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Raccontami una Favola.

E la serva incominciò…

Ascanio Celestini è all’Auditorium a raccontare favole, in un un Teatro pieno di bambini a cui una madre spiegava, all’uscita, cosa è la corruzione: è come se tu pagassi la maestra per essere promossa (speriamo che non la trovi una buona idea).

Scopro Ascanio Celestini e riempio, stasera, una vacanza scandalosa, che era dai tempi di Treviso che dovevo colmare (vero Elda?).

Ascanio Celestini è un dolce anarchico che ti spreme l’amarezza dalle risate.

C’è stato un attimo, mentre raccontava di Giufà, in cui mi stavo addormentando, non perchè il favolatore fosse noioso, ma perchè forse, non aspettavo altro che fare questo piccolo breve viaggio nell’infanzia e nell’abbandono, nella culla di parole fantastiche.

Certamente i bimbi, la loro dolcezza ingenua, hanno la capacità di toccare delle corde che da adulto ti metti via, le scordi (nel doppio senso della parola), ti dimentichi di pizzicarle.

Ti dimentichi, da grande, che si può ancora giocare e raccontare. Anche quando giocare e raccontare sono le cose più belle che sai fare.

3285. Circa. Usal Questions.

Il senso del troppo tutto insieme. Semini compresi.