Il balzo in avanti del mondo.

7 novembre 2012 § Lascia un commento

Diciamo che oggi la comunità omosessuale mondiale ha fatto un balzo in avanti eccezionale, in un solo giorno: Obama (grande sostenitore dei matrimoni dopo i primi tentennamenti al primo mandato) che vince, i matrimoni gay approvati ovunque vi era il quesito referendario negli USA. E ancora: in Spagna non si toccano né matrimoni né adozioni e in Francia estensione del matrimonio anche alle coppie gay.

p.s. sono d’accordo con molte cose che ho letto oggi in giro, condivido l’amarezza della comunità italiana e del popolo del centro sinistra sulla nostra arretratezza: siamo indietro. Il centro sinistra è indietro e oggi sarebbe stato bello sentire tutti i candidati dire: matrimonio senza se e senza ma, come programma collettivo e non avremo pace finché non sarà così.

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Yes, we will.

7 novembre 2012 § 1 Commento

Obama ha vinto. Ora vado a nanna. Ma sono tanto felice e penso che questo faccia bene agli americani, ma anche a tutti noi.

Le altre cose in ballo negli USA oggi.

7 novembre 2012 § Lascia un commento

L’aborto, i matrimoni gay, la marijuana. (scusate mi distraggo nell’attesa)

Intanto la Spagna

7 novembre 2012 § Lascia un commento

Mentre non riesco a dormire e benedico ogni singolo collega del Ohio, in Spagna la Corte Costituzionale sancisce che matrimonio ed adozioni non si toccano. Che sia di buon auspicio per Obama che in 4 anni, dapprima contrario, è divenuto il più grande sostenitore della nostra uguaglianza. Forza Obama. Forza.

No alle “Unioni Civili”, ovvero il più grande errore gay del nuovo millennio

8 giugno 2012 § 20 commenti

In questi giorni una parte del movimento LGBT, personalità più o meno famose e nomi più o meno noti della TV e della politica hanno lanciato una campagna che si chiama “Una volta per tutti” che, andando al sodo, vuole l’approvazione di una legge valida per le coppie conviventi dello stesso sesso ed aggiunge qualche norma per un istituto light per gli etero.

Insomma nel mese dei Pride, nel 2012, una parte del movimento fa marcia indietro e torna all’epoca dei PACS radendo al suolo il percorso fatto negli ultimi anni, quello che ci ha fatto dire in modo univoco e forte che vogliamo il matrimonio.

A prescindere dall’idea che ognuno di noi ha del matrimonio, la sua estensione è un principio di uguaglianza. Punto. Non ci sono distinguo o “ma” da aggiungere.

Buffo poi che mentre Obama, Hollande e Cameron si apprestano a legiferare in tal senso, qui a tornare indietro non siano i partiti, ma un bel pezzo di movimento e di gente gay friendly.

Ritengo, umilmente, che questa raccolta di firme sia un errore madornale che segna tra l’altro una frattura fortissima nel movimento LGBT.

Mi spiego.

E’ un errore che di nuovo si torni a chiedere “qualcosa in meno di tutto”

E’ un errore perché la politica non aspetta altro che poter dire a chi, come noi, diciamo solo “matrimonio” che siamo degli estremisti.

E’ un errore perché indebolisce la già scarsa forza delle persone omosessuali in Italia e le rende, ancora una volta, carne da macello per il prossimo 2013. Ad applaudire in prima fila gli appassionati di sigle e siglette che non vedono l’ora di darci ancora qualcosa in meno di quanto chiesto in questa iniziativa. Ricordate? Chiedevamo i PACS, provarono ad insultarci con i DICO, poi nemmeno quelli. Insomma un film già visto, un copione noto. E allora perché ripeterlo?

E’ un errore perché alleare la comunità LGBT con gli eterosessuali che NON vogliono sposarsi o non possono farlo (per matrimoni precedenti) è scorretto politicamente. Noi siamo diversi da loro. Noi non siamo uguali a loro perché loro non vogliono sposarsi o avrebbero solo bisogno del divorzio breve.

Un altro discorso, più serio, sarebbe stato trovare alleanze con gli eterosessuali per una riforma forte e profonda del diritto di famiglia che ricostruisca le leggi intorno alla trasformazione che oggi le famiglie hanno subito ed attraversano.

Aggiungo che sono consapevole che probabilmente noi non avremo il matrimonio fin da subito, ma uno strumento giuridico. Vedremo con quali forme. Ma quel compromesso deve avvenire in parlamento e sarà possibile solo se la comunità LGBT chiederà in modo esplicito la parità totale e cioè il matrimonio.

Se ci mettiamo a chiedere, divisi, due cose diverse, stiamo fritti. Lasciamo che i compromessi li faccia la politica, impediamoli il più possibile votando le persone migliori (qualora sia possibile).

Per questo motivo non aderirò a quella campagna e chiedo a tutti i militanti LGBT di sensibilizzare amici, parenti e compagni sulla pericolosità di questa iniziativa.

Le persone omosessuali, anche quando NON vogliono sposarsi, anche quando siano dei single incalliti da una botta a sera (perdonate la grevità), vogliono il matrimonio. Nel senso che vogliono poterlo avere. In sostanza vogliono essere uguali. Punto.

Aggiungo che so perfettamente che molti coloro che hanno aderito sono in buona fede, non ne dubito. Ma vedere che tante associazioni, le più grandi, si stanno dissociando, mi fa pensare che forse una discussione ampia e coinvolgente andasse fatta. O no?

Ma non mi sento di tacere davanti a quello che considero il più madornale errore del millennio per la comunità LGBT italiana.

p.s. chiaramente parlo di “Unioni Civili” a livello nazionale. Ogni cosa che si può fare a livello locale per fare avanzare i diritti è cosa buona e giusta.

Obama e il Republican Day

13 settembre 2009 § Lascia un commento

Sembra che per la prima volta (http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/obama-presidenza-11/piazza-contro-obama/piazza-contro-obama.html) Obama sia stato contestato pesantemente durante una manifestazione contro la riforma Sanitaria che Obama ha capito di dover fare dopo averla promessa. Una vera rivoluzione epocale del sistema americano. Effettivamente socialista per un cow-boy texano (lo capisco).

Da “manifestante” in pectore, ritengo che un Governo debba sempre rispettare il dissenso, possibilmente capirlo, ascoltarlo e trovare soluzioni.

Mai reprimerlo o dileggiarlo. Questo assolutamente mai.

Ovviamente ci sono manifestazioni e manifestazioni.

Quando venne organizzato il Family Day a Roma (una sola volta) nel 2006, nell’anno in cui Prodi tentò di fare approvare quella schifezza dei Dico, ricordo l’imponenza dei mezzi messa in campo dalla lobby clericale: autubus di Roma tappezzati di cartelli promozionali dell’evento, spazi radio, uscite continue in tutte le televisioni, Pezzotta ovunque a blaterare frasi in difesa della famiglia tradizionale, con tanto di smorfie di disgusto verso gay e lesbiche. Il giorno del Family Day decine di autobus (pagati sappiamo tutti da chi) da tutta Italia vomitarono famigliole numerose, vecchie signore con rosario, giovani ancora non dotati di senno con chitarra, qualcuno davvero convinto malgrado possessore di senno , qualcuno solo non informatissimo e piegato ai sermoni che in tutta Italia in ogni Chiesa si susseguivano.  In fondo un gay ed una lesbica ed un trans sono stati un mistero anche per noi, un mistero da respingere, finché non lo abbiamo visto allo specchio quel mostro e ci abbiamo riso su. Il Pride di qualche settimana dopo raccolse il doppio delle persone, venute a spese proprie e grazie solamente ad un comunicato stampa passato come al solito.

La forza di una convinzione inclusiva è sempre più grande e duratura di un rifiuto esclusivo (non dimentichiamolo mai questo).

Ma torniamo ad Obama.

Una contestazione organizzata dai repubblicani, da quelli che nemmeno lo riconoscono presidente in quanto nero ( e quindi hanno il solo interesse a contestarlo) , dalle lobby delle compagnie assicuratrici che vogliono a tutti i costi impedire la riforma sanitaria, io non la prenderei molto sul serio. Non perché non consideri questo accrocco di reazionari non pericoloso. Anzi.

Fossi Obama andrei subito in quegli stati, ne ascolterei il malessere, li rassicurerei che una riforma Sanitaria aperta a tutti è un bene per la collettività. Questo non fermerà le lobby, ma colpirà quelli che sono in buona fede e di cui le lobby si approfittano (anche noi avremmo voluto che Prodi spiegasse all’Italia che i nostri diritti non tolgono una virgola alle famiglia, ma lasciamo stare và).

E fossi in Obama rafforzerei la scorta. Quella sì.

Obama…il democratico.

18 giugno 2009 § 1 Commento

Promette addirittura più di quanto promesso in campagna elettorale e libera le energie rainbow degli Stati Uniti, qui.

Quasi, quasi…Detroit.

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