Una moratoria sulle alleanze per favore.

4 marzo 2012 § 13 commenti

Scalfari dice che il PD deve allearsi con il Terzo Polo e candidare Monti.

Gilioli dice che il centrosinistra deve sbrigarsi a produrre un premier perché il centro destra è al lumicino e la nostra lentezza ha il sapore dell’ennesimo suicidio.

I fatti:

Casini spalmato su Monti tenta di cavalcare il consenso popolare che sta premiando Monti in tutti i sondaggi, da bravo opportunista anche perché sa che essendo la maggioranza parlamentare di centro destra difficilmente Monti riuscirà a fare la parte sinistrorsa delle riforme (welfare e patrimoniale e liberalizzazione delle caste e castucce).Mi perdoni il vecchio Scalfari ma io lo ripeto; mai con l’UDC forza estremista clericale e a livello locale degna spesso del peggiore PDL. Io capisco che Scalfari forse non esce più di casa, ma la realtà è ben diversa dai sorrisetti di Pierferdi.

Bersani non credo sia così felice di vedere quei sondaggi che dicono che il popolo del PD per quasi il 70% vuole Monti premier (che secondo me nella nostra testa è il Prodi che avete sempre desiderato). SeL ed IDV cavalcano in modo cannibalesco e parassitario il fatto che il PD appoggia Monti e cercano di accumulare consenso tra gli scontenti per poi battere cassa al PD. Spiace dirlo ma Vendola e Di Pietro non stanno onorando la foto di Vasto: vogliono stare con il PD ma nel frattempo gli scavano la terra da sotto i piedi. E lo dice qualcuno che quell’alleanza l’ha sempre voluta.

Berlusconi deve correre in aiuto ad Alfano con il cerone che ormai cola con evidenza dai solchi della sua plastica facciale.

Bossi è tornato a fare il capetto fascista e a declamare violenze e strafalcioni democratici.

Rutelli, scomparso tranne che a Ballarò.

Fini, non pervenuto.

Grillo, ha appena ucciso il suo movimento perché lo trova troppo partito.

Mi dispiace dirlo ma continuo a pensare che la soluzione risieda nel costringere la politica ad un’unione coatta. Una legge elettorale con alto sbarramento e a vocazione maggioritaria è l’unico sistema per fare crescere la nostra democrazia. Attenzione. Non sto dicendo che voglio fare fuori Vendola e Di Pietro. Voglio dire che li voglio dentro un progetto, fin da subito, in cui ci si prende oneri ed onori delle scelte politiche collettive. Si definisce una benedetta strategia dai pensieri lunghi, un programma e ci si presenta con quello. Ma oggi a parte appoggiare tutti insieme Rita Borsellino alle primarie di Palermo, cosa ci unisce? Quale idea di lavoro, quale di diritti civili, quale di sviluppo industriale o fiscale?

Scalfari ha ragione quando individua in Monti qualcuno che sta dicendo chiaramente al Paese qual’è la sua idea di Paese. Ma da qui a dedurre che allora deve essere il premier di PD ed UDC ci passa l’incapacità di leggere cosa accade fuori dai salotti.

E noi, che vogliamo parlare agli italiani e non alle sigle, sembriamo dei folli. Lo so.

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La differenza che passa tra andare via e farsi cacciare è la credibilità politica.

29 luglio 2010 § 20 commenti

Ma non era meglio andare via da soli invece che farsi cacciare da B. e farci restare tutti, di nuovo, consapevoli che da soli i finiani non se ne sarebbero mai andati. Ahimé. Hanno perso un’occasione per ridare speranza alle persone di destra democratiche. Fossi Bersani ne approfitterei di brutto oggi.

Il sorpasso.

1 aprile 2010 § 4 commenti

Generazione Italia. Obiettivo 2020. La nuova corrente di Fini ci sorpassa da sotto. E da sopra. Leggete i commenti, qui. Sembrano scritti da noi. Territorio. Radicamento. Astensionismo giovanile. Fine del regime berlusconiano. Uhm.

Se una notte d’estate una lesbica e un “fascista”…

3 agosto 2009 § 27 commenti

Non è certo la mia prima volta (con un fascista) e non so nemmeno se X. vuole essere definito fascista, da cui le virgolette.

Fatto sta che (non vi dico dove per non alimentare le leggende enogastronomiche su di me), qualche giorno fa ad una cena io e X. ci siamo ritrovati faccia a faccia, ad un tavolo mollemente sdraiato (molto romanesco e molto poco radical-chic) su un marciapiede di Roma. Alla nostra destra gli sposi di cui condividiamo l’amicizia.

Guardate un attimo questo quadretto. Un tipico quadretto romano dove ci sono tutte le facce. Lui grosso, il naso rotto, la maglia nera. Una faccia da pugile. E lo era. La moglie una donna bella e dolce, amica della sposa. Gli sposi due miei (nostri) carissimi amici tornati dal viaggio di nozze. Lo sposo, albanese, anticomunista per forza, mi prende in giro e mi chiede se mi serve un barcone per andarmi a sposare in Albania. E poi due amici venuti dal sud. E una coppia in dolce attesa. Ed io. Un meltin-pot derivato dal fu impero romano.

Fatto sta che mi metto ad ascoltare X. Parliamo di Roma. Della periferia. Del degrado urbano. E finisce che mi racconta che lui tira via i ragazzi dalla strada e li porta in palestra. Lui tiene palestre dove ci si allena per pochi soldi e si sta lontano dalla strada. La cattiva propriamente e soprattutto. Gli agonisti non pagano.

Mi racconta che un giorno un tizio è venuto ad allenarsi con la maglietta della Banda Bassotti e qualcuno lo voleva menare, ma lui si è messo in mezzo.

“Scherzi? Se uno con quella maglietta viene nella mia palestra per me è una vittoria.”

Io. Io non scherzo. Io sono d’accordo. Che qualsiasi cosa faccia “dialogo” apra una breccia nei muri che ancora ogni tanto hanno macerie da qui agli anni settanta, soprattutto a Roma, beh quel qualsiasi cosa va bene. E la boxe, come il rugby, forse è uno sport meno violento del calcio.

Parliamo di Fini (ne parlo meglio io di lui e lo capisco…tanto è vero che lui parla di D’Alema meglio di me), di Rutelli, di Alemanno, di Storace. Ma soprattutto parliamo di Roma e delle cose che andrebbero fatte e che sono cose solo di buon senso.

Intorno a noi si solleva un leggero stupore nel vederci così d’accordo su tutto. Decido di fargli la domanda difficile.

E sapete che mi risponde?

“Cosa me ne frega a me se a due omosessuali vengono dati dei diritti di convivenza. Non sono certo questi i miei problemi.”

No, infatti. Questo è il bello. Ad uno che tira via i ragazzi dalla strada, uno che “fa” davvero, cosa volete che gliene freghi? Cosa volete che gli tolga?

Mi racconta persino che in una delle case occupate dalla destra c’è una coppia omosessuale che vi abita. Trasecolo e lui ride. Certo. Per noi, i poveri, sono tutti uguali.

Certo. X., mi ha raccontato anche le cose che non gli piacciono della destra romana. Mi ha raccontato dei nani. Quelli che vengono spediti a menare le mani. Le cose che non gli piacciono e con cui, forse, condivide un luogo virtuale che si chiama destra, come d’altronde noi abbiamo condiviso per anni ( e ancora lo facciamo parzialmente) un luogo che si chiama sinistra con altrettanti picchiatori (mi aspetto il cazziatone di Sciltian, qui). E chi picchia le mani per una maglietta per me è fascista tanto quanto.

Andrò a trovare X. A me la boxe non piace, ma penso che sia uno sport che quantifichi e qualifichi lo sfogo e trovo che qualsiasi cosa quantifichi e qualifichi lo sfogo fisico sia cosa buona e giusta: sottoporla alle regole sportive, al rispetto. Al contenimento e all’uso proprio.

Sosterrò, se dovesse capitarmi di farlo, il lavoro di X.

Una cosa è certa. A proposito di radical-chic, c’è a Roma un problema di interpretazione sociale. E a volte, ahimé, lo dimostra persino la vittoria di Alemanno, questa destra ha una capacità penetrativa migliore della nostra. Dovremmo avere la capacità, l’umilità di capire quali sono i criteri di comunicazione e di soluzione. Non è detto che ciò che non ci piace vedere o ascoltare sia sbagliato. Ecco, in questo sì, la sinistra spesso pecca di visione radical-chic, che finisce per essere una visione di chiusura, di non volontà all’ascolto.  Forse, semplicemente, alcune cose, di questa città non le capiamo.

p.s. Tengo a precisare, per dovere di cronaca, che questo tipo di incontri non sono nuovi…anzi. Leggere qui per i pionieri del caso.

E Fini ricorda Berlinguer

10 giugno 2009 § 2 commenti

E Fini, l’outsider, ricorda la questione morale, il coraggio e il rispetto.

Lo dico. E non mi vergogno: E’ l’unica carica dello Stato (a volte più di Napolitano) da cui mi sento rappresentata.

Pur nelle diversità.

Credo che gli manderò una tessera del PD ad honorem. Io, intanto, lo inviterei a Piombino. Lo vedo meglio lì di tanti altri. E lo vedo meglio lì di dove sta ora.

A parte gli scherzi. Un Paese diverso passa anche da una destra diversa. Peccato l’Italia in preda da una grande anomalia. Mentre la giustizia viene uccisa. Ovviamente dopo le elezioni.

p.s. sto ricevendo mail e msg su facebook da tantissime persone…anche di destra.  L’idea di Paese colpisce, va oltre gli schieramenti e colpisce tutti. Bello questo. Grazie.

Se Fini vota Scalfarotto…

27 maggio 2009 § 12 commenti

Tanto tempo fa incontrai Fini in un famoso ristorante di Anzio.

Anzi.

Io ero una leader del movimento studentesco locale senza soldi e passeggiavo al porto. Lui mangiava in uno dei ristoranti più costosi. Mi avvicinai. Eravamo alla svolta di Fiuggi. Mi capitava di passare il mio tempo “studentesco” con molti giovani dell’allora Fronte della Gioventù. Io, avevo la tessera di Rifondazione Comunista.

Gli strinsi la mano. Gli dissi: non ti voterò mai, ma mi piaci. Così. Lui si alzò. Mi strinse la mano. Non fece una piega davanti alla mia palese mise di sinistra.

Oggi, una finiana di ferro dichiara il suo voto a Ivan Scalfarotto.

Poco prima di leggere la notizia avevo finito per l’ennesima volta per dichiarare (e non mi vergogno) che qui, di gente radicata, di gente vicina alla gente, c’erano i DS e AN. Entrambi ci stiamo alquanto corrompendo con gli altri. E gli stiamo anche, almeno a Roma, regalando una forza che NON avevano. Sarò impopolare. Mancherà qualcosa a loro rispetto a come vediamo il mondo….certo. Non siamo uguali. Siamo molto diversi. Ma avevamo il pregio di stare a contatto con la strada. Di sentire i problemi. Di capirli. Di andare oltre. Non conto più sulla punta delle dita gente che votava AN d’accordo con a riconoscere le coppie gay. Lo devo dire. Devo farlo. Anche adesso che stiamo per andare al voto. E’ una questione di onestà intellettuale. (E lo so benissimo che la Carfagna ha tolto la pagina sull’omofobia dal sito internet… lo so e sto tartassando gli amici di destra su questo.)

Ma decisamente preferisco Giorgia Meloni qui (sì, piddini rabbrividiamo insieme a vedere questa foto, ma questo è quanto sta accadendo e aggiungo che Fini ha un progetto di legge sulle coppie di fatto bello che pronto), a molti miei compagni di partito e davvero, non riesco a vergognarmi. Minimamente.

Non lo prendete, poi, come uno spot. Ma solo per farvi capire cosa è successo prima della PDL, allo sciogliemento di AN, l’avessimo avuta noi, una giovane così che diceva queste cose ad un congresso.

Aggiungo dolorosamente che il documentario “Over the Rainbow” (che parla di due donne lesbiche che vogliono fare un figlio) è stato proiettato al Senato con i saluti di La Russa, Gasparri e molti altri insospettabili della destra. La destra, eh. Non Forza Italia. A breve seguirà post dedicato. Appena mi riprendo da questa notizia, rivoluzionaria. Silente. Come al solito quando in Italia avviene qualcosa di insolito.

Torinonlodicosoloio.

26 maggio 2009 § 2 commenti

Vabbé…come tutti gay ho solo anticipato una moda. Tzé.

Li chiamano trend-setter nel marketing.

La movida torinese.

No (more) one company town.

Da qualche parte gli intellettuali hanno lasciato eredi.

Fare il turista a Torino.

Il nord dove la lega e Berlusca non attechiscono, ovvero il villaggio di asterix che resiste.

Ed altro ancora.

Quando è che celebreremo il modello Torino e seppelliremo il modello Roma? Spero presto. Molto presto. Peccato che Torino la “sai” solo se ci sei stato, se non ci sei stato non la “sai” e non sai cosa ti sei perso e speriamo che Torino lo sappia e impari a “dirsi” anche a chi non c’è stato.

Dove sono?

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