CDA Anas: dimissioni e due righe (a caldo) su questi tre anni e mezzo

I giornali hanno anticipato le dimissioni dell’intero CDA Anas che dovevano arrivare domani. Quando è uscita la notizia mi stavo imbarcando su un volo Oslo Roma. A bordo ho scritto questa breve nota.

Dall’insediamento di questo governo appena ne abbiamo avuto la possibilità abbiamo fin da subito rimesso il nostro mandato nelle mani del Governo e le mie dimissioni sono ovviamente congiunte a quelle dell’ AD Armani.

Gestire ed amministrare una società che si occupa di infrastrutture richiede un’enorme responsabilità, ma soprattutto la fiducia degli azionisti diretti ed indiretti. Dopo gli avvenimenti di Genova come potete immaginare tutta la rete infrastrutturale è stata ed è giustamente sotto l’occhio dell’opinione pubblica. Grazie al forte mandato del governo Renzi ed in particolare del ministro Delrio, l’Anas di questi 3 anni e mezzo ha messo mano a moltissime cose. Ha completato la Salerno Reggio Calabria con un saving di costi non indifferente andando a rimodulare il progetto in alcuni tratti inutile, ha lanciato un’opera di manutenzione straordinaria nei tratti abbandonati da anni. Sta ricostruendo la Palermo Catania nel tratto interrotto dal crollo prima del nostro insediamento progettandola con il più alto livello di tecnologia Smart road. Ha riorganizzato l’azienda, fatto ruotare manager, qualificato e quantificato il contenzioso, implementato codice etico, procedure di audit, processi Interni per abbassare il più possibile i rischi aziendali: i rischi di sicurezza delle persone sui cantieri, i rischi di corruzione, i rischi di sprechi di tempo e denaro. Ha riportato dopo anni la luce su GRA e Roma Fiumicino risolvendo per sempre l’annoso problema dei furti di rame con un conduttore interrato e meno appetibile. Ha spostato il focus sulla manutenzione, aperto cantieri, lanciato gare che qualcun altro continuerà per rimettere in moto il paese attraverso la salute delle sue infrastrutture. L’unico cruccio (mio personale) non essere riuscita a vedere la E45 finalmente rimessa a posto, dopo anni di abbandono, ma i lavori sono in corso, li abbiamo fatti partire e ce ne saranno ancora. E poi: la manutenzione come componente stessa del progetto, ribaltare quella cosa che in Italia si inaugura e basta. Credo di stare dimenticando tantissime delle cose che ha fatto Anas in questi 3 anni e mezzo. Le abbiamo fatte in autonomia, io non ho mai ricevuto una pressione politica, una richiesta di favore. Abbiamo mantenuto un profilo basso, lavorato tanto. Ci sarebbero state ancora tante cose da fare. Tantissime. Non si cambia in 3 anni un’azienda di 6000 dipendenti. Non si aggiustano tutte le strade abbandonate da anni in poco tempo. La fusione con FS era un modo per portare Anas fuori dalla pubblica amministrazione e consentirle un funzionamento più efficiente. Non era la soluzione ideale. Ho sempre pensato che a fare sinergia dovessero essere i player infrastrutturali per creare una unica gestione integrata. Penso anche che Anas potrebbe essere un player gestore di strade che oggi sono di enti locali e che poiché non è core business per quegli enti sono spesso trascurate. Sono orgogliosa della gente di Anas che ho incontrato, dell’altissima professionalità. Ogni volta che, viaggiando, incontravo i cantonieri sulla strada, magari sotto la pioggia o per segnalare lavori avevo un moto di orgoglio pensando che il poco che facevo aveva impatto sul loro lavoro. Ringrazio tutte le persone della segreteria del CDA: Loredana, Sergio, Floriana e tutto lo staff IT che ho sempre fatto impazzire con le password per accedere ai documenti. È stato un onore servire il paese e mi auguro che chi verrà dopo di noi vorrà prendere in mano il nostro testimone per le cose buone fatte. Un abbraccio a tutti i dipendenti, ai componenti del CDA che si sono succeduti ed in particolare a Gianni Armani, uomo mite, manager vero che in questi anni mi ha insegnato molto.

(P.s. per chi non lo sapesse i componenti del CDA ricevono un emolumento mensile, io ho sempre continuato a lavorare come manager prima in FCA e ora in Mazda che sono state e sono la fonte primaria e maggioritaria del mio lavoro, quindi semplicemente non dovrò più prendermi giorni di ferie dal lavoro per partecipare ai CDA)