Referendum Atac: l’11 novembre fate qualcosa di sinistra, andate a votare.


Referendum ATAC, dove sono i VIP? NON usano l’autobus! Ieri sera parlando con uno dei promotori per capire come dare risalto al referendum per la messa a gara del servizio pubblico (che NON è una privatizzazione visto che la gara – per fare un esempio – la potrebbe vincere l’ATM, l’azienda pubblica di Milano che partecipa e vince gare in giro per l’Europa) riflettevamo sul fatto che mancano testimonial importanti e che forse la ragione sta nel fatto che chi ha i soldi e un lavoro diverso da quello di timbrare un cartellino se ne frega se il trasporto pubblico funziona o no. Tanta politica se ne frega o fa finta di dare una mano (ma sotto traccia: un colpo al cerchio ed uno alla botte) perché ha paura dei voti legati ai dipendenti ATAC, come se mettere a gara il servizio pubblico significasse automaticamente mandare a casa tutti (e non magari offrire loro un’opportunità di futuro e di professionalizzazione). Ecco io penso che la politica romana e nazionale, ignorando questo referendum stia compiendo un atto di vigliaccheria di proporzioni gigantesche. Perché non ne stiamo parlando in tutte le televisioni? Perché ovunque non stiamo discutendo – stante la drammaticità del traffico, dell’inquinamento, del tempo che ogni giorno i romani buttano nel traffico – di questo? Ma come sindaca Raggi vai a fare le conferenze sulla CO2 (ti abbatti contro i diesel che con la CO2 non c’entra nulla) e non ti batti per un servizio pubblico che funzioni meglio e diminuisca le macchine in giro per Roma? Perché questo referendum non è l’argomento di discussione principale dei prossimi giorni? Per vigliaccheria. Per paura di toccare interessi e perdere consenso. Per paura che parlandone si generi consapevolezza. Questo referendum è l’unica cosa di sinistra degli ultimi anni (forse dopo la chiusura di Malagrotta) perché un servizio pubblico che funziona significa dare dignità a chi usa l’autobus, a chi ci lavora, diminuire l’inquinamento, dare più tempo di qualità ai romani. L’11 novembre andate a votare non per qualcuno, ma per Roma, per tutti voi.

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