Roma, Torino, Napoli e quella piccola parte di noi che dice che in fondo va bene cosi’.

22 giugno 2016 § 10 commenti

Torino. Dopo due aerei con problemi tecnici il terzo era buono e siamo atterrati a Torino con 3 ore di ritardo. IL tassista mi ha invitato a mangiare la pizza con lui e altri tassisti (ho declinato solo per stanchezza) dopo una bella discussione su Torino andata piu’ o meno cosi’:
“Che ne dicono i tassisti della vittoria di Chiara Appendino?”
“Siamo contenti.”
“Ah, proprio cosi’?”
“Ho cinquanta anni e da che mi ricordo Torino e’ sempre stata amministrata dalla sinistra, era ora di cambiare.”
Mi prodigo in grandi complimenti sul fatto che Torino e’ una delle citta’ piu’ avanzate d’Italia in termini di servizi.
“Si’, lo so ma ci voleva un cambiamento e Fassino non lo era.”
Io silenzio. Lui continua: “Poi questa cosa della nomina di Profumo cosi’, all’ultimo.”
“uhm..si'”.
Ora sono davanti ad un’insalata in albergo e ricevo un sms da una delle mie ex il cui cognato e’ diventato sindaco in Emilia Romagna. E’ una brava persona, probabilmente l’avrei votato anche io. Metto insieme i pensieri di questi ultimi mesi, il dolore per come sono andate le cose a Roma, lo schifo che ho visto a Napoli che in confronto l’arroganza dell’ego smisurato di De Magistris era nulla, e provo a dirlo in modo chiaro come sono abituata: forse questa e’ un’opportunita’.
E’ un’opportunita’ per noi per capire che forse a sinistra dobbiamo promuovere il merito e non la fedelta’ (mi sembra di averlo gia’ detto in altri tempi, ehm) alla politica in termini di professione (se ci sono candidati che portano tante preferenze non e’ detto che facciano bene all’immagine del partito, finalmente il M5S ci ha dato questa lezione, portando candidati sconosciuti con poche preferenze, forti del “brand” del loro partito, scusate io lo chiamo cosi’, quindi possiamo asfaltare i baroni delle preferenze e prendere con questa mossa 20% in piu’ del nostro 20% che resiste, fidatevi).
E’ un’opportunita’ a Roma (e quanti di noi lo hanno pensato per mesi, anche facendo campagna elettorale senza risparmio, prendendosi anche dei vaffa e se noi lo abbiamo anche solo pensato, noi che siamo quelli border line, quanti elettori lo avranno “fatto” nell’urna) perche’ volenti o nolenti la Raggi continuera’ lo smantellamento dei vecchi poteri romani iniziato da Marino (il che e’ un bene, poi bisogna vedere cosa sa fare ovviamente una volta scardinato il vecchio sistema, ma io non saro’ mai dalla parte di chi cerchera’ di affossarla coi dossier e la foto dei maiali nella monnezza sul NYT, che si sappia).
E’ un’opportunita’ perche’ finalmente i ragazzi del M5S non potranno piu’ fare solo opposizione, ma dovranno confrontarsi con la gente e il consenso (un po’ lo stesso che accade al PD di Renzi passato da rottamatore a premier). Un’opportunita’ per capire, per molti matusalemme della politica (con tutto il rispetto non e’ un’offesa, ma impariamo dai paesi anglossassoni per favore, non puoi stare tutta la vita a vivere di politica, puoi farla, ma non camparci, non e’ sano) che anche basta.
p.s. su Fassino lo avevo detto nel 2010, quando la Leopolda si chiamava Prossima Fermata Italia e molti erano su un altro carro (purtroppo ora sono sul carro sbagliato…)
Suggerirei a Fassino molta autocritica sulla sua sconfitta, non andrei a cercarla fuori. A Napoli, Torino e Roma abbiamo perso perche’ non siamo stati all’altezza della citta’. Non sappiamo se gli altri lo saranno, ma i cittadini hanno deciso che noi non lo eravamo piu’. Forse abbiamo isolato i pezzi buoni in queste citta’? Come mai a Milano non ho sentito di isolamenti e abbiamo vinto e a Roma, Napoli e Torino non conto piu’ pezzi di gente del PD incazzata con il PD? Altrove dove eravamo alternativa o speranza, non c’e’ stato spazio per loro. Questa decisione va rispettata.
Questo significa che dove lasciamo spazio, la rabbia cresce. Lasciare spazio significa cacciare le persone.
Un esempio: mi hanno raccontato che qualche giorno fa in un Comitato del Si’ a Roma c’erano un paio di vecchissime conoscenze della politica romana in prima fila, chi li ha visti e’ scappato a gambe levate. Ecco eviterei di dire che i comitati del si’ saranno il nuovo partito. No, non lo sarete, quindi e’ inutile che vi affannate perche’ non avete nulla da fare nella vita e organizzate comitati del si’ in cerca di uno strapuntino…mi immagino le liste dell’Italicum con voi. Sai la corsa a votare M5S.
Mettiamoli in mano ai giovani i comitati del si’, delle casalinghe, degli studenti, di chi ha un lavoro (qualsiasi), ma vi si dedichera’ perche’ crede nella governabilita’ del Paese e non in cerca di uno strapuntino.
My two cents.

quanto costa la promessa sugli asili nido di Virginia Raggi? #famoduconti5S

25 marzo 2016 § 21 commenti

Virginia Raggi promette asilo pubblico per tutti i bambini di Roma. Bellissimo proposito. 

Penso anche io che dovremmo andare in quella direzione, ma sono consapevole che non possiamo raccontare balle ai romani. 

Per dare un posto a tutti i bambini (quelli i cui genitori lo desiderino, ci sono anche genitori che non vogliono mandarceli) facciamo un ragionamento.

Al 31/12/2014 i bambini tra 0 e 2 anni erano circa 50.000. 

A Roma nell’ultimo anno la popolazione è cresciuta moltissimo, ma teniamoci i dati del 2014.

Il numero di educatori per bambino a Roma è di 1 educatore per ogni 6 bambini.

Ad oggi il comune di Roma arriva tra pubblici e convenzionati e altre soluzioni a 15.000 posti per un totale di circa 2500 educatrici e/o educatori. Pari a circa il 30% (il calcolo l’ho fatto ad occhio, ma mi trovo più o meno con le dichiarazioni ufficiali)

Se tutti i 50 mila bambini volessero andare all’asilo servirebbero circa 8333 educatrici/educatori (questo vale sia per i nidi pubblici che per quelli convenzionati) quindi circa 5833 nuovi educatori.
Ma supponiamo che solo il 60% dei bambini abbia bisogno del nido. Serviranno allora altri 15000 posti per un totale di 2500 nuovi educatori e per un totale di almeno altre 800 strutture (per ogni struttura ho considerato circa 3 classi).
Ma quanto costa questo servizio?
Supponiamo che la Raggi conosca la differenza tra un nido pubblico e uno convenzionato e quindi scelga la strada dei convenzionati per risparmiare (costano meno) e per essere più veloce e quindi scelga la strada di recuperare questi 15000 posti solo con i convenzionati.

Il costo annuo a bambino per un convenzionato per Comune è di circa 4500€ contro i circa 13000€ di un comunale come accade in tutta Italia (il 70% in meno).

Quindi per mandare all’asilo non tutti i bambini, ma il 60% Roma dovrebbe spendere 67 milioni di euro all’anno. 

Io li spenderei volentieri e un’idea di dove trovarli ce l’ho.

Ma voglio sapere la Raggi dove trova questi soldi. Segnalatemi se ho sbagliato i conti.

Continuo ad essere contro le preferenze (e che delusione il M5S)

26 giugno 2014 § 1 Commento

Per quanto mi riguarda è incomprensibile che, ora che tutti vogliono fare le riforme, nessuno parli di uninominale a doppio turno: l’unico sistema che garantisce governabilità e scelta dei candidati senza dover ricorrere alla pratica delle preferenze (pratica che per me andrebbe abolita in tutti i sistemi elettorali dove i collegi sono cosi grossi da consentirne l’accumulo solo a disonesti o ricchi o famosi per motivi non legati alla politica). Mi meraviglio dell’occasione buttata dal M5S che così davvero poteva dare un colpo serio a quella classe politica che tutti vorremmo rottamare.

Meglio comunque i collegi piccoli dell’italicum alle preferenze.

Grillo e Farage: unirsi per separarsi.

12 giugno 2014 § 5 commenti

Ecco è questo che mi sconvolge. Questo compromesso opportunistico. Unirsi con una formazione politica europea per dire che l’euro è una boiata invece di fare funzionare meglio l’Europa. In sostanza cosa già vista nel novencento, dove i nazionalismi si unirono con l’intento di separarsi. Abbiamo visto la fine che fecero. E anche i danni.

Sembra la soluzione più semplice dire che l’Europa “fa male”. La soluzione più complicata è andarci pensando di cambiare gli equilibri da finanza e persone e, finalmente, costruirla quell’Europa. Che se la guardi dalla Luna, se la studi dal dopocristo, ha un senso. Un senso comune.

p.s. e come vedete ho sorvolato su razzismo e omofobia per guardare solo alla coerenza.

p.s.2 no, non mi convince che ci siano nell’UKIP parlamentari gay o stranieri. C’erano gay anche in AN e ci sono stranieri anche con la Le Pen. Non vuol dire niente. E’ esattamente come nel PD, non basta essere gay per essere dalla parte dei gay ed è giusto che ognuno di noi sia continuamente sotto esame per ciò che porta a casa e non per ciò che è.

A morte il PD, lunga vita al PD.

18 maggio 2014 § 18 commenti

Sono tra le persone che ha sempre dato bastonate al PD, che anche oggi che Renzi è segretario continua a vedere tante, ma tante cose ancora da cambiare in questo partito. Ci sono tantissime cose e persone che vorrei fuori dal PD, ed è un fenomeno normale in un partito che è appena nato, ma si è formato dall’incontro di partiti che hanno attraversato il novecento. Cosa debba fare ed essere un partito dobbiamo ripensarlo, è vero. Oggi troppa somma di comitati elettorali contro il tanto disinteresse (lo dico in senso buono….sono coinvolti come gruppo, non come singoli interessati a se stessi) della gente dei 5 stelle che ha voglia di un cambiamento radicale, lo stesso che molti di noi vogliono.
Ma quando sento Casaleggio e Grillo, mi viene la pelle d’oca dalla paura, riconosco i germi del totalitarismo più pericoloso e penso che non possiamo di nuovo precipitare nella follia del pensiero di uno solo e penso che tutti noi dobbiamo dare una possibilità alla democrazia, ma dando un segnale forte. Io per esempio voterò PD ma NON voterò nessun esponente del PD Roma che è pronto a voltare le spalle al suo sindaco, un sindaco che è del PD ma che sta scardinando ogni vecchio potere, anche quelli creati da noi (nel senso di PD romano o delle sue radici negli ultimi venti anni) e che va aiutato, non attaccato continuamente.

Nella mia circoscrizione voterò per Simona Bonafé, per Nicola Danti e per Manuela Bora e vi invito a fare lo stesso. Votando PD rafforzerete l’impegno di Ignazio Marino, ma non votando nessuno del PD Roma darete un segnale fortissimo di cambiamento in una città dove alle scorse ammnistrative l’astensione è stata altissima ed è anche colpa di come siamo stati partito a Roma se questo è accaduto e solo Marino nel suo essere “fuori dal partito” in una certa maniera, poteva farci vincere.

Nella circoscrizione Italia Nord Orientale vi invito a votare Elly Schlein e nella circoscrizione Nord Occidentale per Daniele Viotti.

Odio le preferenze, lo sanno tutti, ma visto che ci sono è importante che TUTTI le esprimano, altrimenti le esprimeranno come al solito una piccola percentuale di persone che vota per conoscenza o per tornaconto.

E’ un vostro dovere-diritto esprimere la preferenza, se non lo fate aiutate spesso le parti peggiori dei partiti. Il Partito Democratico va ancora fatto, siamo indietro su un sacco di cose – io non lo nego – ma votare Grillo o Berlusconi vuol dire rassegnarsi alla rabbia e alla disperazione, è troppo facile cavalcare la crisi. E’ molto più difficile tentare di dare al Paese un disegno complesso.

Imparare (oggi) dal M5S.

26 febbraio 2014 § Lascia un commento

Ho molto rispetto di quello che sta accadendo nel M5S e tutti dovremmo imparare dai dissidenti: la dignità di un progetto viene prima dei destini personali. In questo il M5S doveva e può essere di “stimolo” a tutte le “vecchie” forze politiche, per insegnare di nuovo a tutti noi la differenza tra fare carriera politica e fare politica per il bene di tutti.

Quello che sta accadendo è nella natura del M5S come movimento: fatto di brave persone (eletti ed elettori) che ci credono davvero e fatto di burattinai pericolosi (e dei loro fanatici accoliti) che con il loro totalitarismo rischiano di uccidere un buon tentativo di partecipazione politica. Abbiamo tutti il dovere di prendere il buono di questo esperimento. Importarlo nei partiti.

Se i senatori restassero in Senato e continuassero a fare il loro dovere come la Costituzione consente avrebbero comunque la mia stima. Ripeto quello che dico da sempre: in politica la dissidenza è una ricchezza. E’ la vera chiave per trovare la sintesi.

La gara del celodurismo.

4 febbraio 2014 § 6 commenti

Capisco il cruccio della Lega.

Il M5S sta sbaragliando ogni celodurismo di leghista memoria.

Manca solo che Grillo cominci a battezzare “cittadini” in riva a qualche fiume e la Lega avrà perso ogni feticcio mitologico.

Non gli resterà che tornare con Casini. Vedrete.

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