La neve a Roma: riflessione sulla situazione, sulle colpe, sulle cose da fare (nei giorni di chiusura della peggiore campagna elettorale)

Secondo me non è stato stupido chiudere le scuole oggi (e in prospettiva della ghiacciata di stanotte, forse nemmeno domani). La nevicata notturna ha avuto non solo effetti sulla viabilità della città, ma anche sulla viabilità di strade che portavano a Roma (vedi Pontina di competenza Regione). GRA e Roma Fiumicino (competenza Anas) fin dal mattino presto erano pulite (e grazie da parte mia a tutto il personale Anas che ha lavorato fin dall’alba per renderlo possibile). L’aeroporto è stato chiuso per parecchio tempo e di questo non possiamo incolpare la Raggi (volando spesso in Europa capita molto spesso di subire ritardi, di sicuro Monaco è più abituata a neve di questo tipo e anche lì ogni tanto si chiude tutto). I treni hanno avuto difficoltà e anche qui non possiamo incolpare la Raggi. Si chiudono le scuole perché se anche un solo insegnante NON riesce ad arrivare (per le strade, per i treni, per gli autobus o la metro che non passa) i bambini chi li tiene? Mi direte voi: e se io devo andare a lavorare e non ho babysitter e non ho nonni come faccio? Lo so, questo è un problema che va affrontato in modo strutturale (come affronta il Paese questi momenti straordinari e non prevedibili? E’ questo un tema che dovremmo affrontare tutti insieme senza fare a gara a trovare il colpevole di oggi su problemi che hanno radici antiche) E se questa mattina alle 8 quando avevamo il momento più critico tutti fossero usciti per andare ad accompagnare i figli forse sarebbe stato un disastro. Quello che io personalmente NON tollero è vedere rami ed alberi caduti. Questo deve fare parte della gestione ORDINARIA, non solo il peso della neve può spezzare rami (dove già esiste una debolezza), ma anche il vento e a Roma questo accade. Ecco su questo un sindaco dimostra la sua cifra, sulla pianificazione di eventi ordinari. Poi aggiungo il mio solito leit motiv: le strade vanno gestite da chi fa questo di mestiere, da chi ha la visione nazionale, da chi ha questo come core business e su questo viene giudicato. Spesso gli enti locali decidono di destinare risorse su una spesa piuttosto che sulla manutenzione di una strada. Questo in un Paese moderno dovrebbe essere inaccettabile vale per TUTTI gli enti locali. Sta finendo la peggiore campagna elettorale della mia vita, spero che si torni a parlare di cose serie per il Paese. La manutenzione NON si vede, non si grida, non si inaugura, ma deve essere la cosa più importante di questo Paese geologicamente difficile (e – giusto per fare un esempio – Delrio è stato uno dei maggiori promotori di questo non solo a parole, ma nei fatti).

Due parole su Macerata.

Torno ancora su Macerata.
E’ stato un atto di terrorismo fascista e razzista di un uomo vicino alla Lega e che frequentava i Family Day. Questi i fatti, vi piaccia o no.
Mi aspetto che le istituzioni vadano a trovare i feriti (quelli non ancora dimessi) di atti terroristici. Questo sarebbe accaduto se un arabo si fosse fatto esplodere. Non i politici, ma le istituzioni. Come è possibile questa assenza? Cosa sta succedendo, cosa mi sfugge?
Mischiare il terrorismo con l’immigrazione è (lo dirò in parole semplici e non radical chic): una cazzata. E’ una cazzata parlare di sicurezza e di immigrazione. Parliamo del fatto che un estremista fascista 3 anni fa si è comprato con 600€ una Glock. Sì abbiamo un evidente problema di sicurezza: frequentatori di manifestazioni estremiste che si comprano armi indisturbati.
Mi aspetto che la destra fascista e leghista inneggi a questo terrorista, se la prenda con la Boldrini, se la prenda con l’immigrazione e via tutto il corollario.
E mi aspetto che la sinistra ci ricordi che l’immigrazione è una risorsa come in tutti i Paesi europei e che in Italia a causa della Bossi-Fini non siamo stati in grado di trasformarla come tale. Che se ci sono migranti che delinquono è colpa dello Stato che li lascia nelle mani della criminalità, è colpa dei sindaci che aumentano l’IMU a chi li ospita, è colpa di politici e giornali che cavalcano e fomentano una rabbia che non trova alcun riscontro nei numeri.
Mi aspetto che la sinistra ci dica che il problema dell’Italia è la corruzione. Il problema dell’Italia sono le Mafie. Come mai nessuno si schifa così tanto della Mafia, come mai nessuno compra una Glock per andare a sparare ai mafiosi? Nessuno di questi maschi difensori della famiglia tradizionale e della razza bianca ha le palle di andare a sparare ai mafiosi? Provoco. Ovvio. E’ lo Stato che deve gestire la giustizia. Mi aspetto che la sinistra NON parli di immigrazione quando parla di questo atto di terrorismo. Che non dica banalità su integrazione e legalità, prestando il fianco a lasciare intendere che se un uomo una mattina si è alzato è ha sparato a 6 persone solo perché di colore, l’integrazione non c’entra niente. Ho amici italiani neri. Potevano essere bersaglio di questo terrorista. Solo perchè neri. E pur essendo perfettamente integrati. Non so se ci rendiamo conto. L’immigrazione non c’entra nulla. Il razzismo c’entra tutto.
La sinistra faccia la sinistra, per vincere le elezioni serve solo questo. Non serve inseguire la destra, non servono distinguo. Serve essere se stessi, con la barra ben dritta. Coraggio.

Perché il 4 marzo voterò +Europa.

SIMBOLO-ELETTORALEIl 4 marzo voterò radicale al proporzionale (in fondo a questo post trovate anche un paio di istruzioni per votare) dando il voto a +Europa.

Ci sono innumerevoli perché che credo sia giusto elencare e raccontare nel dettaglio.

Ho sempre pensato che la politica sia prima un’idea di Paese e poi la fedeltà ad un gruppo di persone. Quando ho preso la tessera PD (sono tra i fondatori) pensavo che l’unione di due tradizioni antifasciste, di massa, fosse il miglior modo di traghettare l’Italia nel nuovo millennio. Doveva essere l’unione del buono di quelle due entità e il lasciar fuori quello che non aveva funzionato. Dalla nuova casa (che molta società civile aveva voluto e molta classe politica aveva combattuto) doveva restare fuori il clientelismo DC e doveva stare fuori il modo di gestire il partito che aveva il PCI, la ditta, il lavarsi i panni in casa, la dinastia politica che passava di padre (in senso politico) in figlio (sempre in senso politico). Fino all’arrivo di Matteo Renzi (a cui voglio sempre un gran bene e lui lo sa) ero sempre all’opposizione: sempre dalla parte dei gruppi più vicini ai nativi PD che alle vecchie caste dei due vecchi partiti, con due cose prevalenti in testa entrambe strettamente legate ad una lettura più moderna della realtà: la realizzazione dei diritti civili, tutti i diritti civili e la comprensione politica delle trasformazioni del mondo del lavoro. Ed insieme il modello di un partito più aperto, permeabile, basato sul merito e non sulla fedeltà.

Matteo Renzi sembrò a molti di noi la soluzione di quanto sopra. Lo era certamente sui temi del lavoro, forse per questioni generazionali (questione dalla quale non si può prescindere per leggere la sua storia politica), lo era meno sul tema dei diritti, ma si dimostrò molto più aperto ad ascoltare di quanto la dirigenza EX PCI avesse mai fatto nei fatti veri (vedi come finì la questione PACS). Nel modello liquido di una classe dirigente che si andava componendo intorno a lui, senza vincoli pregressi, si facevano più passi avanti su quei temi che dentro la Ditta di Bersani. La dimostrazione è senza alcun dubbio l’approvazione delle Unioni Civili che avrebbero dovuto addirittura contenere la stepchild adoption e che l’avrebbero avuta se non ci fosse stato il voltafaccia del M5S (e io lo so perché c’ero e potrei portare testimoni sani del M5S che quella sera rimasero di stucco quanto me quando Di Maio fece saltare l’accordo per mettere in crisi il PD e fare un favore alla CEI) costringendo il PD a mettere la fiducia e ad accontentarsi di un istituto equivalente al matrimonio per le coppie.

E allora , direbbe sicuramente un mio amico fiorentino, perché non voti PD e la fai poco lunga?

Intanto (grazie a questa terrificante legge elettorale) votando +Europa voto comunque la coalizione che ruota intorno al PD, ma votare +Europa mi dà anche l’opportunità di mandare un segnale forte su almeno un paio di grossi errori fatti in questi anni.

  • La questione Roma. Forse i radicali (insieme a pochi altri tra cui umilmente mi annovero) sono stati gli unici a mantenere una posizione corretta durante l’epoca Marino. Critica quando doveva esserlo, di supporto quando serviva. La questione romana è stata una catastrofe politica (forse sono l’unica folle a pensarlo, così mi dicono tutti i soloni che ne sanno più di me) che ha avuto ripercussioni in tutta Italia, non solo a Roma. È stata una catastrofe il coinvolgimento in Mafia Capitale di un sistema che era anche vicino al centro sinistra, è stata una catastrofe essere incapaci di trovare la chiave per fare squadra con un sindaco (che era, sì, uno strano marziano), ma che con il senno di poi, grazie soprattutto alla squadra diffusa, avrebbe portato Roma in direzione opposta a quella dove sta adesso. La questione Roma non può essere archiviata ritrovando nelle liste tanta di quella roba lì. A Roma nelle liste oltre a ministri e Bonino ci sarebbero stati benissimo qualcuno dei presidenti di municipio saltati. Non gente del vecchio schema. Non serve solo essere inquisiti per non essere ricandidati. Esistono anche responsabilità politiche. Come se niente fosse successo. Io non ce la faccio a votarvi. Mi dispiace. Se fossi a Milano probabilmente avrei votato PD. Immagino anche a Firenze. In Friuli.
  • La questione migranti. Mi dispiace, io non sono d’accordo. Non sono d’accordo con il dire aiutiamoli a casa loro perché non siamo credibili nel dirlo. Non possiamo aiutare a casa loro chi fugge dalle dittature o dalla siccità. Non esiste una “casa loro”. Non possiamo riportarli in Libia. Non possiamo fare accordi con la Libia. In Libia ci sono lager e io non so come possiamo dormire sonni tranquilli sapendo che cavalcare le pance rabbiose di una parte di Paese ignorante, aizzata da capo popolo, procura la morte di esseri umani al di là del Canale di Sicilia. Bene i corridoi umanitari, ma per quanti sono? E quando anche a sinistra abbiamo cominciato a mettere distinguo, abbiamo aperto una specie di cloaca. Perché le chiavi dei limiti se non le ha la sinistra chi diavolo le possiede? Un vaso di Pandora immenso che ha giustificato qualsiasi cosa. Noi su questo tema dobbiamo tenere il punto. Chi se ne frega dei risultati elettorali. Se la gente non capisce non ci spieghiamo bene noi e allora invece di usare le parole degli altri, ricominciamo a raccontare bene le cose come stanno: siamo un paese di transito. Non abbiamo una politica di integrazione, non abbiamo una politica dell’accoglienza se non lasciata nelle mani dei sindaci o dei volontari. Se non integri e non accogli, se non fai rispettare le leggi, generi criminalità. La criminalità purtroppo, gliela insegnano le nostre mafie ai migranti. Perché sono più presenti dello Stato nel procacciare un mestiere ai disperati. Sul tema considero la proposta Ero Straniero la proposta meno demagogica, più umana, più razionale.

Ci sono altre mille questioni per cui voto +Europa. Hanno a che fare con la libertà delle donne (siamo ancora il Paese dove centinaia di attrici firmano un appello contro il potere, si dichiarano accanto a chi denuncia, e poi non lo fanno con chi lo ha fatto davvero e la politica tace, siamo ancora il Paese dove in alcuni ospedali non si può abortire, siamo ancora il paese dove esiste il gender gap, dove i ristoranti hanno i menù con i prezzi per i maschi e senza per le femmine), con il fatto che è un partito a favore dei matrimoni gay e il PD non ha avuto il coraggio di metterlo in programma, con il fatto che abbiamo bisogno di riforme strutturali e non di bonus o di assegni di sostegno se davvero vogliamo un welfare degno di questo nome. Io so che il PD avrebbe tutto questo nelle sue corde, ma non ha ancora il coraggio di essere quello che dovrebbe perché (soprattutto in tempi di sondaggi negativi) ci si attacca alla tradizione, al vecchio schema, ai vecchi nomi. In tutta Italia ci sono tanti bellissimi candidati PD (pensate a Milano) e non vi sto dicendo che fa tutto schifo, anzi!, ma io a Roma voterò per + Europa: perché in questo momento è la cosa più simile al PD che avrei voluto e dò il voto alla coalizione, senza mettere il Paese a rischio di finire nelle mani di Berlusconi, Salvini e Di Maio.

Per l’esattezza:

  • Al Plurinominale di Camera e Senato (il proporzionale), voterò per +Europa, fatelo anche voi in tutta Italia.
  • Camera, collegio 10: per fortuna abito nel collegio 10 a quindi voterò Riccardo Magi alla camera, alcuni di voi in giro per il Paese avranno altrettanto bei candidati della coalizione, altri purtroppo no.
  • Senato Lazio 1: sempre per fortuna avremo Emma Bonino candidata, quindi nessun imbarazzo.
  • Al consiglio regionale del Lazio, per il collegio della provincia di Roma, scriverò Alessandro Capriccioli, facendo una x sopra il simbolo di +Europa