PD 2.0: un orecchio fuori e un orecchio dentro.

8 maggio 2017 § Lascia un commento

L’opportunita’ che ha adesso il PD di innovare e di portare competenze e’ l’ultima. Se assomigliera’ al vecchio apparato e si chiudera’ per “paura” fallira’. Se fara’ quello che non ha fatto nei corsi precedenti (o nel del tutto) e che avrebbe dovuto fare fin nella sua fondazione (non fondere due partiti ma rifondere due partiti ormai vecchi con il Paese e rifondare una speranza collettiva) potra’ ritrovare le ragioni della sua nascita e la componente positiva di quella “rottamazione” che rappresentava il desiderio di cambiamento. Lo stesso cambiamento che la Francia (con entrambi i candidati e nel bene e nel male) ha chiesto a queste ultime elezioni. E’ l’ultima chiamata e non va sprecata, allargando il piu’ possibile, aprendo finalmente le famose porte e finestre sulla soglia delle quali alcuni di noi sono rimasti perche’ si sta bene sulle soglie con un orecchio dentro e un orecchio fuori.

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Perche’ il 30 Aprile votero’ ancora Matteo Renzi (e il PD)

27 aprile 2017 § 3 commenti

L’ho scritto dentro un lungo pezzo scritto per Imille, qui (sotto ne riporto una parte)

Sui diritti civili hanno scritto benissimo Ivan e Paola qui e onestamente dopo le parole di Grillo contro i radicali e i diritti in generale mi pare chiaro che il PD (e in questo caso Renzi) ha fatto bene ad andare avanti. Nel manifesto della candidatura e’ scritto chiaro che il percorso non e’ finito e che adesso si deve mettere mano anche alle adozioni come si era detto prima.

A chi sostiene (gli altri due) che Renzi voglia allearsi con Berlusconi devo rispondere pero’: e’ esattamente il contrario. Chi ha fatto di tutto per affossare il referendum e gode della bocciatura della legge elettorale e’ proprio chi sta condannando il Paese alle larghe intese. Tutto si puo’ dire a Renzi tranne che abbia lavorato per costruire un futuro di larghe intese (anche perche’ metttiamoci d’accordo: non si puo’ dire di lunedi’ che voleva un presidenzialismo e governare tutto da solo e il giorno dopo dire che vuole allearsi con Berlusconi.)

Qui uno stralcio delle cose che ho scritto su Imille e sul perche’ vale ancora la pena votare Renzi e soprattutto PD:

Sono molto d’accordo con chi sostiene che Macron e’ un Renzi che si e’ evitato tre congressi e che arrivera’ (speriamo) alla presidenza senza il cammino di logoramento che ha vissuto Matteo Renzi in questi anni. La differenza tra Macron e Renzi e’ che Macron ha intercettato senza struttura quello che stava accadendo in Francia creando una specie di Partito Democratico a tavolino, Renzi ha provato a prendere la nave del PD dove la fusione calda non era mai avvenuta. Forse e’ stata una follia. Per alcuni Renzi avrebbe dovuto lasciare il PD dopo la sconfitta alle prime primarie, il che avrebbe comportato una sconfitta di Bersani e forse equilibri diversi alla Camera. Forse adesso avremmo una camera in mano a Forza Italia (tra Forza Italia e PD ci fu uno 0,4% di differenza) e larghe intese di centro destra. Nessuno di noi puo’ dirlo. Forse Renzi avrebbe potuto lasciare governare Enrico Letta. Forse adesso avremmo un governo Letta bis o ter, rimpastato un paio di volte, forse non avremmo diviso il paese per fare una riforma costituzionale perche’ solo un folle, da presidente del Consiglio puo’ davvero pensare di fare delle Riforme in questo contesto. Forse per evitare correzioni da penna rossa dall’Europa avremmo avuto anche manovre piu’ pesanti, rincorrendo il salotto europeo invece che il bene del Paese (dove per bene del Paese intendo anche il bene dell’Europa dei cittadini).

Il terremoto ci sarebbe stato lo stesso. Le unioni civili non ci sarebbero state. E nessuno degli ex DS, ex comunisti si sarebbe lamentato. Sai..le larghe intese, Casini, Alfano. E via dicendo. Gli 80 euro non voglio menzionarli. Faccio parte di quelli che non puo’ apprezzarli. Ogni volta che lo dico in contesti dove 80 euro al mese sono tanti, mi prendo quasi una scarpata in faccia. La riforma della scuola non ci sarebbe stata. E forse il PD non avrebbe fatto incazzare gli insegnanti e nemmeno li avrebbe deportati. Semplicemente sarebbero rimasti precari o disoccupati e il PD avrebbe potuto dire loro: e sai, le larghe intese.
Diciamocela tutta. Il Paese senza Renzi al governo sarebbe stato piu’ lineare. Piu’ tranquillo. Senza tutto questo odio che si legge in giro che e’ meglio che vinca Grillo con i suoi fascisti piuttosto che Renzi torni al governo. Il Paese senza Renzi sarebbe stato piu’ uguale a se stesso. Un po’ lento. Un po’ democristiano. Un po’ che le cose ci accadevano sotto il naso e tutti avremmo dato la colpa a Berlusconi che governava oppure a Letta che governicchiava. E noi di sinistra ci saremmo sentiti con il cuore in pace. Il cuore in pace in politica e’ quando e’ colpa di qualcun altro e si puo’ manifestare contro qualcuno o qualcosa tutti insieme. Come si stava bene quando c’era Berlusconi. Diciamoci anche il resto. Matteo Renzi e’ antipatico. Io che lo conosco bene, quando lo vedo in TV gli tirerei una scarpa. E glielo scrivo pure.

In questi anni ha trascurato tantissime cose. Ha fatto una cazzata su Roma (come e’ noto non ho tralasciato di dirglielo) e non importa se questo sta mostrando al mondo la totale inettitudine del M5S. Ha trascurato di curare il partito, ma diciamocela anche tutta. Costruire una casa su un’altra casa non e’ una cosa semplice. Questo ragazzo e’ stato cosi’ folle che dopo avere perso le primarie invece di fondare un partito e affossare Bersani, ha covato il sogno (con quel suo modo insopportabile) di poter continuare a cambiare quella casa.

 

La camera approva.

11 maggio 2016 § 5 commenti

La camera approva. La camera approva. LA CAMERA APPROVA. Grazie, grazie e grazie a tutti i senatori e deputati che hanno votato la fiducia, a chi voleva di più come tutti noi. Grazie a chi ha combattutto fino all’ultimo per ottenere di più e continuerà a farlo, grazie…grazie a tutti quanti noi. Ora il matrimonio. Se qualcuno dice di voler fermare Renzi, non ha capito che dovrà fermare un’onda di civiltà. Li travolgeremo. Sempre affettuosamente parlando. ‪#‎unionicivili‬.

Due sassolini (per la minoranza PD)

7 marzo 2016 § 8 commenti

Io non capisco la cosiddetta minoranza PD. Cosa c’entra il doppio incarico di Renzi con la scarsa affluenza a Roma? Quindi a Napoli e altrove invece il doppio incarico ha funzionato? Roma è un discorso a parte di cui è più responsabile la minoranza PD passando anche per Fassina dell’ultimo renziano in Val D’Aosta. Come la storia di Verdini che vota la fiducia per le unioni civili. E se la legge la votavamo con il M5S? Siamo seri. Parliamo di cose serie. Parliamo tutti insieme di come si può vincere a Roma, dei passi da fare, dell’umiltà da mettere in campo (tutti, perchè se non siamo tutti è un casino). Forza.

Un paio di cose sulla Sicilia e sulla generazione che non deve più candidarsi a nulla.

28 marzo 2015 § 3 commenti

Primarie ad Agrigento da annullare, grazie.

E ad Enna non solo Crisafulli deve fare un passo indietro (e chi se ne frega se la direzione del PD di Enna ha votato in modo plebiscitario la sua candidatura a sindaco, si vede che il PD di Enna è da commissariare), ma forse dobbiamo decidere che c’è una generazione, in Sicilia come altrove, che non deve più candidarsi a nulla. Non si tratta di processi, di indagati, di rinviati a giudizio. Si tratta di opportunità politica.

Come in Sicilia non andavano imbarcati un sacco di personaggi poco perbene, che non è che dobbiamo aspettare i giudici per saperlo.

Ah, su Crisafulli aveva detto già abbastanza Pif, alla Leopolda 2013.

Come valeva per i consiglieri regionali del Lazio che abbiamo premiato in Parlamento. Eccetera, eccetera.

E non mi venite a raccontare che questa gente porta voti. Forse ha tanti voti, ma ogni voto che porta ne fa perdere 1 nel suo stesso territorio e almeno 3 nel resto d’Italia. E basta pensare ai voti che prese in Sicilia il M5S per capire che forse se in Sicilia si affronta per bene la questione morale, forse eh, forse si prendono anche i voti, che non è che i siciliani son tutti cretini o venduti.

Dove sono?

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