Forza PD, fai il PD.

29 gennaio 2017 § 4 commenti

Credo che il PD dovrebbe lanciare una grande manifestazione nazionale (e forse farsi promotore di una grande mobilitazione europea o di una nuova conferenza per i Diritti Umani) per ribadire i principi fondamentali della Carta dei Diritti Umani. Contro i muri e il #muslimban di Trump, contro la depenalizzazione della violenza domestica in Russia. Di materia ce ne e’ (purtroppo) a iosa.

A chi erige muri e incita odio si deve rispondere ricostruendo una casa comune identitaria dove alcuni principi sono inviolabili, indiscutibili, non negoziabili e soprattutto non asservibili a dinamiche interne e stupide. Forza PD, fai il PD.

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Non dimenticare. Ricordare.

27 gennaio 2017 § Lascia un commento

_dsc0316Non dimenticare. Ricordare. Camminare sulle mattonelle d’oro, fermarsi. Servono a questo. Un nome. Un cognome. Una data di nascita. Una data di arresto. Un luogo di deportazione. Spesso una morte senza data. L’indirizzo lo fornisce la mattonella: prima abitava qui. Ce ne sono anche a Roma. Amsterdam era una delle citta’ piu’ ebree d’Europa. Nel 1940 ad Amsterdam c’erao 80000 ebrei. ottantamila. Erano 140000 gli ebrei olandesi. 107000 furono deportati. I superstiti furono 5450. Prima Amsterdam era una delle citta’ piu’ ebree d’Europa. Poi e’ rimasta solo una citta’ d’Europa, anche se qualcuno ci ritorna. Qualche nipote. Qualche sopravvissuto.

Qualcuno e’ sopravvissuto. C’e’ la sinagoga portoghese qui dove si accendono mille candele per fare luce e una lunga torre di legno dove furono nascosti i tesori dal nazismo. C’e’ un monumento all’omocausto accanto alla casa di Anna Frank. Si affaccia sul canale come fosse un molo. Puoi attraccarci con la barca alla memoria. E’ una bella metafora. Quando ci fu la strage di Orlando la citta’ e’ venuta qui a pregare, piangere, stare in silenzio. Attraccarsi.

Non dimenticare. Ricordare.

L’odio fa capolino di nuovo in Europa. E’ subdolo. Si affaccia alle porte delle citta’. Ha la veste del profugo. Dello zingaro. Della donna russa che ora la puoi picchiare e non e’ piu’ reato. Ha la veste del compagno brufoloso. Della bambina picchiata dai compagni perche’ le donne devono lavare i pavimenti, quindi buttati a terra e via calci. Ha la veste del bambino grassottello, di quello autistico che fa ridere tutti, ha la veste del terrone. Fa capolino fuori dall’Europa. Ha la veste dei messicani. Dei palestinesi. Di tutti i popoli barricati dietro un muro  (andatevi a vedere la mostra di Koudelka a Rotterdam a proposito di The Wall).

Questa settimana ho scambiato un ragazzo turco per un ragazzo italiano, le mie parole erano “di casa” e invece lui si e’ offeso e io ci sono rimasta male. Non avevo visto il muro tra noi, pensavo che fossimo un solo popolo con in mezzo un mare. Aveva la mia stessa faccia se non fosse stato per la barba. E invece.

Non e’ vero che quell’odio non e’ umano. Non e’ vero che ne siamo immuni. Ogni volta che un uomo nero ci viene incontro, magari al buio, abita dentro di noi. Ogni volta che un frocio si avvicina troppo, magari ci sorride: che schifo, vai via. Ogni volta che una donna guida un aereo o opera in sala operatoria e non ci fidiamo. Non dimenticare per me significa fare l’esercizio di scardinare quell’odio dentro di me, significa incazzarmi con me tutte le volte che lo faccio entrare. Significa ammetterlo ogni tanto. Solo cosi’ puoi sconfiggerlo. Solo se lo riconosci in te stesso, se lo tocchi, se ha la tua carne e i tuoi occhi. Solo cosi’ non accadra’ mai piu’. Solo se non lo cerchiamo negli altri.

Non dimenticare. Ricordare.

Neve, Cane, Piede.

25 gennaio 2017 § Lascia un commento

nevecanepiedeCome sapete in queste ultime settimane ho partecipato ad un concorso letterario “Modus Legendi”. Mi sa – tra l’altro – che ho esasperato più di qualcuno e me ne scuso: ho mandato whatsapp a persone che non sentivo da anni e in qualche caso è stata un bella occasione per riprendersi.

Devo ringraziare tutti: Hacca Edizioni e la sua meravigliosa squadra, i savi di Modus Legendi che hanno selezionato 5 libri da 182, le 920 persone, anzi 919 Perché un voto era il mio, per avere dedicato il loro tempo a votar(mi), anzi a votare per “Ho dormito con te tutta la notte” (se non lo avete ancora letto a questo punto fatelo!) aderendo con allegria a questa piccola rivoluzione.

Siamo arrivati secondi e ne sono personalmente molto felice. E’ stata un competizione divertente e rivoluzionaria, non a caso editori e librerie indipendenti la stanno definendo una rivoluzione gentile. Chi votava la cinquina non doveva avere letto tutti i libri, ma votare il libro che avrebbe voluto leggere, leggendo le bellissime schede di Angelo Di Liberto. Perché? Perché è esattamente quello che vi capita quando comprate un libro. Non lo avete letto, ma il più delle volte se non avete un libraio di fiducia (a proposito Perché non abbiamo più un librario di fiducia? Di questo dovremmo parlarne, eh) lo trovate in vetrina, ne leggete una recensione su giornali importanti, insomma i libri che vi raggiungono e che avete voglia di leggere non sono libri che avete letto, ma che vorreste leggere Perché qualcuno vi ci fa inciampare. Modus Legendi si propone di farvi inciampare su libri buoni di piccole case editrici che altrimenti incontrereste con difficoltà.

Ha vinto Neve, Cane, Piede di Claudio Morandini Exorma Edizioni. Adesso così come prevede il regolamento andremo tutti a comprarlo (dovete farvi battere lo scontrino dal 12 al 18 febbraio!) per farlo andare in classifica. Cominciate ad ordinarlo, la sola cosa che dovete verificare è che la libreria faccia parte del circuito Arianna. Perché lo facciamo andare in classifica? Perché così altri lettori lo conosceranno e potranno leggerlo! Si chiama innesco di generosità letteraria.

Due parole sul libro di Claudio o meglio sul perché voglio leggerlo e regalarlo.

Non ho ancora letto “Neve, Cane, Piede” ma gennaio è stato un mese strano e questo libro “mi” sta capitando in un mese “pieno” di neve. Non è solo il libro che mi ha “battuto”.

Credo se lo sia meritato, prima cosa. Ovvio. Poi c’è qualcosa d’altro che in queste settimane è stato solo mio. Ho cominciato a leggere le “Otto Montagne” di Cognetti e ho ritrovato brandelli di ricordi. Paterni e di quel bisogno di camminare con lo stesso ritmo senza fermarsi o accelerare. Era il mantra di mio padre.

Poi l’Italia è stata travolta di neve con le conseguenze tragiche che tutti sappiamo.

Era dal 1985.

Me lo ricordo, era un gioco allora stare a casa e fare fortini nella neve, ma mi ricordo anche il sangue dal naso, perché la neve diventa ghiaccio e quando diventa ghiaccio diventa pericolosa. Poi sporca di sangue perde tutto il romanticismo. Lo avevo scordato. Ho amici in Abruzzo che hanno vissuto giorni bloccati in casa dalla neve con le scosse di terremoto che rendevano impossibile pensare alla neve come ci pensavamo e la dimenticavamo da bambini. Avevo notizie per il mio ruolo in Anas delle turbine che andavano a salvare famiglie in paesi isolati. Ed anche notizie di quelli che aspettavano le turbine. Senza luce. E tre metri di neve. Qualcuno dei miei amici più cari ha avuto dei morti questo mese. In montagna. E poi ieri. Ancora. Una mia amica geologa in lacrime, dopo l’incidente dell’elicottero nel quale sono morte due persone che conosceva, mi ha detto: E’ come se ci stesse dicendo qualcosa. Chi? Ho domandato. La montagna. La montagna e la neve mi stanno inseguendo in queste settimane. Come se mi parlassero e nel libro di Claudio c’è un solo essere umano che vive isolato in montagna e si potrebbe pensare sia un libro silenzioso invece a quando pare non lo è perché nel libro tutto parla. Anche il cane. Anche io parlo con il mio cane, a volte seriamente. E lui risponde. A volte seriamente. In queste settimane questa “somma” narrativa di neve e montagna ha esaurito il suo carico infantile. Ehi se non lo avessi ancora capito la neve e la montagna possono essere pericolose. Devi essere preparato. Devi stare accorto. Maneggiare con cura. La vita, la neve la montagna. Tutte cose da maneggiare con cautela. La lettura di libri che parlano della montagna e della sua durezza e della voce che ha, forse ci faranno bene, in questi giorni difficili. In fondo la montagna è anche il luogo della riconciliazione – persino nel Vecchio Testamento – e dobbiamo concederglielo.

Questi giorni di neve sulle strade.

20 gennaio 2017 § Lascia un commento

Non so spiegarvi perche’ ma sentivo che c’era ancora speranza sotto quel cumulo di neve per cui non ho detto nulla. Ho letto le polemiche, ho visto la turbina Anas aprire la strada e stasera dopo il lavoro le foto delle persone che uscivano da quell’Igloo venuto giu’ dalla montagna. Ho ricevuto la chiamata del presidente Anas, Gianni Armani, che mi ha chiamato solo per raccontarmi di questi giorni concitati, perche’ gli avevo scritto come andava, due giorni fa. Certo non aveva tempo per rispondere a me che sto quassu’. Mi ha detto, sai abbiamo appena tirato fuori una famiglia che da 4 giorni stava chiusa in casa senza luce. Ci siamo arrivati, li’ nella zona dell’albergo travolto. Mi sono tenuta informata ed in tensione da quassu’, avevo anche amici, ho amici a l’Aquila e nel Teramano – bloccati in casa e senza luce – e c’erano amici di amici ad essere arrivati per primi all’albergo con gli sci. E i giornali parlavano solo del silenzio e dei cani che non sentivano nulla. Poi la turbina Anas ha aperto la strada che da giorni non veniva pulita (perche’ magari il comune o la provincia non hanno i soldi per dotarsi di attrezzature per pulire la strada una volta l’anno)… perche’ i comuni non hanno i mezzi e solo l’Anas li ha. E allora, umilmente, fuori da ogni polemica voglio dire, di nuovo, che deve esistere un unico gestore e responsabile delle strade. Se posso chiedere una cosa al governo: definire subito le responsabilita’ di chi deve gestire le emergenze, perche’ era inutile pulire le strade statali di competenza Anas se poi la gente non poteva uscire di casa per raggiungerle.

Ultimi due giorni per votarmi!

20 gennaio 2017 § Lascia un commento

Allora, in perfetta scuola Guzzanti, ho fatto anche la televendita. Pigliatela con autoironia.

Ma sopratutto per votare il mio libro “Ho dormito con te tutta la notte”per MODUS LEGENDI dovete andare RIGOROSAMENTE qui:

http://ultimapagina.net/forum/topic/749-modus-legendi-2017-la-votazione/

Vi ricordo che per votare non dovete avere letto ne’ il mio libro ne’ gli altri, il gioco funziona cosi’: una giuria di qualita’ molto ampia ha selezionato 5 libri su 182 e si propone di farvi desiderare un libro tramite delle schede d’autore, il libro che vince lo compriamo tutti insieme nella Settimana Santa e lo facciamo andare in classifica. Poi se non riuscite a dormire leggetevi la bellissima intervista che mi ha fatto Anna da Re su Chicafterfifty

Cosa scrivevo di Grillo nel 2011.

10 gennaio 2017 § 2 commenti

Scrivevo per Imille un pezzo che oggi sembra la solita previsione di Cassandra.

Modus Legendi: se non avete ancora votato

10 gennaio 2017 § Lascia un commento

15977123_1703664289945890_1522434807903140158_nTolgo alcuni dubbi che molti di voi mi stanno ponendo.
Non dovete avere letto tutti i libri per votare (ma siete belli che lo chiedete perche’ siete “etici”), non dovete a dire il vero nemmeno avere il letto il mio. Potete andare sulla pagina di Modus Legendi qui https://www.facebook.com/moduslegendi/?fref=ts e leggere le 5 schede.

Potete votare il libro che “vorreste” leggere esattamente come fareste entrando in libreria e comprando il libro che trovate in vetrina. Lo scopo della “competizione” (brutta parola, ma tant’e’…) e’ quello di scegliere il libro che vorreste leggere e poi tutti insieme lo compreremo nella settimana prescelta per farlo andare in classifica esattamente come fanno le case editrici che vi mettono il libro in vetrina. Capito? Ora se volete potete votarmi senza avere sensi di colpa (vi adoro per questo…)

http://ultimapagina.net/forum/topic/749-modus-legendi-2017-la-votazione/

 

 

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