Davvero è tutta colpa di Giorgio Gori?

20 ottobre 2012 § 6 commenti


Su Europa, rispondo allo scrittore Scurati sul caso Gori, sulla TV, sul Grande Fratello.

“La domanda che dobbiamo farci è se la tv sia uno strumento culturale con cui “educare” una popolazione o piuttosto non sia un’industria come tante altre, che produce programmi, fa audience e sulla base di questo ultimo dato, venda spazi pubblicitari per pubblicizzare prodotti di altre industrie. In generale, mi rifiuto di pensare al popolo italiano come qualcuno da educare o diseducare. Mi ostino nel riconoscere a tutti uguale dignità. So bene, o meglio presuppongo presuntuosamente, che non tutti abbiamo la stessa capacità di discernere, ma non potrei mai pensare di essere migliore degli altri e quindi di imputarmi una specie di superiorità intellettuale. Per questo la democrazia è più complicata e minacciosa. Per questo in ogni dittatura si censura il dissenso, si chiudono giornali, si racconta un’unica verità: non si consente la libertà del telecomando o della lettura.”

Annunci

Tag:, ,

§ 6 risposte a Davvero è tutta colpa di Giorgio Gori?

  • Jacopo ha detto:

    diciamo che ci sono tanti modi di fare tv, e tante tv. c’è quella che fa ragionare, che informa, magari anche che regala emozioni. e c’è quella che ha le potenzialità per rimbecillire; che è quella si cui gori è autorevole rappresentante. certo, è vero che nessuno ha obbligato tutte quelle persone a guardare quei programmi orrendi. ma sappiamo benissimo che la capacità di discernimento non appartiene a tutti, purtroppo, in egual misura; e questo a prescindere dal censo, anzi (numerosissimi i ricchi o benestanti che si rincoglioniscono con grande fratello e isola dei famosi). la campagna di renzi è nel più puro stile reality; totalmente artificiale, semplicistica, a volte anche un po’ alienante. col renzi che quando parla non ha un solo moto di spontaneità; è tutto falso, tutto di plastica, da quel che dice al modo in cui modula la voce; emblematico il confronto col comizio di bersani fatto a piazzapulita; bersani dice anche lui sempre le stesse ovvietà, ma il contesto, i toni, avevano almeno un che di naturale, anzi di normale, che da renzi mancavano. più che convincere, sembra che voglia lobotomizzare. e del resto, è di lobotomia che ha bisogno, se vuole convincere delle persone adulte che la vera sinistra sono banchieri e speculatori alla davide serra…

    Mi piace

  • scialuppe ha detto:

    “In generale, mi rifiuto di pensare al popolo italiano come qualcuno da educare o diseducare.”

    Immagino a questo punto che don Milani fosse un cretino.

    Mi piace

  • scialuppe ha detto:

    Adesso che houn attimo di più e riesco a scrivere (tanto non riceverò risposta, come al solito).
    “Il povero conosce cinquecento parole, il ricco diecimila: per questo è ricco”. (Don Milani)
    Non voler vedere che la TV italiana (non dico la BBC e nemmeno la TV scandinava…invece, ha molto in comune con la TV statunitense) è uno strumento costruito appositamente per poter mantenere la popolazione nell’ignoranza, distraendola dai problemi reali, impedendole di formarsi un’idea della realtà che la circonda…e sostenere invece che la TV “è un’industria come un’altra”, tacciare di presunzione chi invece dice papale papale che la popolazione è ignorante ed analfabeta (come Tullio de Mauro), è…disarmante. Di fronte ad una tale vacuità di argomentazioni, non so proprio cosa dire.
    Non mi reputo una persona migliore di un ignorante analfabeta come è circa il 60% della popolazione italiana (sono dati ufficiali, e cito di nuovo Tullio de Mauro). Ma sarei quantomeno ridicolo a pensare che le loro opinioni sull’effetto serra o su Renzi valgano quanto le mie.
    È proprio per questo che bisogna lavorare sull’educazione e sui mezzi di comunicazione di massa. Per far arrivare tutti ad un livello di comprensione minimale della realtà circostante.

    Mi piace

    • calicata ha detto:

      Ti leggo anche quando non rispondo eh. ho letto anche l’altro commento sull’altro post….non so questa visione continua a tracciare una discriminazione. Potresti arrivare a dire che qualcuno ha diritto di voto e qualcuno no….almeno finche’ non raggiunge un certo livello….che chi decide quale sia e come debba essere?

      Mi piace

  • scialuppe ha detto:

    Il voto in democrazia rappresentativa è una pagliacciata. Lo stiamo vedendo in tutto il mondo.
    Ma a parte questo, chè non è necessario tornare su questo tema ogni volta.
    Il punto era l’idea mostruosa di considerare la televisione un’industria come le altre. Ma stiamo dando i numeri? La storia non ci ha insegnato niente? La televisione e la radio NON sono industrie come le altre, e così pure i giornali. I mass media influenzano il voto e sono al servizio dei poteri forti. Capisco che questo non ti sconvolga molto visto il partito a cui appartieni.
    Ma il diritto di voto universale è stato ottenuto con lotte durissime da una classe operaia incazzata e acculturata, dove per cultura non si intende aver letto molti libri ma voglia di conoscere, mente aperta e disponibilità al ragionamento. Quegli operai e contadini pensavano che il diritto di voto avrebbe portato tutti, anche il lumpenproletariat, ad essere in grado di scegliere e decidere. La storia ha mostrato che non è andata così, e la colpa è in gran parte dei mass media.
    Diritto di voto per tutti? Sì, mi va bene: ma la società deve essere INFORMATA ed ISTRUITA. Se no quando si tratterà di decidere dell’effetto serra, gli analfabeti voteranno per il candidato di bell’aspetto e che sa parlare bene, e che ha un sacco di soldi per la campagna elettorale. È quello che succede quotidianamente in tutte le democrazie. Una democrazia non è tale se le televisioni sono “un’industria come tutte le altre”, che è quello che tu auspichi.
    Basta guardare l’esempio degli Stati Uniti. Che, in effetti, non sono affatto una democrazia.

    Mi piace

  • scialuppe ha detto:

    P.s.: guardati un po’ di puntate di Grisù, le trovi tutte su youtube. Cartoni animati divertenti, carini ed educativi, che approfittavano del mezzo per far passare idee come ecologia, uguaglianza, pacifismo e perfino un minimo di annacquatissima lotta di classe.
    Questo è quello che può fare una TV pubblica. Un’industria che deve dipendere dalla pubblicità, leccherà solo il culo a chi le deve acquistare spazi pubblicitari: case automobilistiche, multinazionali agrofarmaceutiche, eserciti, e simili, rincoglionirà gli spettatori e il diritto di voto universale non sarà altro che una foglia di fico per dichiararsi democratici quando non lo si è. Proprio come adesso.

    Mi piace

Commenta se hai qualcosa da dire.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Davvero è tutta colpa di Giorgio Gori? su NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: