Poi c’e’ l’arcobaleno.

17 maggio 2017 § 6 commenti

Giorgia sogna di diventare pasticcera. Contrariamente ai suoi coetanei occidentali, ha una storia da rifugiata e oggi e’ la storia che tutti dobbiamo leggere “festeggiando” la giornata mondiale contro l’omotransfobia. Di omosessualita’ si fugge ancora. In Italia. Ma come sempre voglio ricordare che Le Cose Cambiano, quindi resistete, questo dolore alla fine…pare strano dirlo ma e’ cosi’…vi fara’ bene. Basta passarci oltre. Poi c’e’ l’arcobaleno.

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Rifiuti a Roma: invece del ping pong istituzionale imparare dal Modello Olandese.

15 maggio 2017 § 1 Commento

La discussione sulle competenze dei rifiuti tra il comune di Roma e la Regione Lazio in realta’ e’ una follia e trasmette il messaggio populista che il rifiuto sia da considerarsi un problema perche’ cosi’ vuole la vulgata e siccome siamo rassegnati a non volere trattare i cittadini come essere pensanti, si va tutti avanti in quella direzione.
Eppure basterebbe studiare, anche solo quello che la nostra ambasciata in Olanda scriveva nel 2016 sul ciclo dei rifiuti olandesi, citando non solo il principio di economia circolare ma soprattutto gli impianti di produzione dell’energia che possono essere alimentati dai rifiuti. Invece di cercare discariche a Roma dobbiamo avere il coraggio di dire che aumentando la differenziata costruendo un impianto di produzione dell’energia da rifiuti, si potrebbe sanare il debito e nel tempo abbassare le tasse. Invece continuiamo a parlare di oggi. Purtroppo la discussione sull’ “oggi” e’ tipicamente italiana. Il consenso oggi. Il comunicato stampa oggi. la rielezione oggi. Invece del futuro di tutti noi.

Sono morti del quartiere.

11 maggio 2017 § 5 commenti

La cosa bella di oggi e’ quello striscione appeso a Centocelle: sono morti del quartiere dedicato alle tre bimbe morte.

Poi: non e’ colpa della Raggi. Guai a chi usa questa cosa contro di lei. Io penso che esista una responsabilita’ collettiva che coinvolge tutti (dal semplice cittadino al presidente della Repubblica) sul degrado di Roma. Le baracche lungo il Tevere, i campi abusivi che colpiscono i cittadini delle periferie rendendoli ancora piu’ periferici e nello stesso tempo accolgono in condizioni indecenti tantissimi migranti sono una responsabilita;’ di tutti. E’ un doppio abbandono che non ha razza, etnia, cittadinanza e “risolverlo” e’ una missione pari al salvataggio in mare. La verita’ e’ che l’Italia deve tagliare l’erba. Tagliare i canneti lungo i fiumi. Mostrare cosa si nasconde e, una volta che tutti possono vedere, cercare soluzioni di accoglienza e di integrazione. Non esiste altra soluzione (come mandarli via tutti o non accoglierli). Non esiste. E chi abita in periferia lo sa meglio di tutti noi fighetti perche’ quei morti sono morti del quartiere. Appunto.

PD 2.0: un orecchio fuori e un orecchio dentro.

8 maggio 2017 § Lascia un commento

L’opportunita’ che ha adesso il PD di innovare e di portare competenze e’ l’ultima. Se assomigliera’ al vecchio apparato e si chiudera’ per “paura” fallira’. Se fara’ quello che non ha fatto nei corsi precedenti (o nel del tutto) e che avrebbe dovuto fare fin nella sua fondazione (non fondere due partiti ma rifondere due partiti ormai vecchi con il Paese e rifondare una speranza collettiva) potra’ ritrovare le ragioni della sua nascita e la componente positiva di quella “rottamazione” che rappresentava il desiderio di cambiamento. Lo stesso cambiamento che la Francia (con entrambi i candidati e nel bene e nel male) ha chiesto a queste ultime elezioni. E’ l’ultima chiamata e non va sprecata, allargando il piu’ possibile, aprendo finalmente le famose porte e finestre sulla soglia delle quali alcuni di noi sono rimasti perche’ si sta bene sulle soglie con un orecchio dentro e un orecchio fuori.

Buon Primo Maggio. E studiate l’inglese.

1 maggio 2017 § Lascia un commento

Non e’ bello lasciare il proprio Paese ma e’ fuor di dubbio che basta farsi un giro sui siti specializzati (per esempio Linkedin) per vedere il tipo di opportunita’ che vengono offerte in Italia o all’estero. Ed e’ anche evidente che un italiano che parla inglese puo’ trovare (accetto scommesse) il lavoro che vuole per l’alto livello di educazione pubblica che ha avuto. Quindi se da una parte e’ vero che esiste ancora una sorta di provincialismo lavorativo nelle piccole e medie aziende italiane: si cercano tantissimi agenti di vendita o stagisti amministrativi, in ogni caso posizioni in cui e’ difficile vedere una crescita a breve o un vero sviluppo professionale e’ anche vero che fuori dall’Italia le aziende stanno vivendo un grandissimo cambiamento (per esempio posizioni legate alle nuove tecnologie, analisti, digital marketing, le posizioni piu’ impensate e incredibili) ma che i ragazzi italiani al contrario dei ragazzi di altri Paesi non stanno cogliendo perche’….non parlano l’inglese. Ora voi non avete idea di quanto mi manchi il nostro Paese e di quanti pregiudizi positivi abbiamo sui Paesi esteri (e non parlo di cibo ovviamente, ma anche di sistema sanitario per esempio), ma in questi mesi mi sono resa conto quante opportunita’ i nostri giovani italiani si stanno perdendo cercando il lavoro in “casa” non per non volere lasciare l’Italia ma perche’ non ci pensano nemmeno a cercare un mestiere altrove a causa della lingua. Ecco se avessi un figlio vorrei che cominciasse a studiare l’inglese fin dall’asilo. Vorrei che avesse esami di inglese fin dal liceo e fino all’universita’ e vorrei che la tv pubblica cominciasse a mandare i film in lingua originale (senza offesa per la scuola di doppiaggio italiana, siamo quasi unici al mondo per questa specialita’). E poi, dopo un’esperienza all’estero, si puo’ tornare a casa magari (se ci si riesce) e portare altra eccellenza. Non sapete quante cose sto imparando qui…delle cose che mi piacciono ovviamente: per esempio come gestiscono il trasporto pubblico o rifiuti e come hanno fatto ciclabili ovunque anche dove non ci sarebbe lo spazio. Questo non e’ un post polemico su nulla. E’ solo una riflessione. Buon Primo Maggio. E studiate l’inglese.

p.s. dei dati sull’occupazione giovanile mi stupisce sempre il numero degli inoccupati. Cioe’ il numero di giovani che non sta nemmeno cercando lavoro.

ONG e migranti. E quindi? Andiamoli a prendere.

28 aprile 2017 § 1 Commento

La post fascista Meloni si butta a pesce sulla polemica contro le ONG facendo confusione. La Meloni parla di schiavismo. Quale schiavismo? Da parte di chi? Il tema e’ che ci sono migranti che vogliono lasciare il loro Paese prevalentemente a causa di poverta’ e dittature.
Gli scafisti hanno fatto di questa disperazione un business facendosi pagare. E qualcuno deve raccogliere i migranti nel mare che ci siano o no contatti (e trovo scandaloso che un magistrato parli di ipotesi, un magistrato tace finche’ non ha le prove)
Vogliamo debellare gli scafisti davvero? Andiamo a prendere i migranti. L’Europa li vada a prendere. La verita’ e’ che Di Maio e Meloni, cioe’ la destra italiana, stanno cavalcando questa polemica per cavalcare la paura dei migranti. Ma l’Italia e’ piu’ forte di questo terrorismo psicologico su questo argomento. E’ come Parigi, la citta’ d’occidente piu’ colpita d’Italia che ha spedito al mittente la paura firmata Le Pen con un misero 4%.

p.s. si vede che Meloni e Di Maio non hanno mai incontrato chi ha fatto quel viaggio. Non sanno cosa succede prima del gommone, nel deserto o nei paesi da cui provengono.

Perche’ il 30 Aprile votero’ ancora Matteo Renzi (e il PD)

27 aprile 2017 § 3 commenti

L’ho scritto dentro un lungo pezzo scritto per Imille, qui (sotto ne riporto una parte)

Sui diritti civili hanno scritto benissimo Ivan e Paola qui e onestamente dopo le parole di Grillo contro i radicali e i diritti in generale mi pare chiaro che il PD (e in questo caso Renzi) ha fatto bene ad andare avanti. Nel manifesto della candidatura e’ scritto chiaro che il percorso non e’ finito e che adesso si deve mettere mano anche alle adozioni come si era detto prima.

A chi sostiene (gli altri due) che Renzi voglia allearsi con Berlusconi devo rispondere pero’: e’ esattamente il contrario. Chi ha fatto di tutto per affossare il referendum e gode della bocciatura della legge elettorale e’ proprio chi sta condannando il Paese alle larghe intese. Tutto si puo’ dire a Renzi tranne che abbia lavorato per costruire un futuro di larghe intese (anche perche’ metttiamoci d’accordo: non si puo’ dire di lunedi’ che voleva un presidenzialismo e governare tutto da solo e il giorno dopo dire che vuole allearsi con Berlusconi.)

Qui uno stralcio delle cose che ho scritto su Imille e sul perche’ vale ancora la pena votare Renzi e soprattutto PD:

Sono molto d’accordo con chi sostiene che Macron e’ un Renzi che si e’ evitato tre congressi e che arrivera’ (speriamo) alla presidenza senza il cammino di logoramento che ha vissuto Matteo Renzi in questi anni. La differenza tra Macron e Renzi e’ che Macron ha intercettato senza struttura quello che stava accadendo in Francia creando una specie di Partito Democratico a tavolino, Renzi ha provato a prendere la nave del PD dove la fusione calda non era mai avvenuta. Forse e’ stata una follia. Per alcuni Renzi avrebbe dovuto lasciare il PD dopo la sconfitta alle prime primarie, il che avrebbe comportato una sconfitta di Bersani e forse equilibri diversi alla Camera. Forse adesso avremmo una camera in mano a Forza Italia (tra Forza Italia e PD ci fu uno 0,4% di differenza) e larghe intese di centro destra. Nessuno di noi puo’ dirlo. Forse Renzi avrebbe potuto lasciare governare Enrico Letta. Forse adesso avremmo un governo Letta bis o ter, rimpastato un paio di volte, forse non avremmo diviso il paese per fare una riforma costituzionale perche’ solo un folle, da presidente del Consiglio puo’ davvero pensare di fare delle Riforme in questo contesto. Forse per evitare correzioni da penna rossa dall’Europa avremmo avuto anche manovre piu’ pesanti, rincorrendo il salotto europeo invece che il bene del Paese (dove per bene del Paese intendo anche il bene dell’Europa dei cittadini).

Il terremoto ci sarebbe stato lo stesso. Le unioni civili non ci sarebbero state. E nessuno degli ex DS, ex comunisti si sarebbe lamentato. Sai..le larghe intese, Casini, Alfano. E via dicendo. Gli 80 euro non voglio menzionarli. Faccio parte di quelli che non puo’ apprezzarli. Ogni volta che lo dico in contesti dove 80 euro al mese sono tanti, mi prendo quasi una scarpata in faccia. La riforma della scuola non ci sarebbe stata. E forse il PD non avrebbe fatto incazzare gli insegnanti e nemmeno li avrebbe deportati. Semplicemente sarebbero rimasti precari o disoccupati e il PD avrebbe potuto dire loro: e sai, le larghe intese.
Diciamocela tutta. Il Paese senza Renzi al governo sarebbe stato piu’ lineare. Piu’ tranquillo. Senza tutto questo odio che si legge in giro che e’ meglio che vinca Grillo con i suoi fascisti piuttosto che Renzi torni al governo. Il Paese senza Renzi sarebbe stato piu’ uguale a se stesso. Un po’ lento. Un po’ democristiano. Un po’ che le cose ci accadevano sotto il naso e tutti avremmo dato la colpa a Berlusconi che governava oppure a Letta che governicchiava. E noi di sinistra ci saremmo sentiti con il cuore in pace. Il cuore in pace in politica e’ quando e’ colpa di qualcun altro e si puo’ manifestare contro qualcuno o qualcosa tutti insieme. Come si stava bene quando c’era Berlusconi. Diciamoci anche il resto. Matteo Renzi e’ antipatico. Io che lo conosco bene, quando lo vedo in TV gli tirerei una scarpa. E glielo scrivo pure.

In questi anni ha trascurato tantissime cose. Ha fatto una cazzata su Roma (come e’ noto non ho tralasciato di dirglielo) e non importa se questo sta mostrando al mondo la totale inettitudine del M5S. Ha trascurato di curare il partito, ma diciamocela anche tutta. Costruire una casa su un’altra casa non e’ una cosa semplice. Questo ragazzo e’ stato cosi’ folle che dopo avere perso le primarie invece di fondare un partito e affossare Bersani, ha covato il sogno (con quel suo modo insopportabile) di poter continuare a cambiare quella casa.

 

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