Le Sardine non esistono


È bellissimo vedere la gente scendere in piazza per rispondere a Salvini. Bello. Una volta. Due volte. Un segnale di coscienza civile.

Ma le sardine NON esistono. Come NON esisteva il Popolo Viola. Come non esiste il popolo del Concerto del 1 maggio.

La piazza non esiste altrimenti saremmo tutti devoti di Barabba e non nostalgici di Gesù (è una metafora).

Penso che sia assurda questa narrazione giornalistica sulle sardine. È impossibile dire su di loro anche una sola parola, nessuno è autorizzato a rappresentarle (non a caso ogni giorno si dibatte di esternazioni senza senso, in ultimo l’invito a Casa Pound), a dire qualcosa a nome di quelle piazze. A meno che non ci sia un progetto di chi le piazze in qualche modo nella storia le ha sempre utilizzate, questo accade soprattutto quando esiste un problema di rappresentanza e di motivazione. Io non ci casco più. Se Mattia diventa la faccia per non farmi vedere D’Alema o Bettini (li ho sparati a caso, giuro) io non ci casco più.

Vi prego. Lasciate stare la piazza. Non cercate eroi da divorare (e voi eroi del momento NON fatevi abusare), cercate la vostra identità. La piazza è tutto tranne un’identità e di solito quando la trova NON è mai bella.

Abbiamo bisogno di idee, di serietà, di una visione.

P.s. questo NON toglie nulla a chi sta andando in piazza con le migliori intenzioni contro questo momento di buio. Ma tutti sappiamo che NON basta. Scarica la coscienza ma NON basta.

Un pensiero riguardo “Le Sardine non esistono

  1. Gentile Calicata, la leggo sempre con curiosità per gli stimoli con cui pungola i suoi lettori. Questa volta però avrei una obiezione: sono d’accordo che sarebbe sbagliato interpretare le Sardine come un succedaneo che risolva (in sostituzione) l’assenza di rappresentanza di chi ci rappresenta in Parlamento. Ma fino a che Mattia Santori & Co si limitano a riunirsi, cioè a dimostrare che esiste un altro modo di fare politica da quello che negli ultimi 24 mesi sembra essersi imposto (inegabilmente Salvini e la sua Bestia si sono imposti), di trovarsi FISICAMENTE in piazza per contarsi e affermare che “Noi ci siamo” e (come è accaduto l’altra sera a Torino) scambiarsi libri e leggere insieme la Costituzione: bene fino a che le Sardine testimoniano questo sentimento repubblicano e democratico, non vedo il motivo di mettere le mani avanti e scrivere che le Sardine NON esistono. Eccome se esistono, allo stesso modo di come esistono i cittadini di Atene a cui Pericle si rivolge (“Qui ad Atene noi facciamo così”): Pericle può rivolgersi ai suoi concittadini, proprio perché essi dimostrano di condividere quel senso democratico che oggi riscontriamo nelle Sardine. Sono d’accordo con lei, stimata Calicata, che il più grave rischio nascerebbe dal cambio di ruoli: se domani Mattia & Co si convince di poter saltare la siepe e rappresentare il popolo delle Sardine. Ma non fasciamoci la testa prima di rompercela: al momento godiamo di questo desiderio (parola e sentimento da molto tempo assenti dalla scena politica) di esserci, di dimostrare che la comunità esiste fisicamente e non solo sul web e che si riconosce nei valori della Costituzione (che, mi sembra, l’unica affermazione identitaria fatta dalle Sardine). La ringrazio per l’impegno, la costanza e la determinazione con cui si impegna a farci pensare. Augurandomi di poterla un giorno o l’altro conoscere di persona, la saluto con sincera stima Carlo Sacchi

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