Questa destra ossessionata dai gay. Vogliamo ricominciare a parlare di asili nido?


Il primo pensiero di Cota va al Gay Pride di Torino.
Pare che toglierà il patrocinio della Regione. Ho in mente che sarà un Pride ancora più partecipato dell’anno scorso e consiglierei un passaggio colorato in Val di Susa…magari la sera prima.
Esempio di unità e compostezza dove l’anno scorso accanto a Francone (che per fortuna non è qui a vedere questo scempio) c’erano gli operai di Mirafiori in uno dei primi esperimenti di trasversalità da diritti civili e sociali. Ma si sa, i Pride, non sono luoghi frequentati dalla destra xenofoba ed omofoba dalle molte facce, se non di nascosto, o di notte. Togliere il Patrocinio al Pride è atto simbolico di prepotenza, genuflessione al pensiero unico clerical-manzoliniano, espresso su Rai Uno da un pò rete ufficiale della discriminazione politica e civile. Atto sciagurato che tradisce la cosiddetta maturità della Lega di Terza Generazione (che non è roba di ferro celodurista). Quella Lega che si vorrebbe cambiata dagli editti che potete ricordare qui:
http://www.leganord.org/ilmovimento/manifesti2006.asp (se andate più indietro è sempre peggio)

Stupidità. Poca furbizia che non è all’altezza delle destre europee che quando vanno al potere si guardano bene dal togliere i diritti civili acquisiti. Non li hanno concessi loro, stanno lì, non se ne parli più ed ora vi facciamo vedere cosa facciamo per i lavoratori e l’economia eccetera eccetera.

Tutta questa ossessione esteriorizzata ha due nature: copre una omofobia riflessiva e soprattutto nasconde l’incapacità di mettere in campo una vera politica per la famiglia.

Ne abbiamo avuto prova in questa campagna elettorale io e Luca Sappino di SeL invitati in TV contro due dello schieramento opposto che alla parola famiglia della giornalista sono saltati a fare gesti apotropaici contro gli omosessuali affrettandosi a dare la giusta definizione enciclopedica (e biblica) della Sacra Famiglia. Con molto candore io e Sappino siamo tornati a parlare di asili nido, parità di genere e lavoro dicendo loro che non avevamo nessuna voglia di parlare di omosessuali. O non solo.

E’ qui che si manifesta la nostra incapacità di risposta politica, qui che un segretario dovrebbe reagire e tuonare difendendo la comunità LGBT torinese che si è battuta (unica in Italia e compatta…forse per questo viene subito epurata dai favori della Regione? Eppure Cota era stato chiamato dalla comunità…) per la vittoria di una candidata per cui valeva la pena. Noi dobbiamo smascherare la loro inettitudine, il loro marketing rovesciato (parlare contro per apparire pro).

Lì si sono incuneati e molti poi “fanno” o semplicemente “ci sono” e sono “toccabili”. Noi non ribattiamo. Non ci possono toccare nel senso di mano sul braccio. E ultimamente lì, in quei luoghi dove stravincono, come dicevamo stamane, non ci siamo proprio.

5 pensieri riguardo “Questa destra ossessionata dai gay. Vogliamo ricominciare a parlare di asili nido?

  1. E’ ovvio che è più facile fare leva sui luoghi comuni e sulla ignoranza culturale, radicata in moltissime persone. Loro passano come i difensori della famiglia ed i gay, secondo loro diversi, vengono fatti passare come una minaccia. Categorizzare, ghettizzare, e compiere una politica di divisione, è un sistema ben noto. Far apparire una comunità una minaccia, serve ad avere consensi da tutti gli altri… ecco secondo me il punto fondamentale. Non esistono gli altri, non esistono noi e voi. Esiste un tutti assieme perchè tutti siamo persone uniche, con le nostre diversità (e meno male che sia così), anche tra noi definiti “eterosessuali”. Evidenziare delle differenze facendole passare per minacce, è un sistema per ottenere consensi dagli altri. Se si ragionasse sulle persone e non sul loro orientamento sessuale, sarebbe tutto diverso, ma in questo caso bisognerebbe avere dei contenuti, ed il centro destra purtroppo non li ha. Ecco perchè hanno bisogno di slogan, di pagliacciate e di dire stronzate come “sconfiggerò il cancro entro 3 anni” per tenersi su. Purtroppo c’è chi cade ancora nella trappola… Basta differenze, basta targare la gente, basta entrare nel merito di cose strettamente intime e private che nulla hanno a che fare con il governo del paese e con le relazioni sociali. SIAMO PERSONE indipendentemente da chi amiamo. E mi fà specie che il loro slogan era “L’amore vince su tutto !”… Ma per piacere. Detto questo, quand’è che la sinistra comincia a scendere tra la gente riappropriandosi della sua funzione basilare : ossia capirne le problematiche ed agire di conseguenza. Perchè Cristiana, non prendono esempio da te e da altri giovani promesse che sono nel PD ? Perchè ce ne sono !

    Un abbraccio
    Marco

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  2. per i leghisti la campagna elettorale non finisce mai, Cota stà solo rassicurando che farà quello che ha promesso di fare a chi l’ha votato, vedi dichiarazione sulla ru486.
    forse bisognerebbe iniziare a vederli come dei troll, messi lì solo per far salire la rabbia e poter poi dire di essere loro i veri moderati, loro che subiscono gli attentati.
    io credo che bisognerebbe smettere di riportare ogni loro dichirazione provocatoria, che ha come unico scopo far perdere la capacità di ragionare.

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  3. la lega cerca una identità che soppianti il vuoto ideologico e che leghi l’elettore disorientato. La lega è sempre in prima linea, la sua presenza sul territorio la fa sentire sempre, che ci sia o meno la campagna elettorale. Inoltre l’obolo al vaticano deve essere pagato. Ma questo obolo è uno strumento di quella strategia identitaria, è un mezzo per segnare una linea di demarcazione fra noi e gli altri.
    Il Pd non si schiererà mai apertamente con il mondo lgbt, nel terrore di perdere alleanze e voti, un presa di posizione netta benchè giusta non la faranno mai

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