Diario di bordo di un tutore e di un migrante non accompagnato #4


Non ho mai visto una faccia cambiare tempo così rapidamente, come il cielo di un paese del Nord Europa. Ypsilon porta con se il sole dei suoi 16 anni, la stessa allegria e vanità dei suoi coetanei europei quando mi dice che tifa Barcellona e che la giacca che indossa gliel’ha prestata il suo compagno di stanza eritreo. E porta con se delle nuvole grigie, cariche di tempesta, prive di pietà che sono di un’altra età, di un ‘altra era geologica emotiva, quando commenta il parcheggiatore abusivo dicendo che “lavoro anche lontano, no chiedere soldi, perché non parte a cercare lavoro come io?” oppure quando mima il movimento della barca nelle onde che dalla Libia lo ha portato in Italia. Socchiude gli occhi per ritrarsi timido, si tormenta un ricciolo quando lo tartasso di domande. Spalanca gli occhi oltre le mie spalle quando passiamo molto tempo in silenzio perché entrambi dobbiamo cercare le parole io per farmi capire lui per farmi capire. Non ho mai visto un volto così è come se parlasse, come se ogni segno, ogni espressione fosse la Bibbia intera, l’Odissea e l’Iliade e tutti i libri di formazione che ho letto. E’ incredibile quante parole e quante stagioni e quanta metereologia ci siano sul volto di un sedicenne.

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