Gli Hashtag e la realtà.

In questi ultimi mesi, di più un questi ultimi giorni, sto realizzando un divario sempre più enorme tra ciò che leggo sui social e ciò che dicono i miei amici e colleghi (per esempio sul momento politico). Forse perché, in parte, i gruppi di persone che seguiamo o che ci seguono sono gruppi omogenei e organizzati che quindi NON corrispondono alla realtà. Questo vale per esempio per il grillino sul social network (aggressivo, violento) e il grillino in carne ossa (di amici ne ho e avrei difficoltà a definirli di destra, probabilmente non sarebbero tra i miei amici in effetti). Così il renziano (altra categoria abusatissima e fatevelo dire da chi ancora ci si sente ma non si riconosce nel renziano social) che sui social è irridente e “slogan” oriented e nella realtà è un italiano di buon senso che vuole che il Paese funzioni e si emancipi dalle rendite di posizione (la definizione corretta della fu compianta rottamazione). Ecco ultimamente quel divario è diventato così enorme che solo le urne lo raccontano. Ripeto: solo le urne. Non gli hashtag. (Cerco di difendermi come l’angelo del Cielo sopra Berlino. Sui social leggo più di quanto scrivo, mi metto lì e seguo discussioni di sconosciuti, mi faccio attrarre da storie, dialoghi, più sono diversi da ciò che penso più li adoro, leggo leggo e leggo a condizione che ci sia profondità di pensiero ed elaborazione, che mi sembra un modo di ascoltare che mi porta più vicino a ciò che poi trovo dal panettiere, in ufficio, in treno, tra i sedili di attesa al gate). Buon 25 aprile. Di nuovo

Buon 25 aprile dedicato alle mie zie Zina e Maria Felice.

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Buon 25 aprile a tutti, anche a chi non festeggia perché quel 25 aprile, che lo voglia o no, è anche la sua possibilità di NON festeggiarlo.

Il 25 aprile è la festa di tutti, non di una parte, ricordiamoci di tenerlo a mente. A me oggi piace ricordare i racconti delle sorelle di mio nonno e del mio prozio (sopra una delle lettere scritte dal carcere dove venne rinchiuso tra il 1942 e il 1943): le staffette sui ponti di Roma che i tedeschi volevano far saltare. Ci andavano le donne, insospettabili, a portare messaggi da un lato all’altro. La resistenza nelle fogne di Bologna.

Finita la guerra ognuno tornò alla propria normalità, quelle avventure straordinarie storie discrete per favole ai nipoti. Una delle due al serviZio del PCI e dell’associazione Italia Cuba per tutta la vita non voleva avere nemmeno la pensione “perché è volontariato”.

Ecco buon 25 aprile e questo anno lo dedico a mia zia Zina e a mia zia Maria Felice.