Buon Compleanno PD.

14 ottobre 2017 § 1 Commento

Avremo sempre in questo secolo l’esigenza di un partito di popolo, di un partito che “tenga insieme” e non escluda, di un partito orizzontale. Avremo sempre l’esigenza di un partito che interpreti senza nostalgia, ma con coraggio. Avremo sempre l’esigenza di un Partito che cambia, che si evolva, come se fosse una start-up e non una fabbrica del 900 dove conservare dogmi in una teca. Ed avremo sempre bisogno di un Partito che abbia il coraggio di non fare passi indietro sui diritti e sull’etica. Che non faccia compromessi con religioni, con la panza del momento, con il territorio del capo bastone. E avremo sempre bisogno di un Partito che ammetta i propri sbagli e corregga senza paura di dire “ho sbagliato”.
Di un Partito che spieghi le scelte più impopolari siano esse lo Ius Soli o soluzioni per generare lavoro tenendo l’equilibrio tra chiudere un’azienda e i diritti dei lavoratori. Avremo sempre bisogno di un Partito che contenga al suo interno la visione per una città come Roma. Avremo sempre bisogno di un partito come volevamo che fosse il Partito Democratico. Buon compleanno PD.
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Aiutiamoli a casa loro?

29 settembre 2017 § 1 Commento

Impedire ad una famiglia di prendere possesso di una casa popolare è gravissimo. Farlo per il loro colore della pelle (si trattava di una famiglia con tutti i requisiti) è ancora più grave. Ma non si tratta solo di razzismo e ignoranza.
È pura sovversione. È un atto pericoloso che mette in pericolo il Paese, perché genera odio, alimenta differenze. Rende l’Italia vulnerabile perché crea discriminazione. E la discriminazione genera alibi.
Ma come non avevate fatto una battaglia sull’aiutiamoli a casa loro? E l’Italia nel caso di questa famiglia era casa loro.
Poi: avevate fatto una battaglia sul l’occupazione delle case abusive. Bravissimi. Non faceva una piega. Peccato che quando hanno diritto ad una casa popolare li cacciate.

Nel resto d’Europa si costruiscono addirittura case popolari che possano ospitare persone di religione diversa. Si rispetta nell’architettura la diversità perché si è compreso che l’accoglienza è sicurezza. Il resto sono chiacchiere da campagna elettorale indegna di un paese civile.

Nel giorno del rinvio a giudizio degli ex consiglieri del PD Lazio…

28 settembre 2017 § 1 Commento

Nel giorno del rinvio al giudizio degli ex consiglieri del Pd Lazio, un pochino di storia (perché il tempo è galantuomo per tutti, ma speriamo di avere avuto torto…):
 
“Altra vittima dei veti incrociati del tavolo delle trattative è stata Cristiana Alicata, anche lei inserita da Matteo Renzi nel mini-listino a disposizione del rottamatore. Sulla Alicata, attivista LGBT, già candidata alle scorse elezioni regionali del Lazio nel Pd, è scattato, violento, il veto del Pd Romano. La bocciatura del nome di Cristiana Alicata, spesso polemica con la gestione del partito, è arrivata proprio martedì pomeriggio: davanti al netto rifiuto del Pd del Lazio ad inserirla nelle sue liste. Un veto che, secondo alcuni, nascerebbe dalla battaglia, improntata sulla trasparenza, portata avanti dall’esponente democratica contro la ricandidatura dei consiglieri regionali uscenti della Pisana, rei di non aver saputo dire di no al proliferare dei rimborsi per i gruppi consiliari. Consiglieri regionali che, paradossalmente, grazie alle primarie dei parlamentari, in qualche caso ritroveremo addirittura in Parlamento. E’ il caso, per esempio di Bruno Astorre o Claudio Moscardelli. Tutti candidati nelle liste del Senato nel Lazio, e tutti riconosciuti come veri e propri “imperatori” delle preferenze nel territorio laziale. “

Una settimana in California.

28 settembre 2017 § Lascia un commento

21765368_10155734507787838_4345253592348307095_oCosa mi resta del poco che ho visto della California? Sicuramente il traffico. Queste immense autostrade in cui i californiani passano tantissime ore. Che è anche uno dei motivi per cui si sta lavorando sulla guida autonoma: invece di inventare una forma di servizio pubblico (treni veloci, tram) in queste immense città (la città metropolitana di Los Angeles conta 16 mln di abitanti) si trasforma la propria auto privata in una forma di servizio privato. Non so se mi piace. Non so se è la soluzione per la mobilità del futuro, sopratutto in Italia. 

Poi la disperazione. O meglio: la distribuzione della disperazione. Città che non vogliono la disperazione. Città che la tollerano. Risultato: la disperazione si concentra nei luoghi in cui viene tollerata. Così da Beverly Hills o Rodeo Drive (la città di Los Angeles dello shopping, quella di Pretty Woman, per capirci) i barboni sono trasportati dalla polizia a Santa Monica.
Poi la globalizzazione. Impossibile trovare qualcosa che non esista anche in uno dei nostri centri commerciali.
Poi le nuove frontiere della ricerca. La raccolta dei Big Data che consentiranno di prevedere malattie, forse di prevedere la morte. Forse di posticiparla, forse di eliminarla (il che implica discussioni etiche enormi: se non si morirà più, avrà senso nascere? Che implicazioni numeriche porterà?).
E ancora: l’Africa nera. Non per il colore della pelle, ma per l’assenza di ricerche su google. L’unico continente isolato dal resto dal mondo se si escludono minuscoli puntini, pochissime città.
Poi i cartelli fuori dagli alberghi: negli stessi luoghi dove è vietato fumare, si avvisa la gentile clientela che il cibo servito può provocare il cancro, o fare male alle donne incinte. E scoprire che nella carne ci sono sostanze che in Europa sono vietate.
Questo futuro che galoppa a base di algoritmi e Big data è in buone mani? La politica è all’altezza di questo tempo? Noi siamo all’altezza di un dibattito che non è nemmeno iniziato?

(mi credete che da 4 giorni sono a Roma e il nostro traffico, la nostra dimensione mi sembra più lontana dal futuro, ma insieme più umana? Non è forse l’Europa che dovrebbe riprendere in mano la sua capacità di discernere, di discutere, di domandarsi? O davvero saremo ostaggio della discussione sulle migrazioni, mentre negli USA disegneranno un mondo nuovo e con regole non condivise?)

 

Ero Straniero: firma anche tu.

12 settembre 2017 § 3 commenti

Credo che i prossimi anni caratterizzeranno la politica tra coraggiosi e vigliacchi. Tra chi saprà costruire il futuro e chi cercherà di difendere confini con muri, odio e sottile indifferenze o finta razionalità. Per questo dobbiamo prepararci a stare dalla parte giusta. Dalla parte dello IUS Soli e dalla parte dell’integrazione. Non per buonismo, ma per difendere davvero il nostro Paese e l’Europa dall’odio, dal razzismo per evitare che i muri generino ciò che nel tempo razzismo e muri hanno sempre generato: guerre e odio. Per questo firmerò la campagna dei radicali “ero straniero” e ogni giorno vi manderò il link (sul mio profilo FB e su Twitter) ai luoghi dove potete firmare per un’integrazione giusta, per evitare i lager, per evitare di generare odio. Non abbiate paura di informarvi, di dibattere, di leggere, di studiare, di firmare. Non nascondiamoci dietro il calo degli sbarchi. La disperazione trova sempre sbocchi per questo servono soluzioni e non toppe. Firma anche tu e condividi.

Oggi, Mazda. 

1 settembre 2017 § 2 commenti

Oggi ho cominciato la mia nuova avventura lavorativa in Mazda Motor Italia come Sales Director del Mercato Italia. In questi mesi ho scoperto un mondo nuovo, legatissimo allo spirito della città di Hiroshima, orientato alla costruzione di un mondo migliore, rispettoso delle persone. 

Sono orgogliosa di far parte di questa squadra e di poter contribuire a farvi conoscere meglio questo meraviglioso marchio. #zoomzoom

Libia, È davvero questa la soluzione  europea? 

30 agosto 2017 § 7 commenti

Libia. Guardate questo video. Guardatelo ancora. Poi ancora. E ancora. Può essere questa la soluzione? Non deve essere questa. Significa questo tenerli in Libia? Rimandarli a casa cosa significa se da lì sono fuggiti? Chi risponderà a queste domande quando non li vedremo più arrivare? Fingeremo che non esistono più? È davvero questa la soluzione Europea?

Dove sono?

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