Neve, Cane, Piede.

25 gennaio 2017 § Lascia un commento


nevecanepiedeCome sapete in queste ultime settimane ho partecipato ad un concorso letterario “Modus Legendi”. Mi sa – tra l’altro – che ho esasperato più di qualcuno e me ne scuso: ho mandato whatsapp a persone che non sentivo da anni e in qualche caso è stata un bella occasione per riprendersi.

Devo ringraziare tutti: Hacca Edizioni e la sua meravigliosa squadra, i savi di Modus Legendi che hanno selezionato 5 libri da 182, le 920 persone, anzi 919 Perché un voto era il mio, per avere dedicato il loro tempo a votar(mi), anzi a votare per “Ho dormito con te tutta la notte” (se non lo avete ancora letto a questo punto fatelo!) aderendo con allegria a questa piccola rivoluzione.

Siamo arrivati secondi e ne sono personalmente molto felice. E’ stata un competizione divertente e rivoluzionaria, non a caso editori e librerie indipendenti la stanno definendo una rivoluzione gentile. Chi votava la cinquina non doveva avere letto tutti i libri, ma votare il libro che avrebbe voluto leggere, leggendo le bellissime schede di Angelo Di Liberto. Perché? Perché è esattamente quello che vi capita quando comprate un libro. Non lo avete letto, ma il più delle volte se non avete un libraio di fiducia (a proposito Perché non abbiamo più un librario di fiducia? Di questo dovremmo parlarne, eh) lo trovate in vetrina, ne leggete una recensione su giornali importanti, insomma i libri che vi raggiungono e che avete voglia di leggere non sono libri che avete letto, ma che vorreste leggere Perché qualcuno vi ci fa inciampare. Modus Legendi si propone di farvi inciampare su libri buoni di piccole case editrici che altrimenti incontrereste con difficoltà.

Ha vinto Neve, Cane, Piede di Claudio Morandini Exorma Edizioni. Adesso così come prevede il regolamento andremo tutti a comprarlo (dovete farvi battere lo scontrino dal 12 al 18 febbraio!) per farlo andare in classifica. Cominciate ad ordinarlo, la sola cosa che dovete verificare è che la libreria faccia parte del circuito Arianna. Perché lo facciamo andare in classifica? Perché così altri lettori lo conosceranno e potranno leggerlo! Si chiama innesco di generosità letteraria.

Due parole sul libro di Claudio o meglio sul perché voglio leggerlo e regalarlo.

Non ho ancora letto “Neve, Cane, Piede” ma gennaio è stato un mese strano e questo libro “mi” sta capitando in un mese “pieno” di neve. Non è solo il libro che mi ha “battuto”.

Credo se lo sia meritato, prima cosa. Ovvio. Poi c’è qualcosa d’altro che in queste settimane è stato solo mio. Ho cominciato a leggere le “Otto Montagne” di Cognetti e ho ritrovato brandelli di ricordi. Paterni e di quel bisogno di camminare con lo stesso ritmo senza fermarsi o accelerare. Era il mantra di mio padre.

Poi l’Italia è stata travolta di neve con le conseguenze tragiche che tutti sappiamo.

Era dal 1985.

Me lo ricordo, era un gioco allora stare a casa e fare fortini nella neve, ma mi ricordo anche il sangue dal naso, perché la neve diventa ghiaccio e quando diventa ghiaccio diventa pericolosa. Poi sporca di sangue perde tutto il romanticismo. Lo avevo scordato. Ho amici in Abruzzo che hanno vissuto giorni bloccati in casa dalla neve con le scosse di terremoto che rendevano impossibile pensare alla neve come ci pensavamo e la dimenticavamo da bambini. Avevo notizie per il mio ruolo in Anas delle turbine che andavano a salvare famiglie in paesi isolati. Ed anche notizie di quelli che aspettavano le turbine. Senza luce. E tre metri di neve. Qualcuno dei miei amici più cari ha avuto dei morti questo mese. In montagna. E poi ieri. Ancora. Una mia amica geologa in lacrime, dopo l’incidente dell’elicottero nel quale sono morte due persone che conosceva, mi ha detto: E’ come se ci stesse dicendo qualcosa. Chi? Ho domandato. La montagna. La montagna e la neve mi stanno inseguendo in queste settimane. Come se mi parlassero e nel libro di Claudio c’è un solo essere umano che vive isolato in montagna e si potrebbe pensare sia un libro silenzioso invece a quando pare non lo è perché nel libro tutto parla. Anche il cane. Anche io parlo con il mio cane, a volte seriamente. E lui risponde. A volte seriamente. In queste settimane questa “somma” narrativa di neve e montagna ha esaurito il suo carico infantile. Ehi se non lo avessi ancora capito la neve e la montagna possono essere pericolose. Devi essere preparato. Devi stare accorto. Maneggiare con cura. La vita, la neve la montagna. Tutte cose da maneggiare con cautela. La lettura di libri che parlano della montagna e della sua durezza e della voce che ha, forse ci faranno bene, in questi giorni difficili. In fondo la montagna è anche il luogo della riconciliazione – persino nel Vecchio Testamento – e dobbiamo concederglielo.

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