“le” trans, non “i” trans…è come quel tirchio di un ebreo. Esattamente uguale.

3 gennaio 2012 § 3 commenti

Ma al Corriere della Sera potrebbero imparare a dire le persone trans o le trans al femminile?

Possibile che ogni volta le persone trans debbano subire una doppia violenza anche nel loro essere raccontate? Tra l’altro questo è un caso di ridondanza sostanziale. Si racconta un’offesa offendendo. Pura ignoranza.

La frase “I trans” appare attualmente in home page. E’ come se si scrivesse: Quel grassone si incazza perché gli danno del ciccione.” Oppure: “Quel tirchio di un ebreo si incazza perché gli danno del tirchio.” Insomma volete provare a pensare a quello che scrivete?

Benvenuto QueerMotion

4 dicembre 2011 § Lascia un commento

‎”Oggi si parla di omosessualità, come non si faceva un tempo. Le città propongono spazi aggregativi. Ma, temo, nel riconoscersi attraverso il “gruppo” – spesso in maniera un po’ superficiale e semplicistica – si è perso quel passaggio fondamentale rappresentato dalla conoscenza di sé e della propria storia. E guarda caso cinema e libri si frequentano sempre di meno.”

E quindi ha deciso di fare un blog, che trovate qui.

Dedicato a Mamma Rai

2 dicembre 2011 § 2 commenti

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

profilattico, PROFILATTICO, pRoFiLaTtiCo, PrOfILaTtiCo, ocittaliforp.

Rosalinda Celentano.

30 novembre 2011 § 5 commenti

La pensavo così anche io. Però avevo 16 anni e non sapevo nemmeno che esistessero altre persone come me.

Qualcuno la aiuti a liberarsi dagli enormi fardelli che ha, in ogni caso Rosalinda, oggi nel 2011 III millennio, rappresenta tutto il male che questa società può fare a chi è diverso. Di sicuro essere figlia di un personaggio così famoso ed ingombrante non deve averla aiutata.

La sofferenza di Rosalinda Celentano va oltre il gossip. La più alta percentuale di suicidi tra gli adolescenti si radica nella difficolta’ di scoprirsi ed accettarsi omosessuali. Parlarne, capire cosa sbaglia questa societa’ e’ un dovere morale di tutti. Di chi fa politica, di chi milita nella comunita’ omosessuale e di vuole un’Italia diversa: giusta ed accogliente con tutti i cittadini.

Leggete e…”Godete!”

26 ottobre 2011 § 1 Commento

Alessandra mi ha spedito un libro rosa.

A casa mia di rosa non c’e’ nulla, manco una salvietta piccola del bagno. Il rosa e’ bandito non in quanto simbolo (evitiamo banalita’) ma per il suo carattere tenue che non si sposa con il blu, il legno ed il bianco e non puo’ fare nemmeno da accessorio come l’arancione e il verde.

Non ho un buon rapporto con il rosa,l’ho sempre trovato un colore con il quale i miei bianchi e i miei neri non potevano dialogare. Alessandra Di Pietro scrive per Gioia e scrive di donne (e anche di politica).

Fa un mestiere a cui gli intellettuali di ogni tempo attribuirebbero un posto in seconda fila tra le categorie culturali. E invece l’esercizio di Alessandra (nei suoi pezzi come in questo libro) e’ quello di scavare in profondita’ oltre l’idea superficiale (rosa, oserei dire) che questo Paese ha delle donne.

Cosi’ “Godete!” fratello del rosso e più dichiaratemente politicizzato “Indignatevi!” (entrambi edizione add Editore) finisce per divenire un piccolo manifesto politico al femminile che riesce a non accennare mai alla retorica autoreferenziale femminista e nemmeno a nominare mai “la donna al tempo del berlusconismo”, non candidandosi a libretto di rabbia e rivendicazione, ma a vero e proprio grido di liberta’ della donna post-moderna: quella che per esempio nei partiti non si chiude nelle consulte al femminile rivendicando poltrone a difesa della specie.

“Godete” non si conforma nemmeno all’anticonformismo (quando sbaraglia in un paragrafo le definizioni sessuali e ce ne libera definitivamente ha fatto venire la pelle d’oca anche a me), e’ un viaggio libero nel mondo al femminile e nelle sue estremita’ più nascoste, come quella della nascita di una pornografia non più a misura di maschio o della vita sessuale oggi di chi era giovane negli anni settanta e aveva intuito (poi dimenticandolo nelle spire del borghesismo di ritorno) che la rivoluzione politica andava a spasso con quella sessuale (individuo e collettivo come imprescindibile binomio di sana politica). Questo libro dovrebbe essere una specie di passaggio battesimale.

Leggetevelo, liberatevi e poi potete anche fare la rivoluzione. Consiglio di leggerlo in due o più donne, magari a letto e ad alta voce. Ma so che, leggerlo, farebbe tanto bene ai maschi italiani: so che comincerebbero a guardare le donne in modo diverso, magari anche più affascinato, perche’ finalmente le escoprirebbero. Evviva la liberta’.

Ivan Scalfarotto scrive alle associazioni GLBT

4 ottobre 2011 § 5 commenti

E io sono orgogliosa di lui.

“Il partito democratico, il mio partito, è impegnato in un lavoro serio e complesso per delineare una posizione chiara e convincente su questi temi. La segreteria nazionale, i gruppi parlamentari e la Commissione sui Diritti, guidata dalla Presidente del partito, stanno lavorando attivamente su questioni che hanno costituito sin dalla sua fondazione un banco di prova per un partito nato dall’incontro di culture politiche diverse.

Eppure – nonostante i ritardi, i silenzi e qualche infelice presa di posizione – io credo che il PD sia stato e debba essere un alleato indispensabile nel cammino per l’uguaglianza dei gay, delle lesbiche, delle persone bi e trans in questo paese. Senza il supporto della sinistra democratica e riformista non è pensabile cambiare questo paese né ottenere le leggi di cui questo Paese necessita.”

 

 

 

Cose che non devono più succedere.

23 settembre 2011 § Lascia un commento

‎”A volte il danno che fa dentro di te l’odio delle persone che ti stanno attorno è troppo grande. A volte il futuro sembra troppo lontano. È quello il momento in cui il tuo cuore si spezza.” La notizia di oggi è questa, il suicidio di Jamey Rodemeyer, 14 anni. Le cose da fare sono tutte qua dentro. Costruiamo un mondo diverso.

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag GLBT su NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: