VERRAI A TROVARMI D’INVERNO

Verrai a trovarmi d’inverno è il secondo romanzo di Cristiana Alicata (Hacca Edizioni, 2011). 

“Dell’ordinaria gestione del dolore di cui ciascuno di voi sa, per quanto lo si occulti e non si nomini, la famiglia di cui racconta Cristiana Alicata in questa storia, è una specie di almanacco virtuoso. Una sorta di apologo esemplare su come, dalle assenze e dalle perdite, sempre fioriscano la forza, la sorpresa, l’incontro, la conoscenza di sé e del mondo. Per quanto tardi accada, faticosamente, inaspettatamente, seguendo vie tortuose e non proprio desiderate, non esattamente quelle che potendo scegliere avreste scelto, va così: vince la paura chi la attraversa, sconfigge il dolore chi sa guardarci dentro. Si illumina chi ha imparato a vivere al buio e ha pensato, persino, che fosse quella la regola. Una luce fioca alla quale abituare lo sguardo come nelle case di Pantelleria, così scure che accecano. È poi una storia di sentimenti delicatissimi e fragili, di normalità di confine tutta da conquistare, di nomi da restituire alle cose e agli eventi, da nominare per la prima volta o rinominare da capo. Una famiglia esemplare cresciuta sulle rovine di due famiglie impossibili, famiglie mai nate, abortite prima di esistere. Due uomini, i loro figli bambini. Due fratelli che non sono fratelli, due amici che non sono amici, due donne che hanno partorito i figli e non possono essere madri, un bisogno di amore che il ragazzo Mattia chiama amore, un amore che non si può dire perché la ragazza Elena non sa, la ragazza Viola che non vuole e non può. Nella tranquilla scansione dei giorni, in un ristorante che apparecchia ogni sera, crescono come se il mondo fosse cominciato in quella cucina e lì finisse i due bimbi come fratelli, figli di soli padri e di un tempo vicino ma remoto, rovente e devastante.” (Concita De Gregorio sulla quarta di copertina)

Recensioni:

Il fatto Quotidiano, Sciltian Gastaldi.

L’Unità, Delia Vaccarello.

L’intervista su Flanerì di Matteo Chiavarone.

La Gazzetta del Mezzogiorno, Diego Zandel.

La recensione di Irene Roversi.

L’intervista di Elena Torre per Da Sapere.

Whipart, Licia Ambu.

L’intervista su L’estroverso.

Roma C’è, Francesco Paolo del Re.

Gioia, di Alessandra Del Piero.

Flair, di Florinda Fiamma.

Piazza Grande, Carina Spurio.

Cosmopolitan

Mangia Libri, Lucia Ravera.

L’intervista su Queerblog di Andrea Molaschi.

Marte Magazine, Eva Kent.

Fuori le mura, Maria Vittoria Cocuzzoli.

Il Secolo d’Italia, Giuseppe Mammetti.

Donna Moderna

§ 6 risposte a VERRAI A TROVARMI D’INVERNO

  • Silvia scrive:

    Per me l’amore rimane un tema difficile. Il titolo “Verrai a trovarmi d’inverno” è invitante. Spero però che in futuro scriverai il Dizionario tragicomico delle lesbiche…si mangerebbe il mercato e tutta la banchetta. Alla prossima Silvia

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  • maria scrive:

    molto bello, qualche volta mi è scappata la lacrimuccia, grazie!!!! Maria

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  • polly scrive:

    Ho letto ” Verrai a trovarmi d’ inverno” che ho trovato piacevolmente scorrevole e tratta un’ argomento ancora scomodo, in maniera delicata.

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  • david scrive:

    Cara Cristiana,
    Ho finito questa notte la lettura del tuo ultimo romanzo.
    La ritengo una delle migliori letture di quest’ultimo anno.
    Grazie

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  • Arianna scrive:

    Ciao Cristiana,
    ho appena finito di leggere il tuo romanzo Verrai a trovarmi d’inverno…
    Un bel viaggio interiore… Materico e pieno di odori e sensazioni fisiche che arrivano come il mare di Pantelleria dove sono stata e che ho riscoperto nell’essenza con te grazie a questo libro… C’è solo una frase, se posso permettermi, sfuggita alla tua penna come una macchia d’inchiostro: quando Elena sta tornando da Pantelleria dopo la notizia del ritorno di Antonia e dice: tornavo alla mia vita vera… Per me che leggevo è arrivato come un tradimento: la vita di Elena di Pantelleria la sento vera come quella di Roma. Anche una fuga, un fermo immagine, una sospensione nella paura è vita. Un bacio grande e aspetto il tuo prossimo libro!🙂

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  • Elisa scrive:

    Anche io ho letto il tuo romanzo,
    per essere un’ ingegnera ne hai di fantasia😉 bello il personaggio di Liz, alla fine le trans sono quelle che hanno la vita più difficile! Fa un po’ Almodovar, il tuo libro.

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