra che descriveva un fenomeno vero con parole sbagliatissime. Si può sbagliare ma quando si fa politica si deve pagare e ricominciare da capo, abbiamo (dovremmo avere) un dovere in più: quello di essere esempio e guida e di ridare alla politica il senso alto del servizio e non della corsa alla poltrona. 

§ Una risposta a Al ragazzo di Acqua di Frogi. 

  • Antonella Maccani ha detto:

    Fabio Ragni non e’ omofobo: e’ un “compagno che sbaglia”.
    Piu’ precisamente:
    Fabio Ragni non ERA omofobo: ERA un “compagno che sbagliava”.
    Cosa l’avra’ indotto al pentimento dopo essersi addirittura impegnato a fare un video sui “frogi” e prenderli per il culo con il proposito di manifestare concretamente la sua viscerale omofobia? Mettettendoci un po’ di sana malizia (che in Politica non guasta mai) la risposta e’ semplice: la prospettiva di una carrierina nel partito visto che in giro di lavoro ce n’e’ pochino. Magari con la raccomandazione di Alicata che lo ha perdonato. “Perche’ tutti sbagliamo!”

    Seguendo il ragionamento assolutivo di Alicata nei confronti di Fabio Ragni, dunque, cosa un individuo pensi dei “frogi” dipende dalla sua affiliazione politica: se e’ un “compagno” e’ uno che puo’ sbagliare, ma e’ capace di ravvedersi. Se non e’ un “compagno” e’ un omofofo incurabile, un fascio-razzi-leghista che deve tornare nelle fogne.

    I fascio-leghisti di una volta urlavano gli slogans “Roma Ladrona” e “Forza Vesuvio!” per denunciare l’endemico familisimo amorale della nostra “Terronia”, il suo sistema clientelare, parassitario e mafioso che succhiava (e ancora succhia) immense risorse allo Stato e teneva (e ancora tiene) tutta l’Italia zavorrata nel dinamico contesto economico dell’Europa che avanza.
    Si sono pentiti: “Erano espressioni goliardiche che volevano solo sottolineare la gravita’ della Questione Meridionale e la necessita’ politica di risolverla denunciando “razzisticamente” i Mali del Centro-Sud onde stimolarne una reazione d’orgoglio e renderlo parte attiva del progresso civile ed economico di tutta l’Italia” – dicono oggi.
    Ma il loro pentimento non puo’ essere accettato dalla Sinistra perche’ “la Sinistra puo’ sbagliare: gli altri, NO”.
    Ma perche’? Perche’ NO! Quelli di Destra rimarranno sempre beceri fascio-razzisti irrecuperabili che odiano i “Frogi, i Negri e i Terroni”. E li odieranno sempre.

    Patrizia Prestipino non è razzista, “su questo non ci sono dubbi”. E’ una “compagna che ha sbagliato”. Il suo pentimento e’ sincero e va perdonata. Le e’ scappata fuori la parola “razza”: un banale lapsus freudiano. Cioe’ un’espressione indiretta dell’inconscio. Uno “sbaglio”, pero’, solo apparentemente casuale essendo, in realta’, la manifestazione di un desiderio inconscio che proprio attraverso il lapsus freudiano viene fuori, trovando finalmente soddisfacimento.
    In altri termini, il lapsus della post-comunista Patrizia Prestipino e’ stato la manifestazione inconscia attraverso la quale hanno trovato sfogo i suoi pensieri profondi, altrimenti “bloccati” dall’auto-censura.
    Patrizia Prestipino e’ inconsciamente razzista, poverella! Vuole solo salvare la razza italiana bianca minacciata dalla razza africana negra. Ha perso il controllo sull’auto-censura e si e’ messa a parlare come il 99% dei post-comunisti quando si ritrovano nell’osterie dell’Italia “rossa” per giocare a carte e scolarsi una bottiglia di Lambrusco dopo una dura giornata di lavoro in fabbrica o in camapgna e vedono bighellonare nella piazzetta del paese gruppi di “negri che non fanno un cazzo e li manteniamo noi!”
    Ma non sono razzisti perche’ sono “compagni” e i “compagni”, quando sbagliano, sono “compagni che sbagliano”, ma poi si pentono e votano per Renzi o per Bersani sapendo che cosi facendo, loro, quelli della classe operaia, andranno in Paradiso. Mentre gli altri, quando sbagliano, non si salveranno dall’Inferno. L’assoluzione catto-comunista, per gli altri, non si applica.

    In passato altri “compagni che sbagliavano”, i brigatisti comunisti-maoisti-stalinisti-leninisti-guevaristi-castristi-rivoluzionari-rossi che poi si pentirono dello “sbaglio”, hanno trovato le porte aperte per una bella carriera politico-giornalistica e democratica: “Ego te absolvo a peccatis tuis in nomine Patri (Marx), et Filii (Lenin), et Spiritus Sancti (Er Vaticano de Roma). Amen”

    Mario Capanna, il leader del movimento giovanile del “favoloso Sessantotto”, quello con l’eskimo, quello che si scontrava con la polizia che voleva impedirgli di sfasciare Milano, quello che sequestrò in aula il professore Trimarchi e lo sottopose a un processo come facevano le Guardie Rosse di Mao della Cina comunista con i professori universitari “imborghesiti”, quello che poi divenne segretario e cordinatore di Democrazia Proletaria…ecc.ecc., e’ un “compagno che ha sbagliato”, ma se gli tocchi il vitalizio reagisce come morso da una tarantola: “Il vitalizio non è un privilegio – urla incazzato il Capanna vecchio e, anche lui, imborghesito – ma un diritto costituzionalmente garantito, e io non mi sento assolutamente un privilegiato. Quei due vitalizi, io, me li sono meritati…”
    Prima la Rivoluzione Proletaria e lo sfascio della Societa’ Borghese, poi la “Costituzione Democratica nata dalla Resistenza” e un bel vitalizio!
    Bravo Capanna: hai sbagliato tutto, non hai capito un cazzo, sei un povero “compagno” cui e’ andata male la Revolución, ma dopo tutta quella fatica un bel vitalizio non te lo puo’ togliere nessuno!

    Altri “contestatori” di quegli anni favolosi (Gentiloni, per esempio) sono diventati post-Democristiani e hanno fatto un carrierone. Altri sono diventati post-Comunisti (D’Alema, per esempio) e anche per loro un bel carrierone in Politica. Insieme hanno fatto il Partito Democratico: un successo strepitoso!
    La maggior parte degli altri “contestatori” finí miseramente e ando’ a lavorare in banca con la raccomandazione del papa’ e oggi vota per il Partito post-democristiano di Renzi o per il “Nuovo” Partito Comunista di Bersani: perche’ il Partito Democratico post/catto-post/comunista non c’e’ piu’. Un in-suc-cesso strepitoso!

    E tutti si sforzano di trattenere i lapsus freudiani ed evitare di incorrere negli “sbagli” di Fabio Ragni, di Patrizia Prestipino e dei compagni lavoratori che bevono il Lambrusco nelle Osterie del Sole dell’Avvenire e non sopportano “i negri che non fanno un cazzo. i Rom che rubano e i frogi che se lo sbattono nel culo”.
    Sforzi erculei per non sentirsi dire dagli omofobi e dai razzisti (che vanno all’Inferno):
    “Tu quoque, compagno, nel profondo del cuore e della mente, sei omofobo e razzista come tutti: pero’ vuoi andare in Paradiso! Ipocrita di merda!”

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