DDLZan: e ancora perché abbiamo tenuto il punto.


Provoco.
In uno dei suoi ultimi editoriali Mattia Feltri (al quale voglio bene e al quale manderò via whatsapp questa mia) ha detto che è vero, in fondo esiste già una legge che punisce la violenza per “futili motivi”. Cioè se uno ti picchia non perché gli hai pestato un piede ma perché sei gay o lesbica o whatever esiste già una sorta di aggravante.
Ci hanno frantumato le ovaie (alcuni) con questa affermazione.
Bene. Togliere il tema dell’identità di genere e la giornata nelle scuole voleva dire lasciare nella legge l’aspetto penale che -se me lo consentite – era ed è l’aspetto più inutile di quella legge e della Legge Mancino.
Non servono (almeno per me) leggi penali più dure. Serve un cambio nella cultura del paese a partire dalla scuola: vale per l’omobitransfobia, vale per l’antisemitismo, per il razzismo e per il femminicidio. Serve fare cultura nelle scuole. Il resto sono alibi per lo Stato: abbiamo incrudito le pene! Quindi quello che Italia Viva e la Lega volevano erano lasciare la parte penale e togliere tutto quello che faceva “cultura” e cercava di cambiare il Paese (e badate bene: erano noccioline in confronto a ciò che servirebbe, perché, appunto, il DDLZam era già un compromesso del compromesso del compromesso).
Quando vi dicono senza nessuna legge i ragazzi sono più indifesi dicono il falso perché omofobi, razzisti, antisemiti e misogini se ne fregano di farsi uno o due anni di galera. Il tutto va preso a scuola. Non dopo il misfatto. Spero sia un pochino più chiaro perché abbiamo tenuto il punto. In molti. Moltissimi. Sopratutto i più giovani.

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