Buon 2019 (da Cuba) contro ogni sovranismo.


Dovremmo ridiscutere il tema della caverna. La metafora della luce non è nient’altro che la mela di Eva. O internet per un paese in piena dittatura. Insomma oggi chi vive in una valle sperduta cubana e non sa nulla di cosa succede nel resto del mondo, non desidera nulla di ciò che abbiamo perché non lo conosce.

Insomma la verità e la luce sono bellissime. Nella cosiddetta parte occidentale del mondo ne stiamo abusando? Sappiamo troppo? O Abbiamo troppo e in realtà l’abbondanza ci sta offuscando la consapevolezza del l’accessibilità alle informazioni che abbiamo? Perché nessun italiano ama parlare di politica e un cubano nato negli anni 80 e cresciuto nel periodo especial dopo il crollo dell’URSS, che ha sofferto la fame e si è fatto le scarpe coi copertoni degli pneumatici parla di scrittori e intellettuali? Cosa abbiamo sbagliato nel nostro mondo dell’abbondanza? Abbiamo avuto così tanto da darlo per scontato?

I nostri figli sembra che non abbiano più desideri, così circondati da milioni di cose, di regali? E come si torna indietro?

Perché il tema della conoscenza è senza ritorno. Sono bombardati di messaggi e quindi di desideri che come vengono se ne vanno ma solo quando sono soddisfatti e la soddisfazione non dura nulla.

Non possiamo fare finta di non sapere le cose. E però possiamo chiederci se sia giusto proteggere quelli che ancora non lo sanno.

Quelli che “non conoscono”, pretendendo di decidere per loro che sia meglio “non conoscere”, che significa selezionare per loro cosa è bene sapere e cosa è male sapere. Significa dichiararsi più capaci di loro. Superiori. Ma a che prezzo? La dittatura dell’informazione di uno stato o – se vogliamo applicare il tutto al nostro “piccolo” in una sorta di nuova spirale hegeliana – di un genitore quali limiti ha? Dove finisce la concessione che la mia consapevolezza possa proteggere un figlio o un popolo senza violarne il libero arbitrio?

La verità è che alla fine tutto questo potere (su figli o popoli) finisce per evitarne la crescita e la consapevolezza. La protezione diventa danno. Propaganda. Ideologia. Religione. Bisognerebbe credere di più nell’umanità per farla essere libera di essere se stessa.

Così il sovranismo. Chiudere le porte. Di uno stato come di una comunità, di una famiglia. Impedire che un figlio si sposi con qualcuno di un altro colore, di un’altra cultura, di un’altra religione. È la dimensione famigliare del sovranismo che sta ammalando il mondo occidentale. Chiudersi. Nella crisi, nella paura, rifugiarsi nell’identità. Nel simile. Nel sicuro. Equivale a smettere di rischiare come individui e come popoli. Smettere di mischiare significa smettere di evolversi. Solo muovendoci, migrando il mondo si evolve. Guardate la storia del mondo. È fatta di migrazioni. Non potrebbe prescindere dalla migrazione. Fermarla significa fermare il mondo. Come dare troppi ai vostri figli significa togliergli la voglia di conquistare le cose. Lasciate migrare i vostri figli. Lasciate che si muovano per ottenere le cose. Abbattete ogni muro. Ogni confine. Assecondate la natura dell’umanità che è più forte di qualsiasi identità sovranista. Rileggete il dialogo tra Galileo e Fulgenzio. È tutto già stato scritto da Beckett. E prima di lui da Platone. Non abbiamo via di scampo. Dobbiamo sapere. E per sapere dobbiamo essere liberi. Per essere liberi non dobbiamo avere confini.

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