Di sardine, di orfani e di noi.


Pensando a quando accaduto a Bologna, se mi guardo intorno (e indietro) mi accorgo che i momenti politici più belli che ho vissuto sono stati quelli caratterizzati da spontaneità, incluse le partecipatissime fiaccolate spontanee al tempo dei tanti attacchi omofobi che superarono la “stanchezza” organizzativa del movimento organizzato riempiendo le piazze di tutta Italia. Qualcuno come Riccardo Camilleri se lo ricorderà sicuramente.

All’università quando fondammo un movimento fuori dalle organizzazioni giovanili che già sapevano di vecchio e si comportavano da ceto politico. In quella dimensione il nostro movimento vinse le elezioni (Facoltà di ingegneria). Le vinse così bene che non avevamo abbastanza candidati per riempire i posti. Prima della candidatura fermammo un tentativo di cammellaggio da parte della Sinistra Giovanile (loro candidati impresentabili al posto della mia candidatura al Senato Accademico) e durante il voto chiamammo i carabinieri per bloccare tentativi di orientamento al voto degni del peggiore seggio del sud d’Italia (tra volantini farlocchi che pubblicizzavano una lista sotto le spoglie di una pizzeria distribuiti da ragazzi mandati dal paesello dal padre del boss della lista di CL che non erano manco iscritti ad ingegneria) fino a ragazze scosciate mandate a portare ai seggi dalla giovanile di Forza Italia. Estella Marino Giu Bucky e tanti altri se lo ricorderanno bene. Ovviamente finita l’università quell’esperienza morì ed era giusto così.

Il PD fu al suo inizio una grande speranza. C’era un mondo vastissimo che aveva spinto i ceti politici di due partiti a mettersi insieme. Quel mondo è stato negli anni smembrato, divorato, deluso, disilluso a favore del ceto politico che alla fusione aveva fatto tantissima resistenza. Nei primi anni il PD venne animato e invaso da una marea di rompicoglioni che non venivano dai partiti, non avevano alcuna disciplina e che piano piano a botte di congressi cammellati (nessun segretario ha fatto eccezione) sono stati fisicamente eliminati.

Nel bel pezzo del punto sopra accadde anche la Leopolda che seguiva una serie di incontri dei rompicoglioni di cui sopra (Piombini, Lingotto 2, ecc) e che sembrò riuscire a strutturare una sorta di movimento generazionale (che tutti chiamarono rottamazione). Anche lì quando il ceto di cui ai punti sopra annusò il profumo di carro vincente, la Leopolda si riempì di gente inguardabile e anche il Partito di quella gestione non riuscì a scaricare quel vecchiume fatto di riti stanchi, di discipline incomprensibili, di ius primae noctis politici sui territori a scapito di chi si era avvicinato attratto dalla carica di novità.

E adesso? Ecco secondo me quella gente alla quale mi sento simile si sente molto orfana di qualcosa in cui credere. Qualcosa a cui partecipare senza restare stritolati nella delusione. Guardo passare ceto politico siciliano in Italia Viva e non riesco a pensare che sia una bella cosa, conoscendo la Sicilia. Sento Barca parlare di socialismo radicale nel PD dove sono rimasti democristiani che parlano di Lobby Gay o che sta riavvicinando un Prodi che dice che il PD si è occupato troppo di gay e poco di operai, in un paragone plastico degno di Salvini (Balotelli vs operaio Ilva), in un PD che non alza la voce contro gli accordi con la LIbia. Non mi entusiasma Più Europa che nel giro di un giorno si è consegnata ai cammelli democristiani, segnando l’inizio di un potere e la fine di un partito, un esercizio da manuale che dovrebbe essere studiato all’università della politica per dire “ecco come NON si fonda un partito”. E Riccardo Magi Alessandro Capriccioli e Massimiliano Iervolino sanno cosa intendo.

Cosa c’è fuori per noi? Per noi che siamo di sinistra ma siamo anche liberali. Che abbiamo guardato al Nord Europa come alla vera unica ideologia in cui credere, quella dove il welfare non si chiede alle aziende, si chiede allo Stato, dove il welfare è forte e nello stesso tempo fare impresa è facile. Quello dove un partito nel 2019 possa dire che il matrimonio gay fa parte del suo programma, accanto ad una fortissima politica del lavoro che non parla solo di operai, ma si ricorda dei veri sfruttati di oggi e trova soluzioni. Quelli che pensano davvero all’Italia dei prossimi 50 anni e lo fanno in modo coerente, costruendo classi dirigenti preparate e non fedeli. Coinvolgendo ceto produttivo non per determinare legami, ma per acquisire competenza.
Pensando fuori dagli schemi in modo coraggioso ai tanti temi aperti per l’Italia, sopratutto in termini di conversione industriale radicale.
Cosa c’è per noi oggi? Una piazza ogni tanto spontanea, contro qualcuno sulla quale tutti cercheranno di mettere cappelli?

O quel “noi” dovrebbe fare qualcosa, provare a strutturare quelle istanze senza attendere che qualcuno le interpreti?

Ecco. Che dite? Buona domenica.

3 pensieri riguardo “Di sardine, di orfani e di noi.

  1. Cristiana Alicata, non si mandano romanzi su WhatsApp. La gente si mobilita e le cose si cambiano con idee chiare espresse in modo chiaro. Se il PD è occupato da faraoni si denudino in pubblico, chiedendo loro azioni precise per risolvere i problemi. Se no debbono andarsene.

    "Mi piace"

  2. Mi ricordo di quel periodo con piacere, fu un periodo importante per la formazione della mia coscienza civile, a cui le interminabili chiacchierate InChiostro hanno in gran parte contribuito. L’impegno politico a quell’età è importante per maturare io ho avuto la fortuna di trovare un bel gruppo in cui crescere, anche se ora mi limito al consiglio di istituto delle elementari 😉

    Piace a 1 persona

Commenta se hai qualcosa da dire.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...