La dolcezza di un pompino.

30 aprile 2014 § 32 commenti


Voglio tornare su quanto accaduto al Liceo Giulio Cesare, liceo in cui ha studiato mia madre.

Partiamo dai fatti. Nell’ambito di un programma governativo per la lotta contro l’omofobia (immagino simile a quello promosso dal Comune di Roma nelle scuole romane), sono stati letti dei brani di un libro (Sei come sei, di Melania G. Mazzucco). Tra questi uno in particolare che riporto qui: 

 “(…) Nessuno avrebbe mai sospettato che quel muscoloso, ruvido, stopper della squadra di calcio dell’oratorio (…) la notte si stancava la mano sulle foto di Jimi Hendrix, Valerij Borzov e Cassius Clay. Pure, benché sapesse che Mariani Andrea non soltanto lo avrebbe respinto ma anche tradito e sputtanato, un pomeriggio, quando dopo la partita indugiò nello spogliatoio e si ritrovò solo con lui, Giose decise di agire – indifferente alle conseguenze. Si inginocchiò, fingendo di cercare l’accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce. Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripeté altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita”.   

Alcuni genitori o meglio un paio di associazioni note per le loro posizioni omofobe (giuristi per la vita e Pro Vita) hanno presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma una denuncia per i reati previsti e puniti dagli artt. 528 e 609 quinquies del Codice Penale, aggravati ex art. 61, primo comma, n.9 del medesimo Codice, commessi da insegnanti del Liceo Classico Giulio Cesare di Roma.

Qualcuno, non noto per la propria omofobia, ha criticato i docenti per l’uso di quel testo e per il contenuto affermando: perché la descrizione di un rapporto orale dovrebbe essere materia anti omofobica?

Alcune riflessioni.

Come ho scritto su questo blog ed altrove la scoperta (ma soprattutto l’accettazione) della propria omosessualità è una fase molto difficile che pasa per la totale assenza di un immaginario sia emotivo che sessuale. A sedici anni non avevo la minima idea di come facevano l’amore due donne, ma sapevo come lo facevano un uomo e una donna anche se non lo avevo mai fatto. Mi è mancato da morire un riferimento, non per diventare lesbica, ma per esserlo a pieno. Spero si colga la differenza e spero si comprenda che leggere quelle poche righe non può avere indotto nessuno a diventare gay. Forse può avere sdoganato un atto che viene considerato volgare (ricordate la leggenda che il rapporto orale dalle prostitute sì, ma dalla moglie no?) se non addirittura un atto di sottomissione. Su questo sarebbe interessante parlare per ore, su quanto in Italia siamo maledettamente bigotti e bacchettoni e su quanto uno stesso atto sessuale può essere condiviso o imposto. In sintesi: un rapporto orale può essere una cosa bella o brutta. A mio avviso ( ma in questo caso è solo il mio parere soggettivo) la scena mi sembra dolcissima e mi pare che si racconti esattamente una scoperta. Il più delle volte va esattamente così. Non te lo dici a parole, perché le parole non esistono. Il corpo ci arriva prima delle parole.

Ecco. Le parole.

Qualcuno ha citato la letteratura antica. Catullo. Saffo. Poi in mezzo c’è stato, su alcuni temi (alcuni, eh), un buio culturale, la censura del corpo dopo l’ellenismo (sintetizzo un paio di millenni). E il secolo scorso è stato un secolo doloroso, in pochi hanno narrato di corpi, in pochi hanno riconosciuto al corpo (come alla fantasia) pari dignità che alla mente, alla speculazione, alla politica. Il corpo era macchina da lavoro, classe sociale o corpo morto in guerra. Non ci sono tanti romanzi “classici” da leggere in cui trovare la libertà del corpo. Non a caso il 1968. Per dire.

E certo. La lingua contemporanea ha valicato la barriera delle parole, del sottinteso. Ha dato (a prescindere dal livello culturale o letterario) più dignità ai corpi. Li ha liberati. Quindi, sì. Si legge Mazzucco (anche Mazzucco, che io non ho mai letto per esempio e non conosco) per sapere come ci si scopre gay a sedici anni. Come si leggeva Delitto e Castigo se si voleva conoscere il senso di colpa dell’individuo sociale. O Pavese per lo straniamento. E via dicendo.

Perché abbiamo così paura delle parole ma non ci fa paura che nostro figlio vada in una scuola dove a tredici anni già si fuma, ci si droga o si va in discoteca e ci si prostituisce per 100€? Perché non vedo barricate su questo? E tutto ciò che propina la TV? E non basta andare su youporn per sapere molte più cose di quelle raccontate dalla Mazzuco?

Sto provocando chiaramente.

Perché il tema non è il sesso, diciamoci la verità. E se per qualcuno lo è, facciamoci davvero un paio di domande su cosa pensiamo dei nostri ragazzi. Su quanto li crediamo cretini. I ragazzi della scuola romana dove sono stata mi hanno messo in imbarazzo per le domande che mi hanno fatto e sono stati molto più “spinti” di quelle parole, volevano sapere tantissime cose, proprio sul sesso.

Il fatto è che erano due maschi. E l’idea di un uomo che “prende in bocca l’uccello di un altro uomo”, devasta la nostra cultura maschile machista, destruttura e scioglie i muscoli del nostro immaginario di forza “selvatica” (non a caso quello striscione fascista…molto sottile culturalmente).

Quindi non raccontiamoci stupidaggini. C’è della paura in questa barricata. E c’è scarsa conoscenza dei propri ragazzi. Quello il più grosso dei problemi.

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§ 32 risposte a La dolcezza di un pompino.

  • Virginia scrive:

    Completamente d’accordo, sull’importanza di dare dei riferimenti di immaginario ai ragazzi e alle ragazze, perché questi riferimenti li possano aiutare a non sentirsi alieni nelle loro intuizioni rispetto alla loro stessa omosessualità. E nello stesso tempo per dare ai loro compagni e alle loro compagne lo stesso immaginario. Per far sì che l’omosessualità sia compresa come parte della vita e non come qualcosa che si sceglie.

    Solo su un punto non sono molto convinta: era proprio necessario quel libro? Come è scritto non mi entusiasma. Un caro vecchio Pier Vittorio Tondelli avrebbe aperto le porte della letteratura (e perché no, anche della musica contemporanea), oltre che quella della sessualità😉

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  • breisen scrive:

    L’ha ribloggato su Amolanoia.

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  • federica scrive:

    ma che dite??? non è il problema dell’omosessualità qui…ma a scuola si è mai letto libri con scene di sesso? anche fra etero??? ma stiamo dando all’acido!!!!

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    • sarda scrive:

      Concordo.ridicolo.rispetto gli omosessuali (ho anche amici) ma letture sui rapporti sessuali a scuola sono assurdi,non centra se tra uomo e donna o tra due persone omosessuali!non è scienza!uno va e si cerca le cose da solo x imparare quello che gli pare o chiede ad amici.io,etero,mica ho “imparato” a scuola ne visto o letto descrizioni di atti sessuali!!!siete completamente fusi

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      • Lallo scrive:

        Mi vengono un paio di domande.
        La prima: lei dice “la scuola è scienza”. Ma da quando? La scuola è cultura, tra queste rientra la scienza, certo, ma non è l’unica materia. Letteratura, nel caso specifico, letteratura gay, rientra nel capitolo cultura. Che non c’entra nulla con le opinioni personali. Uno può non essere gay, essere persino nauseato dal sentire descrizioni di atti sessuali tra gay, ma comunque rispettare i gay in quanto persone.

        Poi: “uno va e si cerca le cose da solo”. Ma che significa? La scuola fa da molti anni educazione sessuale, almeno da quando andavo alle superiori io, che ormai ho quasi quarant’anni. Se oggi si toccano anche temi gay è semplicemente perché questi temi sono entrati a far parte (finalmente!) dell’attualità. Nascondere la testa sotto la sabbia o inveire contro di essi non servirà a farli sparire.

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    • Anonimo scrive:

      Infatti hai ragione !!! Non e tanto degli omosessuali ma e il libro che e osceno

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  • elena nascimbene scrive:

    ci vorrebbe ben altra educazione sentimentale in questo Paese, più rispetto, meno conformismo e tenere la mente libera. segnalo il mio blog “pensieri insaturi”

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  • tiziana scrive:

    a me fa schifo e basta..altre parole nn le trovo..ed ogni scoperta la si fa nn perché debba essere imposta.

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    • Drugo scrive:

      Federica, io mi ricordo “Siddhartha” letto a 13 anni, da tutti considerato il tipico romanzo per adolescenti, e scene dello stesso tenore c’erano eccome. Ovviamente etero…
      Poi “Il nome della rosa” qualche anno più tardi, ancora più esplicito ma sempre etero…
      Per non parlare poi dei film del cineforum, un po’ per tutti i gusti (etero) da “Full metal jacket” à “Ovosodo” (non a caso il più pudico fu “Philadelphia” ).
      Poi, se vogliamo scandalizzarci facendo finta non si tratti di omofobia, bisogna davvero sfidare il ridicolo.

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  • Close The Door scrive:

    D’accordo sul principio generale del post, ma penso che chiunque abbia insegnato a scuola immagini difficilmente una scena di sesso orale etero in un programma scolastico per minorenni. Qui non è questione di omofobia, ma di senso del pudore relativo a quanto può proporre un professore in classe. Durante un corso SSIS il formatore menzionò un libro “Faire l’amour” come romanzo di formazione sessuale e sentimentale (etero), precisando però che si sarebbe sentito in difficoltà a proporlo ai suoi studenti per via dei contenuti molto espliciti, anche se poetici.
    Sì, lo so che l’antica Grecia e tutte queste cose qui, ma nei manuali di antologia greca, latina e italiana i dettagli vengono omessi o comunque raccontati in maniera vaga e fumosa, che sia la Gerusalemme liberata o l’Inferno di Dante. I contenuti e riferimenti espliciti alla sfera sessuale io li ho incontrati all’università.

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  • topometallo scrive:

    tutti a fare le vergini dai candidi manti, vedo: per carità non c’entra l’omofobia, è per il sesso e basta, ci mancherebbe… peccato che anche fra gl’ipocriti omofobi e fascisti che hanno inscenato la protesta conto il Giulio Cesare molti abbiano avuto la… come dire… “naïveté” di confessare-affermare che se fosse stata una scena di sesso etero “beh, allora la cosa sarebbe stata diversa”

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    • Close The Door scrive:

      “Se fosse stata una scena etero sarebbe stata una cosa diversa”: periodo ipotetico dell’irrealtà. Citami per favore un libro o racconto contenente un rapporto orale etero che hai letto in classe oppure che faceva parte dei libri di lettura delle vacanze. A mio avviso chi ha inserito questo testo ha prestato il fianco all’obiezione più banale.

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      • topometallo scrive:

        A parte la cordiale simpatia del periodo ipotetico o del tono “Il candidato citi un testo…” io invece trovo che criticare la scelta del sesso esplicito sia una comoda scusa, che non tutti gl’ipocriti per fortuna hanno avuto “l’accortezza” di cavalcare fino in fondo. Ma transeat.

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        • Close The Door scrive:

          La simpatia è la tua nel trattare chiunque obietti come ipocrita, quando stiamo parlando di programmi scolastici. Arancia Meccanica è un capolavoro assoluto, lo mostreresti a degli studenti delle superiori? Ma transeat.

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        • topometallo scrive:

          Interessante controesempio, perché (irrealtà o meno) sono più che convinto che nel caso di una proiezione di Arancia Meccanica (decisamente più “sconvolgente” credo della decina di righe della Mazzuccato) non ci sarebbe stata tutta questa levata di scudi ipocrita. Ipocrita non perché non ci si debba porre il problema del cosa inserire in un programma scolastico, ma perché molti si sono nascosti dietro il “dito” della pornografia per non parlare della “luna” dell’omofobia

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        • Close The Door scrive:

          Ho preso Arancia Meccanica perché è un film su cui i giudizi sono concordi, potevo scegliere “The Dreamers” di Bertolucci che tanto capolavoro non è. Comunque vedi che non stai rispondendo. Quale professore conosci, direttamente o per sentito dire, che ha fatto leggere in classe o durante le vacanze dei testi contenenti delle scene di sesso (etero) esplicite? Certo che c’è il cinema la televisione e tutta la produzione industriale di (para)letteratura, ma sarei veramente curiosa di conoscere la reazione di colleghi e genitori (e secondo me anche diversi studenti) se si verificasse questa situazione. Perfino “Un pesce di nome Wanda”, che ha delle scene parodistiche di sesso etero, si becca dagli studenti 15enni l’epiteto di “pornazzo”. Può non piacere, ma la tolleranza su quello che si può far leggere o mostrare a scuola è molto bassa, e questo non riguarda esclusivamente le questioni omosessuali, anzi.

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        • topometallo scrive:

          “Quale professore conosci, direttamente o per sentito dire, che ha fatto leggere in classe o durante le vacanze dei testi contenenti delle scene di sesso (etero) esplicite?”

          Ok, non ne conosco, ma che -beep- c’entra? In questo caso la reazione esagitata non era dovuta al problema “porno” ma al fatto specifico di una scena omo. Certo che in uno qualunque dei casi da te citati ci sarebbero stati probabilmente genitori che avrebbero urlato allo scandalo, ma non penso proprio che in nessuno di quei citati si sarebbero mosse le milizie della destra in difesa del maschio.
          Non sto dicendo che a scuola devi far leggere qualunque cosa, ma che IN QUESTO CASO SPECIFICO c’è stata una forte ipocrisia di fondo

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        • Close The Door scrive:

          Capisco che dai miei commenti posso dare l’impressione di essere una bigotta ultraconservatrice, ma il punto è che parlare di omosessualità in questi termini – scena di sesso esplicita, intendo – pone due grossi problemi: il primo, in Italia non c’è mai stato il consenso per fare educazione sessuale, ma nemmeno educazione sentimentale a scuola. Non dico neanche alle elementari, dove sarebbe più giusto, ma neanche alle medie o superiori, dove i prof di scienze sono in grave imbarazzo a spiegare il capitolo sulla riproduzione e qualche volta lo saltano a piè pari. Quindi pensare di proporre un brano come questo è come mettere gli scii a qualcuno che non sa ancora camminare. Il secondo problema poi secondo me sta nel fatto che questo tipo di racconto convalida un’idea distorta dell’omosessuale come una specie di selvaggio traviato che vive esclusivamente di sesso, mi pare che fosse Cecchi Paone a proporre il termine “omoaffettività” appunto per sottolineare che un omosessuale è una persona normale che si innamora e, pensa un po’, sognerebbe pure di sposarsi. Quindi al di là delle strumentalizzazioni dei talebani omofobi, mi sembra che questa proposta di educazione contro l’omofobia andrebbe ripensata, almeno in parte.

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        • topometallo scrive:

          Senza offesa, ma è più una frase come “un’idea distorta dell’omosessuale come una specie di selvaggio traviato che vive esclusivamente di sesso” riferita alla decina di righe lette sopra che rischia di far sospettare il pregiudizio. Se descrivi una scena di sesso, gay o etero, in quella scena bene o male si parla e si descrive del sesso, onestamente in quelle righe non vedo “un selvaggio che pensa al sesso” come non lo vedo in una coppia etero che a un certo punto si rotola fra le lenzuola in un film “non porno”.
          Per poter combattere i talebani omofobi purtroppo non si può neanche andare sempre in punta di forchetta.

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        • Close The Door scrive:

          Non mi offendo non ti preoccupare, è un pensiero che ci può stare in una discussione come questa.
          Quello che sto cercando di dire è che a mio avviso nella rappresentazione dell’amore omosessuale manca del tutto il riconoscimento della “nobiltà” dei sentimenti.
          Veniamo da una tradizione ormai millenaria che ha mal tollerato l’amore eterosessuale in quanto necessario per la procreazione, ma che ha considerato come sporche e degradanti molte delle sue manifestazioni. Però il racconto del cavaliere che salva la principessa accoglie l’idea che “nonostante il sesso” esiste anche un sentimento nobile.
          Per l’amore omosessuale invece siamo fermi ai film di Banfi e Pozzetto per cui al massimo c’è attrazione fisica e passione, oltre che isteria e gelosia.
          Ricordo molto bene l’episodio di una ragazza morta per salvarne un’altra durante un incendio: gli amici hanno protestato per la versione offerta dal giornalista che aveva scritto di una grande amicizia, quando le due erano invece fidanzate.
          Una ragazza era morta per salvare la sua fidanzata, ma questo nessun giornalista aveva avuto il coraggio di scriverlo. Se fosse stato un uomo avrebbero versato fiumi di inchiostro.
          Tutto questo per dire che più che una pagina di sesso esplicito – che ripeto, rinforza determinati pregiudizi – personalmente ho trovato molto più provocatorio un video credo neozelandese, che purtroppo non trovo più, in cui si mostrava la nascita di una coppia, l’occhio della telecamera mostrava solo un ragazzo sorridente e innamorato e si immaginava che dall’altra parte ci fosse una ragazza, poi alla fine la sorpresa: si trattava di due uomini.

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  • […] valutazione della vicenda ha scritto bene Cristiana Alicata che sul suo blog fa notare come per un/a giovane omosessuale, oggi come ieri, è importante avere punti di […]

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  • […] questione arrivo buon ultimo. Ne hanno già parlato il collega Dario Accolla, la scrittrice Cristiana Alicata, la filosofa bioetica Chiara Lalli, fra le altre elegantissime penne che hanno intinto nel calamaio […]

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  • perri scrive:

    L’importante è che a scuola non si insegni la grammatica, la geografia, la storia e la letteratura. L’importante è un bel pompino.

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  • Alice scrive:

    Sono d’accordo sulla dolcezza del passo e non comprendo i motivi di tutto questo scandalo. Non è pornografico, nè più di tanto esplicito…. Parla di un incontro, uno scambio, un tipo di comunicazione, timido…. Non vuole insegnare, vuole raccontare….perchè averne paura?
    A me hanno fatto vedere il film “Il nome della Rosa” in classe alle scuole medie. Alle medie. Beh nessuno è rimasto traumatizzato, nessuno in conseguenza di quel film ha fatto cose che non avrebbe voluto fare…. C’è stato qualche risolino generale ed è finita lì. Piuttosto ero rimasta stupita dall’audacia della professoressa nell’aver scelto di farci vedere il film nonostante la scena di sesso, stupita in positivo ovviamente, dato che per tutti gli altri professori il sesso a scuola era argomento assolutamente taboo. In ogni caso nessun genitore ha sollevato nessun tipo di polemica…. Piuttosto a me sono rimasti negli occhi per giorni le scene di corpi morti insanguinati che si vedono ripetutamente nel film…. Ma la violenza a scuola è concessa, è l’amore che bisogna tacere e che per la maggior parte dovrebbe rimanere relegato alla sfera privata perchè vergognoso….. Ma ci rendiamo conto dell’assurdità della cosa?!

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  • Gervaso scrive:

    W Putin

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