L’errore che la sinistra non deve fare

Dagli anni del berlusconismo dovremmo avere imparato che la demonizzazione dell’avversario, l’ideologizzazione del conflitto, la raccolta firme contro, la deformazione delle notiZie per amplificarne i difetti ha generato ignoranza e diminuito la capacità di discernere anche della “nostra” parte. Lo sforzo inumano (in alcuni casi è veramente difficile non scendere al loro livello) che dobbiamo fare è non smettere di approfondire (lo dico a me per prima), non smettere di discernere, non smettere di accettare che la realtà è complessa, non si taglia con l’accetta. Per esempio se noi non ammettiamo che il tema ONG e accordi con una parte della Libia (luogo NON sicuro e ancora instabile politicamente) lo ha cominciato il governo precedente non andremo da nessuna parte. Se gridiamo al razzismo per qualsiasi evento senza capire cosa è realmente accaduto non facciamo del bene alla causa antirazzista ma la danneggiamo (il che non significa che non ci sia un’emergenza e che vadano comprese le ragioni: vogliamo davvero dire che il Paese si è geneticamente modificato all’improvviso con Salvini ministro?). Se siamo a questo punto (e un giorno gli storici lo racconteranno) è perché durante Berlusconi non abbiamo costruito visioni alternative e comunità e pensiero ma solo rabbia e unità fittiZia. Se siamo a questo punto è perché cerchiamo UN leader per vincere elezioni e occupare il potere invece che costruire comunità intorno ad un progetto vivo ma stabile. La nostra scialuppa non può che essere la politica, non la rabbia. Non esistiamo misurandoci con Salvini, esisteremo misurandoci con noi stessi. Per farlo serve coraggio, il coraggio di fare cose nuove, con modi nuovi.