Sulla piazza di ieri a Roma.


Ho appena letto il comunicato stampa di Virginia Raggi sulla manifestazione di ieri in Campidoglio (c’ero anche io) in cui liquida la manifestazione come radical chic e composta per lo più da gente del PD o da nostalgici di Mafia Capitale. Raggi ha ragione: ieri c’era tantissimo PD in piazza, anche quello complice di Mafia Capitale. Come in ogni manifestazione che si preannuncia di successo e che non abbia una connotazione chiara la Roma dei poteri e poteruncoli sale a bordo. Come sempre. Posso aggiungere che c’erano leghisti, fascistelli con striscioni di cui nessuno di noi ha voluto cogliere la provocazione (quelli del “Che Schiava di Roma Iddio la creò” scritto a pseudo caratteri fasci) e sì c’erano anche i “no Cordoli” e pure quelli dello stop alle multe di Portonaccio (?!). Ma se Virginia Raggi si fosse affacciata avrebbe visto anche un pezzo ampio di città che non scendeva in piazza da anni (alcuni di noi da quando quel pezzo di PD suddetto che ora cerca sponde e voti in vista del congresso ha fatto saltare Ignazio Marino proprio con l’aiuto di Virginia Raggi & Soci), avrebbe visto i radicali romani che stanno cercando di offrire alla città un momento di riflessione sul trasporto pubblico, riflessione totalmente cancellata da chi dovrebbe promuovere la partecipazione, avrebbe visto in mezzo a quello che ha visto, molto più numerosa, una folla che non ne può più. Ma non ne può più di tutti, anche di quelli che si erano infiltrati nella manifestazione. E con quel pezzo di città NON si è ancora veramente alleato nessuno. E’ vero. Ieri eravamo in piazza “contro” qualcosa e quindi c’erano tutti, anche gente a cui non stringerei mai la mano (incluso qualcuno della mia parte politica). La sfida di Roma non è portare in piazza migliaia di persone contro il degrado. La sfida di Roma, di tutti noi, sarà provare a mettere a sistema la parte buona della città. Metterla insieme. Allearla intorno ad una visione, un progetto, un piano, un’idea di comunità rinnovata. Altrimenti quando e se cadrà la Raggi la discussione sarà tra consegnare la città alla Lega (si parla di Giulia Bongiorno) o all’ennesimo carciofo di sinistra magari con la faccia nuova e spendibile dietro il quale si raccoglierà quel pezzo di città che ha ridotto Roma nello stato in cui la Raggi l’ha trovata e che continua ad andare alla deriva per la palese incapacità dei grillini di metterci mano. Serve adesso sì, un progetto civico, ma pieno di competenze e non infiltrato per ridare alla città un futuro vero.

Un pensiero riguardo “Sulla piazza di ieri a Roma.

  1. Bell’articolo.
    Il tuo aver citato Ignazio Marino mi porta a farti una domanda: non credi che sia ora che il PD gli chieda ufficalmente scusa (e magari metta alla pubblica gogna Orfini, ma questo forse è chiedere troppo)?

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