Lo sciopero di Ivan per le Unioni Civili.

2 luglio 2015 § 12 commenti


Il mio amico Ivan ha deciso di cominciare lo sciopero della fame perché il tempo non basta più. 

Qualsiasi cosa possa servire a puntare l’attenzione sul DDL delle Unioni Civili fa bene. Mobilitiamoci tutti affinché tra emendamenti e veti incrociati questa volta si faccia una legge che non è vero come dice Vincenzo Branà​ (a cui voglio bene) che non serviranno a niente.

Se il testo passa così come è adesso significa avere un istituto equivalente al matrimonio e dare la possibilità ai nostri figli di essere figli fino in fondo e non a metà. Non è il matrimonio, ok. Non è la parità, ok. Ci certifica diversi, è vero. Vorrà dire che in Italia si farà come in Francia, Germania e UK e ci arriveremo in due step invece che uno. In questi sabati di Pride, in questi giorni di in cui la Corte Suprema ha deciso di estendere il matrimonio in tutti gli USA, ho visto una comunità più unita, allegra, pronta. Bellissima. Ogni maledetto sabato di giugno ho guardato le nostre foto e ho pianto come un’idiota. Questo non è il momento di dividersi. Mettiamo questa benedetta (e lo sarà) prima pietra. Ivan Scalfarotto​ è del PD, sì.

E’ un membro del Governo, ok. A maggior ragione da dentro sta rompendo le palle. Io sono dalla sua parte perché la sua parte è la mia parte e non voglio più aspettare. Mi piace anche l’idea del Gay center #digiuniAmo. Voi che fate?

§ 12 risposte a Lo sciopero di Ivan per le Unioni Civili.

  • Lorenzo M. scrive:

    Lo so che con il senno di poi è tutto più facile a dirsi.
    Ma non ce la faccio: era chiaro pure ai sassi che Renzi avrebbe venduto pure la nonna per una poltrona, per sedere tra quelli che contano, per comandare.
    Era chiaro sin dall’inizio che si sarebbe avviato un pauroso compromesso al ribasso, che il nuovo Pd che ha cambiato verso non sa proprio dove siano di casa tanto i diritti civili che la dimenticata questione morale.
    Arrivare dopo mesi a stupirsene non può che minare ulteriormente la poca credibilità rimasta a chi ora non trova di meglio che lanciare poco significative forme di protesta: è semplicemente troppo tardi.

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  • Jacopo scrive:

    quando era bersani il segretario, cristiana diceva che voleva il matrimonio subito, costi quel che costi, e anzi, diceva che lo voleva “nonostante bersani”.
    lo stesso bersani che, fosse stato per lui, lo avrebbe anche deciso, il matrimonio subito; peccato che c’era gente, nel pd, che non lo voleva; e capitava di sentir fare discorsi spassosi ai bersaniani, del tipo, “fosse per me, per noi, ci sarebbero le nozze gay, però per governare il paese [dicevano così, quando si trattava di mandare giù un po’ di cacca: che era necessario per “governare il paese”] abbiamo bisogno anche dei loro voti, e quindi è meglio trovare un buon compromesso”.
    faceva giustamente schifo a cristiana, all’epoca, questo cosiddetto “buon compromesso”.
    oggi, quelli che frenavano sui matrimoni gay, che non li volevano, sono tutti renziani.
    tutti.
    oggi a cristiana non fa più schifo il compromesso.
    ok, dice, ci si impiegherà un po’ di più, ma ci arriveremo.
    (nel frattempo ci è arrivata l’irlanda, che è tutto dire. di questo passo ci si farà superare in retromarcia perfino dalla polonia).
    scalfarotto, avido di poltrone come ogni renziano degno di questo nome (se mai un renziano può essere degno di qualcosa) fa lo sciopero della fame ma non si dimette, per carità; però “rompe le palle” nel partito, come no.
    spiace vedere questioni così importanti in mano a gente come scalfarotto, e ancora di più un’ennesima, acritica, fediana (da fede, nel senso di emilio) difesa del governo, e dei suoi elementi peggiori (ammesso che ce ne sia qualcuno di non peggiore, lì dentro…).

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    • calicata scrive:

      Jacopo confondi posizioni di partito con quello che si può fare con questo oarlamento della sconfitta del 2013. Scusami ma fai confusione. Oggi stiamo discutendo di una legge non di una posizione politica. Se hai pazienza di leggere i tanti post non troverai alcun cambiamento. Troverai anche molte critiche a qursto pd e a Renzi in passato. Ciao.

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      • Jacopo scrive:

        cristiana, la verità è che il pd non avrebbe e forse mai avrà la possibilità di fare, DA SOLO E CON L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE, una legge che preveda il matrimonio.
        questo era ben noto illo tempore anche a bersani, che sapeva cosa pensava una parte ben determinata del suo schieramento, e sapeva anche che questa parte era decisiva allora – seguendo una logica perversa – come lo è oggi, – seguendo la stessa logica.
        per questo bersani, che non era in grado di fare il segretario, invece di rompere con questa parte di partito, preferiva non scontentare nessuno (o meglio, scontentare gli altri, quelli che il matrimonio lo volevano) e fare in modo che il partito all’epoca sui matrimoni gay avesse, di fatto, una “non posizione” ufficiale (se non un nebuloso “unioni alla tedesca”, che comunque non era nulla di diverso nè di peggiore rispetto al ddl cirinnà); mentre invece, come era logico, abbondavano le singole posizioni individuali, da quelle pro matrimonio senza se e senza ma (nel mio piccolo, anche la mia) a quelle di adinolfi.

        oggi renzi è al governo, e per ottenere il matrimonio, se davvero lo vuole, ben potrebbe cercare e trovare una maggioranza trasversale e ampia, con grilloni e sel, per dire (i primi hanno già detto che gli andrebbe bene, sui secondi non esiste l’ombra di un mezzo dubbio).
        ma non lo fa. come mai? non era lui il rottamatore, quello che tirava dritto, quello che non guardava in faccia a nessuno?

        nel frattempo in europa la situazione è cambiata: la francia ha il matrimonio, l’irlanda, il paese sul punto più medievale del continente insieme a italia e polonia, con un referendum ha spazzato via in un lampo secoli di buio; la germania, perfino la germania, ci sta ripensando sul punto, e probabilmente passerà ben presto dalla lebenpartnerschaft attuale al matrimonio propriamente detto.
        insomma, manchiamo solo noi, che se andrà bene faremo, non si sa come e non si sa quando, una legge che ci avrebbe messo nella media (non più avanti degli altri, nella media) dieci o cinque anni fa e oggi ci renderebbe in ogni caso il fanalino di coda.

        (però a scalfarotto hanno finalmente dato una poltrona e figuriamoci se è disposto a rinunciarvi per una battaglia ideale e di civiltà; meglio uno sciopero della fame; che poi col caldo che fa, chi è che ha voglia di mangiare?)

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        • calicata scrive:

          Perchè se lo fa cade il governo. E non è il momento.

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        • Jacopo scrive:

          ecco, questa risposta spiega tutto.
          sai qual’è il punto?
          che una risposta di così avrebbe potuto darla benissimo un bersaniano, anzi bersani stesso.
          “non è il momento”, dicevano loro, “non è il caso”, “se fosse per me lo farei, però…”.

          c’era sempre di mezzo un “ma”, un “però”, un qualcosa che non andava.

          ma non era proprio questo, a conti fatti, che il rottamatore diceva che bisognava rottamare?

          p.s. e non mi addentro a discutere nel merito (perchè secondo me non è mai il momento di governare con alfano, verdini, giovanardi, adinolfi, e smetto per sfinimento; non è mai il momento specie se ci si cerca di vendere come un partito “di sinistra”).

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        • calicata scrive:

          Se governi sì, se stai ancora mettendo ke toppe alla sconfitta del 2013, no.

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        • Jacopo scrive:

          e in ogni caso, cristiana, scusa, ma non credo che se si dimette scalfarotto, che se non sbaglio è sottosegretario ai rapporti col parlamento (carica che solo a leggerla fa capire che è stata assegnata come premio fedeltà) poi cade il governo: più probabilmente, morto un sottosegretario ai rapporti con il parlamento se ne farà un altro, e almeno scalfarotto avrà dato prova di dignità e reale attaccamento alle battaglie che a parole dice di voler fare.
          (ma tanto scalfarotto non si dimetterà)

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        • Jacopo scrive:

          cristiana, ma qui in realtà renzi non sta “mettendo le toppe” proprio a nulla!
          alfano, e verdini, sono i suoi alleati naturali.
          da quando lui è segretario, il pd ha perso elementi e voti (parecchi voti) a sinistra, mentre si è assistito a una consistente transumanza di parlamentari da destra (tutta scelta civia, in prattica, ichino, andrea romano, la giannini, personalità irrinunciabili; e sì, qualche tizio come gennaro migliore).

          questo governo è il vostro governo, senza se e senza ma.
          senza più sinistra, chiaramente e sempre di più spostato verso destra.
          questo governo il matrimonio gay non lo farà mai.
          al massimo le unioni civili.
          dunque, cosa ci sta a fare lì scalfarotto?

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        • calicata scrive:

          Un bel pezzo di sel è entrato nel pd su tutti i territori. Più che i nomi di scelta civica cge erano comunque più pd di molti altri. Alcuni sono fondatori del PD. Quello che dici è una tua opinione che ruspetto ma non condivido. A meno che non vogliamo dire che anche Tspras è di destra come sostiene qualcuno.

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        • Jacopo scrive:

          un bel pezzo di sel è entrato nel pd per pura fame di poltrone, oppure per paura di scomparire (e ho troppo rispetto per la tua intelligenza per non pensare che anche tu lo sai benissimo: migliore è la punta, scandalosa, di un iceberg: davvero possiamo credere che lo abbiano fatto per un motivo ideale? suvvia).

          quanto a quelli di scelta civica: dici bene erano “più pd” di molti che al pd son sempre stati iscritti: il pd veltroniano e oggi renziano, destrorso, moralmente molle e colluso, ipocrita, liquido, lideristico (con la i) incapace, mediatico; peggio per i beoti come me, che quando era stato eletto bersani si erano iscritti salvo poi pentirsene amaramente dopo meno di un anno. in ogni caso, questa è la prova che pd e sinistra sono due cose diverse.

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