Le bande armate (!)


Mi ero ripromessa di non commentare la Leopolda per molti motivi.

Per prima cosa perché la considero (ancora) una casa e un luogo che (piaccia o no) è stato importante per il Paese, un luogo in cui idee e istanze hanno trovato residenza (quando altrove si faceva fatica a pronunciarle persino) e poi sono diventate legge (ne cito due veloci Fisco 2.0 e Unioni Civili) e poi perché so che la Leopolda è sempre stato il lato bello e poi viene la parte difficile: trasformare le idee in fatti, promuovere davvero il merito e non ascoltare i canti delle classi dirigenti dei territori che saltano sul carro (quelle che saltano sempre sul carro comodo portando rendite di posizione, non le classi dirigenti in generale!)

Per cui una cosa annullava l’altra e avevo deciso di stare in silenzio, in attesa.

Leggo molto come sempre e leggo commenti alla Leopolda e compagni del PD, fatevelo dire…la rivolta alla parola “bande armate” usata da Teresa Bellanova, non si può sentire.

Per anni molti di noi – dalla provenienza più disparata – hanno denunciato cosa accadeva nei territori. I signori delle tessere. Le primarie dopate. Le regole buttate nel cesso per “farsi venire” il risultato politico o elettorale. Lo ho fatto io con un gruppo romano vastissimo che poi a furia di porte chiuse in faccia (meglio annientarci e mandarci via che ascoltarci e poi vi chiedete dove finiscono i voti) e non campando di politica si è liquefatto, lo ha fatto Marianna Madia, lo ha fatto Giovanni Bachelet che osò candidarsi alla regione Lazio contro il candidato unitario voluto da TUTTI. Tutti in qualche modo lo abbiamo pagato. Come la vogliamo chiamare questa? Lotta politica? Competizione? Scusatemi se le chiamo bande armate. E sì, è una metafora, ma rende l’idea di cosa è stato il PD e di cosa è ancora con la differenza che quella parte che si batteva per il rispetto delle regole, per la democrazia interna ora non c’è più. O ha ceduto al sistema e dal sistema è stata inglobata, o se ne è andata. Il PD ha perso completamente quel pezzo di “lottatori”, le lotte sono tornate ad essere quelle nascoste, che si risolvono nel caminetto.

Però quella battaglia è servita (credo e spero) a sensibilizzare un pezzettino di Paese ad essere attento quando vota.

Persino Più Europa nel suo atto di nascita si è fatta cammellare da quella dinamica e si (almeno per me) condannata all’estinzione politica.

Il discorso è un altro. Invece di sentirsi offesi per lesa maestà si sarebbe dovuto rispondere che nemmeno Matteo Renzi è riuscito a far fuori quelle bande armate quando è stato segretario ed è uno degli errori più grandi che gli imputo (con il caso Roma e la politica Minniti)

Caro PD e cara IV se volete riportare un pezzo di Paese a votare dovete restituire credibilità alla politica.

E a quasi 44 anni so che la credibilità non si misura sulla condivisibilità delle idee (per questo non volevo commentare la Leopolda) ma su chi si porta quelle idee sulle gambe. Non basterà qualche nome altisonante della società civile a coprire la candidatura di qualche fedele portaborse o capobastone. Almeno non a me.

Fate davvero quello dite e la gente tornerà a votare.

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