Non chiedete a #Greta il come. Non è il suo mestiere. #climatestrike


Come spesso accade davanti a problemi insormontabili (Luna-climatechange) si discute di dettagli (dito-Greta).
La questione non è parlare di Greta e chi sia, da dove venga e se sia giusto o no non andare a scuola il venerdì (e se questo abbia senso visto che non andare a scuola toglie qualcosa solo a chi non ci va).

L’azione di Greta e dei ragazzi scesi in piazza oggi è un’azione di sensibilizzazione, una battaglia di visibilità perché nessuno di noi può negare che il tema “ambiente” sia un tema irrilevante per le masse e quindi di conseguenza non sia un tema rilevante per la politica di questo tempo tutta basata sul consenso dell’attimo. E quindi ben venga Greta e chi le dà voce. E chi se ne frega se sarà strumentalizzata, usata, mitizzata. Capita a tutte le persone simbolo (Saviano, il Che, e via dicendo)

Il tema del come ce lo dobbiamo porre noi classe dirigente e dare delle risposte rapide. E il problema sta proprio lì: trovare un accordo su come fare ad invertire la rotta del riscaldamento globale o per lo meno rallentarlo perché il vero problema è che non siamo tutti d’accordo su come risolverlo: penso per esempio al dibattito sulle emissioni di CO2 in campo automobilistico per esempio che continua ad essere affrontato in modo ideologico e pericoloso: non è detto che una macchina elettrica inquini di meno, dipende. E non è detto che una macchina diesel inquini di più, dipende. E non è detto che aspettare di andare tutti a elettrico sia più intelligente che cambiare subito parco vecchio circolante con uno più nuovo e meno inquinante ma dal costo sostenibile e quindi dagli effetti più veloci.
Ora siccome anche quando manifestavo a liceo e avevo 16 anni mi chiedevo cosa fare dal giorno dopo, ai ragazzi che oggi manifestavano chiedo una cosa in più: certo che voi potete cambiare il mondo. se tornate a casa e convincete i vostri genitori a fare la differenziata, a usare borse di tela per la spesa, a buttare meno cose, ad andare meno in macchina quando non serve, a spegnere i riscaldamenti o l’aria condizionata quando possiamo farne a meno, a votare chi difende l’ambiente, ad usare assorbenti ecologici (per esempio!) a studiare cosa davvero possiamo fare per non inquinare allora cambieremo il mondo. Dovete diventare la nostra spina nel fianco, boicottare i packaging costosi e inquinanti al supermercato, riciclando qualsiasi cosa, andando a piedi quando possibile, mangiando la frutta di stagione a Km0 potete cambiare anche la filiera dell’economia. In massa si può fare. Siamo massa?

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