L’essenziale è invisibile agli occhi.

16 giugno 2008 § 19 commenti


Da “Il Piccolo Principe” di Antoine De Saint Exupery

 

 

 

In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.

“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.

“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo….”

“Chi sei?” domandò il piccolo principe, ” sei molto carino…”

“Sono la volpe”, disse la volpe.

” Vieni a giocare con me”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.

“Ah! scusa “, fece il piccolo principe.

Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: [...]

” 
Che cosa vuol dire addomesticare?”
” E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”

” Creare dei legami?”

” Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”

” Comincio a capire”, disse il piccolo principe. ”

C’è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…” 
“E’ possibile”, disse la volpe “capita di tutto sulla terra…”

“Oh! Non è sulla terra”, disse il piccolo principe.

La volpe sembrò perplessa:

” Su un altro pianeta?”

” Sì”

” Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”

” No”

” Questo mi interessa! E delle galline?”

” No”

” Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe.

Ma la volpe ritornò alla sua idea:

“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò.

Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata.

Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.

Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano?

Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile.

I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…” La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo Principe: ” Per favore …..addomesticami”, disse. ” Volentieri”, rispose il piccolo principe, ” ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”.

” Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.” gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”

” Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.

” Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. ” In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….” Il piccolo principe ritornò l’indomani.

“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
” Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti“.

” Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.

” Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. ” E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.

E quando l’ora della partenza fu vicina: “Ah!” disse la volpe, “…Piangerò”.

” La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”

” E’ vero”, disse la volpe.

” Ma piangerai!” disse il piccolo principe.

” E’ certo”, disse la volpe.

” Ma allora che ci guadagni?”

” Ci guadagno”, disse la volpe, ” il colore del grano”.

[...]

“Addio”, disse.

“Addio”, disse la volpe.

“Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

[...]

Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.

 

La versione integrale del dialogo con la Volpe, qui.

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§ 19 risposte a L’essenziale è invisibile agli occhi.

  • Anonimo scrive:

    difficile e bello addomesticare…e anche essere addomesticati…oramai si confonde la volpe e il piccolo principe…ma questa famiglia è davvero bella…ed invisibile agli occhi..tvb.Ga

  • adoro quel libro… è in assoluto il mio libro preferito, uno di quei piccoli oracoli cartacei che riesce a rallegrarmi l’anima a farmi piangere come un bambino e soprattutto a farmici tornare, tra le spire del suo dolce dialogare.
    Quel pezzo del libro me lo sono stampato graficato e appiccicato sopra il letto per ricordarmi ogni mattina che mi alzo che quello è l’unico vero strumento per vedere la realtà per ciò che è!

  • porcu scrive:

    ogni parquet color miele mi farà pensare ai giorni torinesi…e ogni gianduiotto!

  • Patri scrive:

    “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
    questa è l’essenza di ogni rapporto di amicizia e amore e anche l’essenza per riconoscere l’essere umano in quanto tale, senza differenze e pregiudizi.
    Solo per quello che è.

  • miry scrive:

    A mondo esistono tanti tipi di legami…i più belli sono quelli fatti di silenzi,sguardi,gesti nascosti che a volte nn si manifestano palesemente…ecco come un normalissimo e magari mediocre individuo diventa a sè stante,unico e irripetibile,importante,qualunque cosa dica o faccia…e senza legami forti l’uomo sarebbe senza un significato…

  • monica scrive:

    io ho messo inscena questa meraviglia di testo l’anno scorso con un gruppo di 21 ragazzini dai6 ai13 anni… magico… loro poi, son stati grandiosi ad addomesticarmi…

  • Anonimo scrive:

    E’ incredibile l’effetto che può fare la propaganda. “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Questa stupidissima frase affasciana una quantità di gente anche quella che per formazione scientifica ne dovrebbe essere scevra. Qualche mese fa passai davanti alla facoltà di lettere dell’Università di Pisa dove questa frase era stata scritta sul muro d’ingresso della facoltà, solo che per usura della vernice o, io spero, volontariamente si era trasformata in “l’essenziale è visiblie agli occhi”. Molto più potente perchè, e Pirandello ce lo spiegava bene, la verità è visibile agli occhi ma fa paura. Diremo con Von Clausewitz che mentre la ragione ci spinge alla chiarezza e alla precisione lo spirito è attratto dal vago.
    E invece bisogna vedere bene con la mente per poter essere liberi di sentire col cuore.
    E’ la grande lezione che dall’umanesimo rinascimentale all’illuminismo ha consentito il progresso dell’umanità.

  • il colore del grano è essenziale

  • Ciaoo scrive:

    L’essenziale è invisibile agli occhi:
    vuol dire che con gli occhi vediamo l’apparenza mentre l’essenziale, qualunque cosa si intenda con questa parola, è che non si possono vedere ed e conoscibile solo dal cuore o dalla mente.

  • Terry scrive:

    ..Questa lettura riesce a commuovermi ancora adesso. Ricordo la prima volta che la lessi ero alle elementari. Una lettura apparentemente cosi’ semplice quanto sottile e profonda. La morale che ognuno di noi dovrebbe tenere ben salda nella vita. Essenziale ;)

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  • Sara Doddis scrive:

    L’essenziale è ciò che pulsa col battito del cuore, è il mistero della vita, è l’amore di una mamma per i suoi figli, è la semplicità di una preghiera, è la gioia del perdono, la serenità di un sorriso, …l’essenziale è dentro di noi ma i nostri occhi guardano altrove…solo nel ripiegamento dell’anima la voce del nostro essere riesce a diventare parola…e il cuore è l’orecchio che ascolta.

  • serena scrive:

    In questo piccolo frammento di dialogo c’e’ un intero trattato di sociologia sui rapporti umani…anche l’essenziale di questo brano e’invisibile agli occhi….un genio!!!!

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