La democrazia misurata dallo stato di salute dei suoi strumenti: i partiti.

Dice su facebook l’onorevole Morassut, autorevole esponente del PD laziale ieri su FB:

Quando un eletto, come accaduto a Roma nei giorni scorsi, che rappresenta l’intero Partito organizza manifestazioni pubbliche autonome con grande dispendio di mezzi per pesare nel partito non con le idee ma con una presunta potenza, in un partito come il PD deve porsi un problema. Soprattutto quando questo diventa un costume diffuso e non un caso isolato. Un partito che vuole aprirsi alla società deve bandire queste iniziative.”

E’ di oggi la notizia che il senatore Lusi, oggi PD, ed ex tesoriere della Margherita avrebbe confessato di essersi appropriato in qualità di tesoriere di rimborsi elettorali per scopi personali. Sembra che Lusi abbia confessato. Io dico che secondo me dobbiamo smettere di fare i finti tonti che cascano dall’albero quando arriva la magistratura. Ville, case, manifesti ovunque e per tutto l’anno, anche per fare auguri di Natale, bella vita.

La politica sarà anche casta, ma si vede anche dalle scarpe chi usa quei soldi per battere i territori o per fare altro. Ci sono consiglieri regionali e deputati con le suole usurate, che fanno la fila alla posta, che pagano i loro collaboratori con un contratto in regola, che i soldi li usano per fare politica, per viaggiare, per dare una mano ai circoli o per supportare iniziative sane di associazioni e società civile.

A Palermo il PD ha passato i mesi ad appoggiare la giunta Lombardo e molti (non tutti e voglio ricordare Mila Spicola e Giuseppe Ciraolo che in tempi non sospetti ci hanno trascinato a combattere quella follia, lotta sempre caduta nel totale silenzio malgrado la pioggia di avvisi di garanzia) per salvaguardare l’unità del partito non si sono opposti.

Così oggi a Palermo non si riesce a mettere in campo un’alternativa credibile al disastro di Cammarata.

Nemmeno le primarie si riescono ad organizzare. I nomi che si leggono, oggi, sono quelli di Orlando (grandissimo sindaco dell’era in cui lo erano anche Bassolino e Rutelli) e quelli di Rita Borsellino che rappresentano gli ultimi venti anni di centro sinistra siciliano. Così persino la battaglia di Davide Faraone, sembra essere assolutamente illegittima, perché in un partito immobile per restare uniti, chi fa la voce fuori dal coro è sempre un guastafeste. Su Faraone non ho un’opinione e probabilmente questo è un problema, perché un partito che non funziona non consente a nessuno di farsi un’opinione corretta sui suoi esponenti. E quindi genera astensione. Genera odio. Genera sfiducia. Genera l’appiattimento del “sono tutti uguali” che poi finisce per favorire solo chi il voto se lo costruisce a livello clientelare.

Perché se i partiti stanno male, la democrazia sta malissimo. E se volete sapere come sta il PD del Lazio ve lo racconto qui. E ve lo racconto perché se ne parliamo le cose poi cambiano.

Cambiano perché tutti lo sanno e soprattutto perché chi vorrebbe che certe cose non si sapessero, invece di nasconderle, semplicemente dovrà smettere di farle. Alziamo questa benedetta asticella.

19 luglio 1992 – 19 luglio 2011 (in morte di un magistrato e la sua scorta)

Ne ho parlato spesso, ero a Palermo quel giorno. Ho visto via D’Amelio come Beirut, ho sentito Caponetto dire che si arrendeva. Ho visto sgretolarsi le facce dei ragazzi di ventanni sotto il sole caldo e secco della Sicilia ferita a morte.

Poi più niente, ricordate? La Mafia ha ucciso chi sapeva tutto, chi poteva annientare il sistema con la complicità di altri poteri. Il potere politico per prima. Poi più niente.

Niente più morti che non fossero di guerra interna.

Niente più bombe.

Eppure la Mafia oggi è più forte ancora. Si è trasformata, mimetizzata. E’ persino divenuta modo di comportarsi collettivo. E’ un virus.

Oggi ricordo questa frase: ‎”Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.” Paolo Borsellino.

E dico:  la politica ricordi di essere il primo luogo fertile delle mafie. I partiti facciano piazza pulita del marcio. Tutti sanno tutto. Tutti sanno chi paga per avere voti. Tutti sanno chi è votato perché poi si comporterà in un certo modo o lascerà fare.

La politica abbia il coraggio di trasformare parole e fiaccolate in fatti visibili.