Cosa farei (io che non capisco nulla di politica)

Come è noto io non capisco nulla di politica (cit. e sassolino dalla scarpa post elettorale) ma se oggi fossi un pezzo grosso del PD direi a tutti: qui non si tratta di fare governi con il M5S oppure no. Perché siamo qui? Per fare politica. Perché facciamo politica? Per il Paese. Bene. Siamo in un parlamento maggioritario? No. Siamo in un parlamento proporzionale (su questo in effetti in campagna elettorale nessuno ha fatto i conti del tutto e in tutte le possibilità). Facciamo la lista delle cose che per noi sono necessarie: no al reddito di cittadinanza, magari un piano welfare; primo atto una legge elettorale Mattarellum fatta subito se no non ci sediamo nemmeno a parlare, matrimonio gay che lo volevano tanto fare quando non hanno votato le unioni civili, ius soli che lo volevano tanto quando PD proponeva Ius Culturae e via discorrendo) Possibile che tra un inciucio e un’opposizione musona (come parametri comunicativi eh non reali) non ci sia la via di mezzo di riprendersi come partito la leadership e di mettere sul tavolo quello che NOI riteniamo essere il bene del Paese e farci dire di no (perché se ci dicono di sì invece anche solo con il paletto della legge elettorale abbiamo fatto un magnifico regalo al Paese) e ricominciare da lì? Esiste un pezzo di elettori PD che ha votato M5S. Ci piaccia o no è così. Fare l’elenco di queste cose non significa parlare a Di Maio che ha offeso tutti per anni, significa parlare con i nostri elettori sperando che alla fine arrivino alle giuste conclusioni. Infine farei decidere agli iscritti del PD giusto per ridare un senso alla natura originaria. P.s. queste cose non sono cose da dire al M5S sono cose da dire a noi stessi e al Paese nell’ambito di una dinamica proporzionale e rilanciare la palla nel campo degli altri.