Che si sappia, eh, a proposito di “froci”

19 febbraio 2016 § 2 commenti

Oggi vi dirò una cosa molto provocatoria e ovviamente a titolo personale.
Per votare 700 emendamenti NON contingentati ci vogliono più di 50 giorni.
E sinceramente io non me la sento di pensare che il Senato italiano debba stare 50 giorni ad occuparsi di Unioni Civili (ringraziamo Di Battista che oggi ha ricordato che il Paese ha altri problemi e che questa è una legge qualsiasi, giusto se non avevamo chiaro quanta importanza il M5S sta dando alla legge) e non certo perché non io pensi che non sia importante (che Dio mi fulmini se lo penso), ma per evitare che si scateni odio nei nostri confronti per la serie “il Senato è pronto a parlare di froci per 50 giorni” sulla falsa riga del “le unioni dei froci tolgono la reversibilità alle vecchiette povere e vedove” che è gemello del “i froci ricchi che sfruttano le povere donne indiane”.
Si sappia però che il Senato bloccato a discutere “di froci” mentre il Paese ha tante altre priorità lo vogliono tenere la Lega e la Compagnia degli Omofobi (consentitemela questa) e il M5S. Che si sappia, eh.
Personalmente e nel mio piccolo, da qui fuori, vi prometto che continuerò a cercare di trovare un’altra soluzione sensata e democratica che porti presto all’approvazione della legge (così com’è) e che restituisca presto il Senato ad altri argomenti parimenti importanti. My two cents del venerdì.
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Unioni civili: storia di una lotta che chiede responsabilità verso l’altro.

19 ottobre 2015 § 3 commenti

Per quanto le parole della CEI mi facciano rabbia so che non dobbiamo cadere nel tranello di prendercela con la Chiesa. La Chiesa ingerisce se lo Stato la fa ingerire e lo Stato non deve farlo, deve mostrarsi all’altezza del compito che gli è dato, quello di rappresentare e possibilmente guidare il proprio Paese e la sua complessità. Sono tra le persone che abolirebbe il concordato subito, ma sulle unioni civili i miei occhi saranno puntati sulla politica che ha fatto una promessa e ora deve mantenerla. Saranno settimane di fuoco. Accompagniamo la legge al voto e difendiamo il testo, un testo che non rappresenta la piena uguaglianza, ma che tutela i figli delle nostre famiglie, determina responsabilità. Stiamo chiedendo una legge che tuteli i soggetti deboli delle nostre famiglie, che consideri i destini delle persone quando morte, malattia e separazione capitano. Più che diritti di una lobby di viziati, stiamo chiedendo di potere esistere nel compito più alto: quello delle responsabilità verso gli altri.

p.s. Se solo la Chiesa afferrasse questo aspetto nella lotta omosessuale, capirebbe di dovere essere la nostra prima alleata e non la nostra prima nemica.

I diritti civili mozzati.

8 marzo 2015 § Lascia un commento

La politica che non ha il coraggio di anticipare, di guardare le cose da un punto di vista nuovo, anche rivoluzionario, non è politica. E’ arte del consenso, è esercizio retorico che dura pochissimo. Il tempo di illudere e deludere. Ecco penso che oggi, festa della donna, a tutta la politica, tutta quanta, sia mancato il coraggio di vedere il tema della parità di genere da un’ottica diversa. Inutile emozionarsi demagogicamente per il discorso di Obama se non si coglie che non esistono diritti civili di donne neri o gay. Esistono SOLO i diritti civili di tutti.

Dove sono?

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