Diario di bordo di un tutore e di un migrante non accompagnato #6

Questa sera abbiamo portato Y a mangiare la tajine (dice che in questo posto la fanno come la sua mamma in Marocco). Prima di cena mi sono fermata a fare due parole coi volontari di Sant’Egidio (grazie di esistere!) che tengono aperta la scuola d’italiano tutta l’estate per capire a che punto sta con l’italiano e se quindi potrà accedere al corso per barbiere (è già diplomato barbiere in Marocco e taglia già i capelli ai ragazzi della Casa Famiglia dove è ospitato).
La sorpresa è stata che con grande fatica si è messo a leggere il menù…non so cosa si prova a vedere un bambino di 5/6 anni imparare a leggere, per noi tutti la lettura e la scrittura sono ormai riflessi incondizionati, vedere che riesce a mettere insieme (ad allineare) i suoni delle lettere, che questo genera un suono complessivo che è una “parola” e che ha un senso è come una piccola magia.

p.s. Ovviamente il fatto di avere conosciuto una coetanea italiana sta accelerando il processo di apprendimento della lingua italiana…dove non arriva lo Stato e i volontari, sta arrivando una 17enne italiana. Alla faccia del racconto di superficie, esiste un’Italia silenziosa e sommersa in direzione ostinata e contraria.

Ritrovare un senso comune (di cosa è successo dopo il mio post sul selfie di Salvini)

Da un paio di giorni, dopo il mio post “sommesso” sul selfie di Salvini (che riporto qui sotto per evitare che dobbiate andarvelo a cercare e vi dividiate di nuovo nel tifo a cui ho, mio malgrado, assistito in questi giorni)

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mi arrivano 3 tipi di messaggi:

1) messaggi delle persone – credo quelle più simili a me – che vogliono ricostruire la sinistra, che si sentono orfane, senza casa. Che detestano la politica antimigranti di questo governo, ma sanno che non è continuare a passare il tempo contestando la cafonaggine o l’ignoranza dei nuovi governanti che riporterà la sinistra al governo. Piuttosto serve una lettura complessa della realtà e il mio post evidentemente ne ha offerto occasione. essere avversari non significa demonizzare qualsiasi gesto (per quanto espressione di un modo di essere), ma offrire un’alternativa. certo per offrire un’alternativa serve conoscere il Paese.

2) messaggi di persone di sinistra (!?) che sostengono che nel mio post avrei giustificato (in cosa? ho solo descritto cosa avevo visto in un video) Salvini che poiché è un criminale uccide i migranti in Libia quindi sono comparabile ai collaborazionisti (qualcuno ha proprio citato i nazisti), insomma la gente come me è la causa stessa della fine della sinistra, del mondo, ecc. A loro dico: anche io penso che sia criminale rimandare indietro i migranti (lo ho anche scritto nel post, ma evidentemente la negazione della complessità è troppo facile) . Lo scrivo dalla scorsa estate. Lo risolviamo commentando un selfie o cercando di tornare tra la gente a spiegargli che l’immigrazione è un’opportunità? Lo sapete perché la gente ha paura? Perché negli anni in cui abbiamo governato NON abbiamo modificato ad un livello degno del resto d’Europa il sistema di integrazione. E in questa mancanza abbiamo mostrato tutto il nostro elitarismo del cazzo, senza capire che in alcune zone del Paese la convivenza andava in mille pezzi. E i risultati li vediamo nelle urne. Lo dico da tutore di un minore migrante non accompagnato.

3) messaggi di persone di destra, della Lega o del M5S che mi ringraziavano per l’onestà intellettuale. Sperando che siate ancora qui vi dico una cosa: questa è la bacheca di una donna, ingegnere, lesbica, antifascista, liberale statalista (con le sue idee sulla nazionalizzazione di alcuni asset di Stato: reti, scuole, sanità ci tornerò a breve) militante per i diritti delle famiglie omosessuali e della comunità LGBT, manager di una multinazionale e da 3 anni anche al servizio dello Stato nel CDA Anas, la bacheca di una persona che è stata una renziana (e se quella definizione definisce una lista di idee lo sono ancora, forse più di Renzi) perché pensava che quello sarebbe stata la stagione per cambiare il Paese. Malgrado questo non ho lesinato critiche negli anni al PD guidato da Renzi quando il PD fece cadere la giunta Marino e quando l’estate scorsa al grido di “aiutiamoli a casa loro” anche il PD ha ceduto alla presunta pancia del Paese sul tema immigrazione, cominciando la criminalizzazione delle ONG. Per questo ho votato Più Europa e mai, dico mai, potrei votare un partito di destra, il M5S o la Lega. Non vi considero nemici, ma vi considero avversari, non vi combatterò sui vostri difetti fisici, su cosa fate nella vostra vita privata, vi combatterò sempre e solo con la forza delle idee

In generale: io penso che dal dopoguerra e fino ad un certo punto, nella ricostruzione, la comunità del Paese abbia trovato una forma comune, persino nella dialettica PCI, DC. Penso che ci sia stato un momento in cui quel senso di comunità si sia dissolto. Penso che sia anche colpa di non avere affrontato la storia del ventennio fascista come si deve, liquidandola come se non fosse successo nulla. Penso che dovremmo fare come fanno alcune tribù africane che si sono massacrate, penso che dovremmo sederci tutti intorno ad una grande quercia e parlarci. I social non funzionano molto bene come quercia, ma abbiamo bisogno di ritrovare un senso comune. Con quello, forse, poi potremo tutti insieme occuparci dei beni comuni, che poi sarebbe dovuto essere il tema della settimana. Però abbiamo tutti parlato di un selfie.

L’errore che la sinistra non deve fare

Dagli anni del berlusconismo dovremmo avere imparato che la demonizzazione dell’avversario, l’ideologizzazione del conflitto, la raccolta firme contro, la deformazione delle notiZie per amplificarne i difetti ha generato ignoranza e diminuito la capacità di discernere anche della “nostra” parte. Lo sforzo inumano (in alcuni casi è veramente difficile non scendere al loro livello) che dobbiamo fare è non smettere di approfondire (lo dico a me per prima), non smettere di discernere, non smettere di accettare che la realtà è complessa, non si taglia con l’accetta. Per esempio se noi non ammettiamo che il tema ONG e accordi con una parte della Libia (luogo NON sicuro e ancora instabile politicamente) lo ha cominciato il governo precedente non andremo da nessuna parte. Se gridiamo al razzismo per qualsiasi evento senza capire cosa è realmente accaduto non facciamo del bene alla causa antirazzista ma la danneggiamo (il che non significa che non ci sia un’emergenza e che vadano comprese le ragioni: vogliamo davvero dire che il Paese si è geneticamente modificato all’improvviso con Salvini ministro?). Se siamo a questo punto (e un giorno gli storici lo racconteranno) è perché durante Berlusconi non abbiamo costruito visioni alternative e comunità e pensiero ma solo rabbia e unità fittiZia. Se siamo a questo punto è perché cerchiamo UN leader per vincere elezioni e occupare il potere invece che costruire comunità intorno ad un progetto vivo ma stabile. La nostra scialuppa non può che essere la politica, non la rabbia. Non esistiamo misurandoci con Salvini, esisteremo misurandoci con noi stessi. Per farlo serve coraggio, il coraggio di fare cose nuove, con modi nuovi.