Equità?

Cittadino: Canone RAI 112,78€. Pagato in ritardo di un anno 17,94€.

Stato: debito di 1030€ dal 2007. Pagato nel 2012, interessi 15€.

Equità?

Fornero sui gay.

“Nei confronti degli omosessuali e dei transgender il mio impegno è pieno”.

E ancora: “La diversità è un valore, deve essere tra le cose che i bambini imparano da piccoli”

e

“i semi si gettano tra i bambini e soprattutto nelle scuole”.

Il Ministro Fornero, nata a Torino, che finalmente prende l’argomento dal punto giusto. Vuoi vedere che come tolgono 1300€ al mese si deputati questi fanno pure le Unioni Civili come atto banalmente di adeguamento “europeo”? Vediamo.

Sempre ricordando a tutti che noi vogliamo tutto. Matrimonio e adozioni.

La democrazia misurata dallo stato di salute dei suoi strumenti: i partiti.

Dice su facebook l’onorevole Morassut, autorevole esponente del PD laziale ieri su FB:

Quando un eletto, come accaduto a Roma nei giorni scorsi, che rappresenta l’intero Partito organizza manifestazioni pubbliche autonome con grande dispendio di mezzi per pesare nel partito non con le idee ma con una presunta potenza, in un partito come il PD deve porsi un problema. Soprattutto quando questo diventa un costume diffuso e non un caso isolato. Un partito che vuole aprirsi alla società deve bandire queste iniziative.”

E’ di oggi la notizia che il senatore Lusi, oggi PD, ed ex tesoriere della Margherita avrebbe confessato di essersi appropriato in qualità di tesoriere di rimborsi elettorali per scopi personali. Sembra che Lusi abbia confessato. Io dico che secondo me dobbiamo smettere di fare i finti tonti che cascano dall’albero quando arriva la magistratura. Ville, case, manifesti ovunque e per tutto l’anno, anche per fare auguri di Natale, bella vita.

La politica sarà anche casta, ma si vede anche dalle scarpe chi usa quei soldi per battere i territori o per fare altro. Ci sono consiglieri regionali e deputati con le suole usurate, che fanno la fila alla posta, che pagano i loro collaboratori con un contratto in regola, che i soldi li usano per fare politica, per viaggiare, per dare una mano ai circoli o per supportare iniziative sane di associazioni e società civile.

A Palermo il PD ha passato i mesi ad appoggiare la giunta Lombardo e molti (non tutti e voglio ricordare Mila Spicola e Giuseppe Ciraolo che in tempi non sospetti ci hanno trascinato a combattere quella follia, lotta sempre caduta nel totale silenzio malgrado la pioggia di avvisi di garanzia) per salvaguardare l’unità del partito non si sono opposti.

Così oggi a Palermo non si riesce a mettere in campo un’alternativa credibile al disastro di Cammarata.

Nemmeno le primarie si riescono ad organizzare. I nomi che si leggono, oggi, sono quelli di Orlando (grandissimo sindaco dell’era in cui lo erano anche Bassolino e Rutelli) e quelli di Rita Borsellino che rappresentano gli ultimi venti anni di centro sinistra siciliano. Così persino la battaglia di Davide Faraone, sembra essere assolutamente illegittima, perché in un partito immobile per restare uniti, chi fa la voce fuori dal coro è sempre un guastafeste. Su Faraone non ho un’opinione e probabilmente questo è un problema, perché un partito che non funziona non consente a nessuno di farsi un’opinione corretta sui suoi esponenti. E quindi genera astensione. Genera odio. Genera sfiducia. Genera l’appiattimento del “sono tutti uguali” che poi finisce per favorire solo chi il voto se lo costruisce a livello clientelare.

Perché se i partiti stanno male, la democrazia sta malissimo. E se volete sapere come sta il PD del Lazio ve lo racconto qui. E ve lo racconto perché se ne parliamo le cose poi cambiano.

Cambiano perché tutti lo sanno e soprattutto perché chi vorrebbe che certe cose non si sapessero, invece di nasconderle, semplicemente dovrà smettere di farle. Alziamo questa benedetta asticella.

Primarie a Palermo.

Tutto quello che il PD Sicilia ha sbagliato fino ad adesso viene al pettine a Palermo. Pietro Raffa prova a riassumerlo.

Uno dei tanti motivi pervenire a votare nel Lazio alle primarie del PD Lazio, per non fare la fine della Sicilia e di Palermo.

(Io posso dirlo visto che ho i globuli rossi a forma di Trinacria.)

Primarie PD Lazio -14gg

Già tantissimo entusiasmo, come sempre.

Ho visto le nostre liste in tutta la provincia. Tutti militanti impegnati sui territori, nessuna trovata di marketing.

Gente di tutte le età, capoliste tutte donne perché sono le donne che ti hanno chiesto di candidarti.  Tanti giovani anche loro da mesi accanto a te nel chiedere soprattutto il rispetto delle regole. Sono le donne ed i giovani, ad averti accompagnato in questo percorso che dura mesi e ha portato tutto il Partito alle primarie. Sono loro che hanno “deciso” che dovevi candidarti. Dimostrazione che il ricambio di genere e generazionale non è mettere un giovane o una donna, ma prendere decisioni tutti insieme.

Ora in bocca al lupo a tutti noi, a tutto il Partito Democratico del Lazio.

Ti meritiamo segretario per la tua limpidezza, per la forza con cui prendi le decisioni, la forza della libertà totale da ogni potere costituito. Daje, Giovanni Bachelet.

Si vota il 12 febbraio e vi farò una capa tanta per convincervi che votare alle primarie del PD Lazio è già un bel modo di aiutarci a cambiare il PD.

Quando morirà Berlusconi….

Potremo dire tutto su di lui. Tranne che fosse un’ipocrita.

Questo è un aspetto del berlusconismo su cui dovremo ragionare a fondo. Siamo circondati di ipocrisie e commemorazioni ipocrite che quando qualcuno muore tutti lo ricordano, malgrado le sue azioni (come se la morte fosse un fatto straordinario e non assolutamente democratico). Questo afflato collettivo rischia, nel bene e nel male, di determinare una totale indistinzione, come se la morte ci rendesse tutti uguali. Una forma di ingiustizia post mortem. Io non ricorderò Andreotti come ho ricordato Pertini. Non ricorderò Cossiga come ho ricordato Berlinguer.

Berlusconi, oggi – tacendo sulla morte di Scalfaro, non partecipando in alcun modo alla commemorazione nazionale, nemmeno nel suo ruolo di ex uomo di Stato – riesce a spiccare, a manifestare una diversità, una vera e propria allergia ai salamelecchi e alla burocrazia dei sentimenti di Stato.

Forse questa è la sua attitudine che più di ogni altra ha creato consenso nel popolo italiano. La possibilità di ribellione, di sovvertire le regole, di evaderle ed essere felice, anzi di apparire giusto nel farlo. C’è del marcio in questo sentimento, dell’individualismo sfrenato che passa per un menefreghismo assoluto per il bene comune. Ma c’è anche – e saremmo folli a non coglierlo – un bisogno profondo di rappresentazione del reale, di concretezza estrema, di distinzione netta.

La natura di quella relazione tra Berlusconi e gli italiani mi sembra ancora totalmente incompresa. Malgrado tutto. E sta lì, a ricordarmi che non è ancora finita. Non ancora.

Le Iene sui (nostri) manifesti abusivi.

Se ve lo foste perso, lo potete rivedere qui.