Ci vuole senso di responsabilità (e del capro espiatorio e che ci terremo Salvini per i prossimi 10 anni)


Ci vuole senso di responsabilità.
Ci vuole senso di responsabilità per il Paese, se si crede nella politica ci vuole senso di responsabilità nei confronti di un partito e sì, lo dico io che quel partito a questo giro non l’ho votato perché nel mio collegio, nella mia città, in tante parti era invotabile. Il #senzadime nelle urne c’è già stato ed ha pesato il 50% rispetto alle Europee del 2014.
Ora, scusate se mi ripeto: ci vuole senso di responsabilità.

Il M5S mi fa schifo (forse non lo avevo detto abbastanza chiaro, ma chi mi conosce sa che sono stata la prima a vederci i germi del fascismo e a scriverne: era il 2011!!!) e ho detestato la loro campagna di palate di merda contro tutto il sistema. Una campagna furba, ipocrita, che ha cavalcato la rabbia e la disperazione delle persone, una campagna contro il sistema (cambiare tutto: per non cambiare nulla).
Mi ha fatto schifo però anche la testuggine di fanatismo intorno a Matteo Renzi a cui continuo a volere bene. Continuo a pensare che sia stata la più grande speranza che i progressisti e riformisti abbiano avuto almeno dal 1994.

Ha peccato di ubris e di cattivi consiglieri. Ieri mi ritrovavo nella proposta di un governo di tutti che facesse le riforme (sarebbe la cosa più intelligente) ma NON mi ritrovo in questo rosicamento sugli elettori che non ci hanno capito, gli elettori che non hanno voluto le riforme votando no al referendum. Continuo a pensare che l’errore sia stato nostro. C’è stato ad un certo punto un cortocircuito di non umiltà nella selezione della classe dirigente (quante primarie non fatte proprio da chi dalle primarie era stato incoronato in un partito non scalabile) e quella classe dirigente è stata anche plasticamente comitato elettorale referendario. Sui territori quella cosa ha contato. Negarlo sarebbe da idioti. E poi la personalizzazione o non averlo smembrato in quesiti. Ora forse avremmo abolito il Cnel e avremmo una camera sola, ma non avremmo il titolo V riformato. Ma con il senno di poi non si fa nulla.

Ci vuole senso di responsabilità. Una scissione tra turborenziani e il resto del mondo sarebbe condannare il paese a dieci anni di Matteo Salvini. Io penso una cosa. Gli errori di Renzi non sono gli errori di Renzi. Sono gli errori che la dirigenza gli ha lasciato fare. Chiunque sia stato dirigente di partito e non abbia alzato la voce davanti ad errori macroscopici (cito solo Roma perchè per me quello è stato l’inizio della vera ondata di #senzadime) per me è responsabile di questo disastro. Renzi non ha capito le ragioni della sconfitta e deve passare il turno per un bel po’ (e mi costa tantissimo dirlo) ma vedere chi gli è stato vicino fino ad oggi criticarlo come se fosse l’unico responsabile è inaccettabile. Se vogliamo bene al PD dovrebbero accadere due cose: totale azzeramento della classe dirigente e ritorno al voto con cambio della guardia quasi totale. Questo non accadrà, non mi illudo, perché non è mai esistita una classe dirigente che sia stata in grado di non pensare alla propria sopravvivenza prima ancora che al Paese.

Ed è l’esatto plastico motivo perchè gli italiani non ci hanno votato. Morale? Ci terremo 10/15 anni di destra e il ricambio della classe dirigente lo faranno le urne. Buon 1 maggio.

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