Addio a Delia Vaccarello


Il movimento LGBT e il giornalismo e la scrittura oggi hanno perso un pezzo.

Questa mattina è morta @delia vaccarello.

Delia ha inventato le Principesse Azzurre in un tempo in cui non solo non si parlava di omosessualità ma tanto meno si parlava di omosessualità femminile. Io sono stata una di quelle principesse. Ero così onorata di esserlo, di essere stata selezionata per raccontare, di esserci.

Delia approvò un mio racconto quando ancora non ero nessuno (e mi fece penare non poco ma fu una delle prime volte che capii quanto facevano bene le bastonate) e venne un giorno a sorpresa durante una delle presentazioni del mio libro.

Non posso dire che eravamo amiche anche se un filo ci teneva sempre legate, tranne negli ultimi tempi più per colpa mia che per la sua malattia.

La sua rubrica Liberi Tutti sull’Unità in cui per anni e in anni difficili ha dato voce al nostro mondo, alle nostre storie. Quando mi candidato alle regionali mi fece un’inaspettata bellissima intervista.

La sua storia d’amore complicata e dolorosa.

La sua malattia (alla quale Giovanni Bachelet ha partecipato più di molti altri).

Delia mi spiace non averti salutato, non averti rivisto. Non aver parlato con te di questo tempo strano in cui tutte le nostre battaglie sembrano sopite. Sei stata una pioniera, una cercatrice, eri molto più bella del personaggio che avresti potuto interpretare. Grazie dal profondo del cuore per la tua narrazione, per il tuo “stare” dentro te stessa.

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