Quella (eterna) guerra tra “naturali” e X-Men


Questa cosa contro le persone trans (in particolare MTF) che in qualche modo non possono, secondo alcuni, definirsi donne a tutti gli effetti, somiglia tantissimo alla battaglia contro le seconde generazioni considerate da alcuni NON degne di definirsi della nazionalità del Paese dove sono nati e cresciuti. La rivendicazione della superiorità del presunto diritto naturale fondato sulle origini e non sullo stato oggettivo. Un po’ come quando c’erano i nobili: sangue blu e plebe dove in quest’ultima dentro c’era tutto anche la classe media. Poi i borghesi sono diventati ricchi e si sono mischiati coi nobili che avevano bisogno di soldi, ma quel passaggio, seppure veniale, ha cancellato quella barriera sociale, per lo meno l’ha resa meno impermeabile (sugli stadi dell’evoluzione del mondo Marx aveva le sue ragioni). E ancora: anche per gli ebrei fino a poco tempo fa, stesso Dio, ma gli mancava il pezzo del Vangelo (sintetizzo) e quindi hanno vissuto per secoli nei ghetti, non meritevoli. Ancora oggi se un ebreo tocca un soldo il pensiero antisemita corre subito lì, traccia subito un confine. Sta complottando contro il mondo. Sono tutti così alla fine. La stessa cosa accade ovunque alle seconde generazioni. Non sei veramente italiano o francese o inglese perché anche se sei nato qui, cresciuto qui e conosci ogni singola sfumatura dello slang locale, malgrado tutto questo se i tuoi antenati non sono nati qui, non puoi rivendicare al 100% di essere italiano, francese e inglese. Mi è venuto in mente leggendo gli insulti ai giocatori neri dell’Inghilterra. E’ bastato un errore, un calcio di rigore per mettere in discussione il loro diritto di cittadinanza. Te lo devi meritare, non ti appartiene per diritto naturale. Possono sembrare cose scollegate, ma fanno parte della stessa cultura, quella dominante che nega il cambiamento, che per paura della cancel culture continua a cancellare i cambiamenti a cui è soggetto il mondo, a negarli, a non legiferare perché quei cambiamenti avvengano in modo indolore (vedi ius soli o ius culturae o identità di genere). Ieri l’uguaglianza di tutti i cittadini all’accesso alla vita civile (è accaduto agli ebrei, è accaduto a chi non aveva sangue blu), oggi anche seppur apparentemente in modo meno evidente e violento. Siamo in piena guerra tra due mondi. Un mondo che crede profondamente in una sorta di diritto naturale (una sorta di nobiltà delle origini e del genere) e un mondo nuovo che si conquista l’identità transumando geograficamente e fisicamente che vuole meritare quella nuova identità senza dolore, senza dover per forza insaccare un rigore, senza doversi per forza mimetizzare nella normalità dei “naturali”.

Mi vengono sempre in mente gli X-Men, bella metafora del nostro tempo, anche nel pensare a come combattere quella guerra (vedi dibattito su Cancel Culture/Magneto e Convivenza/Professore)

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